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Vicini davvero, la recensione

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Vicini davvero è la commedia romantica targata Netflix di Patricia Font, per una sceneggiatura di Marta Sánchez, e con protagonista la cantante spagnola Aitana nei panni della pianista Valentina. Al fianco di lei Fernando Guallar nelle vesti di David.

Vicini davvero, trama e cast del film

La trama di Vicini davvero narra di Valentina, talentuosa pianista disperatamente in cerca di uno spunto per il proprio lavoro. Dall’altro lato c’è David, inventore di giochi per bambini alle prese con la quotidianità. Apparentemente così lontani, finiranno per avvicinarsi quando si troveranno, casualmente, ad abitare l’uno accanto all’altra, divisi solamente da una parete che sarà l’ambientazione per la maggior parte della loro storia.

Oltre ad Aitana e Fernando Guallar, figurano nel cast del film anche Paco Tous (Sebas), Àlex Maruny (Sergio) e Carlos Cañas (il portiere). Il cast va a inserirsi in una storia che non lascia spazio quasi alla sorpresa, senza idee originali e priva di ciò che serve a canalizzare l’interesse dello spettatore, anche di chi cerca intrattenimento senza aspettative di chissà quale pellicola.

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Vicini davvero, una commedia che non rapisce

Nonostante l’impegno della regista Patricia Font e della sceneggiatrice Marta Sánchez, Vicini davvero è una commedia che non decolla, che impiega la maggior parte del tempo di scena per cercare di catturare l’attenzione degli spettatori con un’atmosfera di ostentata superficialità. Gli incontri casuali in cui sono coinvolti i protagonisti non hanno lo spessore necessario a generare quel senso di sorpresa nello spettatore.

Da specificare che la pellicola si tratta di un remake di un film francese risalente al 2015, partendo dunque da un’idea non originale che prende spunto da un prodotto già di per sé non ottimale. Il film con Aitana è infatti pregno di già visto o conosciuto, ricalcando con insistenza gli stilemi del genere e senza quindi offrire niente di nuovo all’osservatore che si azzarda a provare ad assistere alle vicende su schermo.

Un titolo senza cifra stilistica

Il tentativo della regista di distanziarsi dal materiale d’ispirazione c’è ma, nonostante questo, proprio non riesce a rendere Vicini davvero qualcosa di diverso. Aitana e Fernando Guallar, tra contrasti e avvicinamenti, cercando di trasportare lo spettatore nella loro storia avvicinandosi, in alcune occasioni, ad un livello minimo di qualità.

Vicini davvero

Avvicinandosi soltanto purtroppo, come se ci fosse una parete divisoria tra gli addetti ai lavori e l’idea di un prodotto completamente riuscito, un po’ come quella che separa i due protagonisti. La commedia cerca, come può, di sorprendere l’utente Netflix ma, tale tentativo resta confinato in un quasi nulla di fatto, incompleto per molti aspetti. La regista tenta di raffigurare con precisione le dinamiche sentimentali tra i protagonisti, risaltando l’aspetto della dolcezza ma, come per la grande maggioranza degli elementi caratterizzanti il film, il prodotto si riduce a un semplice tentativo e niente di più.

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Vicini davvero, la colonna sonora

Eppure, tra tutte le bozze non concluse che compongono Vicini davvero, non si può non menzionare l’attenzione impiegata dagli addetti ai lavori nel confezionare il prodotto, nonostante quest’ultimo risulti stucchevole e non riuscito. Le musiche di sottofondo sono fatte di brani originali, che cercano di costruire l’atmosfera romantica che il film si propone di inscenare.

Le scene potrebbero essere amplificate dal lavoro realizzato dagli addetti al sonoro, se non fosse che la scrittura non premia per niente il lavoro degli altri colleghi di produzione. Da precisare però comunque che la soundtrack risulta comunque non convincente di per sé.

Un umorismo senza pretese

Vicini davvero è una commedia romantica che cerca di commuovere e, allo stesso tempo, divertire con un tocco di comicità e umorismo. Le battute di serie B, che mancano di capacità di attirare l’attenzione e le risate e che, probabilmente, non hanno convinto neanche chi le ha scritte e inserite nel film, danno un ulteriore apporto quando si parla di prodotto non all’altezza delle aspettative. La pellicola si presenta dunque come senza pretese anche dal punto di vista dell’abilità (non presente) di scatenare la risata, complice un lavoro complessivo da parte degli addetti alla produzione non ottimale.

In conclusione

Vicini davvero è una commedia che non è una commedia, senza pretese e senza convinzione né capacità di convincimento dello spettatore, una pellicola priva di cifre stilistiche e di originalità che non fornisce alcun apporto al panorama cinematografico del genere a cui cerca, senza successo, appartenere. I personaggi troppo semplici cercano di fare il possibile con i mezzi che hanno, ma proprio non catturano l’attenzione, l’interesse dell’osservatore.

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Il film si fa guardare quasi solo per potersi rendere conto completamente dell’occasione mancata per gli addetti ai lavori che rappresenta, avendo così l’opportunità di sconsigliarlo alle proprie conoscenze. Il film, in un momento tranquillo di zapping alla ricerca di qualcosa da guardare per passare la serata, rappresenta una tra le nuove uscite recenti più facili da sorvolare, ed evitare. Se siete in cerca di un prodotto recente e guardabile, guardate Mùsica o altro.

Il trailer del film

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Vicini davvero è una commedia romantica che non riesce nel proprio intento: non fa ridere quasi per niente, non riesce a convincere lo spettatore, gli attori fanno quel che possono senza portare ad un risultato. Regia e sceneggiatura confezionano, insieme agli altri addetti ai lavori, un prodotto non completo e su cui si può tranquillamente sorvolare, cioè cercare di meglio nel panorama cinematografico in streaming delle commedie romantiche.
Danilo Abate
Danilo Abate
In bilico continuo fra il thriller d’autore e una pellicola di fantascienza, cerco sempre nuovi modi per riflettere, trovare prospettive inedite e sorprendermi. Parlare di cinema è parlare di opere fatte di emozioni umane, cose concrete, che vengono rese nel modo più imprevedibile e astratto. Il mio obiettivo è scandagliare ogni angolo di girato per dare voce a ciò che è nascosto tra un ciack e l’altro.

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