Tutto in un’estate! è un film francese del 2024, diretto e co-sceneggiato da Louise Courvoisier e che è stato presentato per la prima volta alla 77esima edizione del Festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard. E’ stato diffuso a livello mondiale con il titolo Holy Cow (in francese: Vingt Dieux). Il progetto è stato accolto positivamente dalla critica e ha ricevuto due premi César.
Il film esplora il dramma del lutto che spezza l’adolescenza e l’inizio improvviso dell’età adulta, il tutto addolcito dall’amore, dalla solidarietà fraterna e amicale.

Tutto in un’estate – Trama
Le vicende si svolgono durante una calda estate nella Giura francese, nella parte orientale della Francia. Il 18enne Totone (Clément Faveau) passa le sue giornate, in modo spensierato, tra feste e alcol, con gli amici Jean-Yves e Francis. Purtroppo dopo un incidente di ritorno da una festa di paese, il padre del giovane perde la vita. Ed è in quel preciso istante che Totone è costretto a diventare grande e a lasciare da parte l’adolescenza.
La sorellina Claire ha bisogno di lui e per garantire il sostentamento di entrambi, si trova un lavoro come addetto alla pulizia in un caseificio, ma viene licenziato dopo poco. Presto matura in Totone l’idea di imparare a produrre formaggio, al posto del defunto padre, per vincere un premio monetario. Nel mentre imparerà cosa significa essere un amico, essere un fratello e conoscerà l’amore.

Tutto in un’estate – Recensione
Tutto in un’estate! è un’opera riuscita sotto numerosi punti di vista. In primo luogo c’è l’ambientazione: il paesaggio rurale e le distese di verde sono dei luoghi quasi evocativi e che, soprattutto, suggeriscono l’atmosfera estiva. Courvoisier è cresciuta nella Giura francese, dunque la scelta non è assolutamente casuale. La fotografia di Elio Balezeaux contribuisce ad enfatizzarne le unicità.
In secondo luogo, un elemento fondamentale è quello della scelta del cast attoriale. I casting sono stati curati da Léa Gallego ed Emmanuel Thomas, che ha lavorato anche per Carine Tardieu. I due hanno attraversato gli spazi agricoli, hanno assistito a gare di corsa, tutto per trovare gli interpreti perfetti. La gran parte degli attori era debuttante e non aveva avuto esperienze pregresse nel cinema.
Questi due elementi hanno gettato le basi per un progetto funzionale. Nonostante si tratti di un dramma sociale, il film non risulta pesante, ci sono momenti molto leggeri e spensierati, perfettamente coerenti alla natura della pellicola. Si può parlare di un coming of age francese sfaccettato, con molti elementi non solo del dramma sociale, ma anche della commedia.
Un altro aspetto molto interessante riguarda proprio la scelta della stagione estiva. Negli adolescenti e nella giovane età l’estate rappresenta tutto: la fine della scuola, l’inizio delle vacanze, la fine del coprifuoco. Un insieme di elementi che fa percepire sulla pelle, oltre alla luce del sole, una grande libertà. La bella stagione è un momento di fioritura giovanile più alto dell’anno. La morte del padre di Totone spezza questo ciclo quasi naturale, riportandolo ad un inverno interiore.

La crescita interiore
Tutto in un’estate! è una storia dolceamara, che, come già anticipato, spiattella sul grande schermo il tema dell’adolescenza finita anticipatamente e dell’improvviso obbligo di crescere in fretta. Il film si apre con una sequenza specifica: Totone sta fumando e incitato da una folla, di amici, conoscenti e sconosciuti, inizia a spogliarsi fino a restare nudo. La prima scena trasmette grande spensieratezza.
Il protagonista non aveva grandi preoccupazioni, doveva solo godersi l’estate senza fare troppi danni. La morte accidentale del padre cambia leggermente il tono della pellicola e determina un completo cambiamento della gerarchia. Totone deve farsi e fare da padre a sua sorella piccola, la stagione si ferma.
Nei suoi tentativi, scanditi da molti fallimenti e imprevisti, conosce Marie-Lise, di cui si innamora e da cui ruba il latte per provare a produrre formaggio. Al suo fianco ha i suoi amici, che lo supportano nel compimento del suo fallace piano e che lo aiutano a badare a Claire. Ed è soprattutto grazie a loro che Totone comprende il valore di avere qualcuno accanto a supportarlo.

Conclusioni
Nonostante si tratti del primo lungometraggio di Courvoisier, la regista è riuscita a reggere bene il confronto con altri grandi film francesi dello stesso anno, come Marcello Mio e Tutto l’amore che serve. Non era facile. Oltre alla regia, gli attori, quasi tutti debuttanti, hanno svolto un grande lavoro di interpretazione. E’ stata una sfida molto impegnativa e stimolante.
E’ un film che regala tante emozioni contrastanti in poco più di 90 minuti, divertendo lo spettatore e facendolo commuovere di tanto in tanto.
Tutto in un’estate! è l’arte di imparare a sopravvivere con pochi mezzi, ma con quelli giusti. Racconta del lasciarsi andare e imparare a fidarsi dell’altro. E’ assumersi responsabilità per la prima volta nella vita. Ed è una favola dolceamara estiva piacevole da guardare.
