Si è chiusa tra mille riflessioni l’esperienza di Tony Leung Chiu-wai come Presidente di Giuria del concorso principale (Golden Goblet) al prestigioso Shanghai International Film Festival (SIFF). Tra i verdetti da decretare e una masterclass sold-out dedicata ai giovani talenti, la leggenda del cinema di Hong Kong ha voluto dire la sua sulle sfide più urgenti che stanno travolgendo l’industria cinematografica globale: l’avvento dell’intelligenza artificiale e il calo degli incassi al botteghino.
Tony Leung: il verdetto sull’Intelligenza Artificiale
Sul tema dell’IA applicata alla produzione audiovisiva, l’attore di In the Mood for Love ha espresso forti riserve.
“Penso che l’intelligenza artificiale sia un’arma a doppio taglio – ha dichiarato Tony Leung – Fa risparmiare molto tempo in pre e post-produzione, riducendo i costi. Ma questo andrà a vantaggio solo dei film mainstream, quelli ‘da popcorn’, perché lì il processo è più facile e schematico. Allo stesso tempo, però, molte persone perderanno il lavoro. Con l’IA non c’è bisogno di pensare, non c’è creatività. Sono solo calcoli… Non c’è un’anima.”
Educare le nuove generazioni alla sala cinematografica
Cresciuto nella Hong Kong degli anni ’70, dove c’era un cinema in ogni strada, Leung ha ribadito l’importanza della vera esperienza teatrale, rivelando di non guardare i film nemmeno a casa sul piccolo schermo.
“Se non guardi un film al cinema, perdi gran parte del linguaggio cinematografico e dei dettagli. Dobbiamo educare i giovani a fruire di diversi tipi di film, non di un unico modello standardizzato. Penso che le produzioni su scala minore domineranno il mercato cinematografico proprio per via della concorrenza di video brevi, streaming e gaming. Questa nuova generazione non ha mai vissuto la sala, dobbiamo trovare un modo per invitarla a tornarci.”

Tony Leung, tra art-house e il sogno di una reunion con Wong Kar-wai
Tony Leung ha descritto come “stimolante e costruttiva” l’esperienza in giuria a Shanghai, dove ha collaborato con registi e produttori internazionali, definendola un continuo processo di apprendimento.
Per quanto riguarda il suo percorso personale, dopo aver conquistato Hollywood con Shang-Chi, la star si è detta entusiasta della sua recente incursione nel cinema d’essai europeo con Silent Friend, diretto dall’ungherese Ildikó Enyedi. Un’esperienza intima, con una troupe ridottissima, che Leung ha paragonato a “una danza armoniosa”.
Alla domanda inevitabile su una possibile reunion con Wong Kar-wai, Leung ha risposto con un sorriso sornione e un enigmatico: “Forse”.
