Continua inarrestabile la carica virale di The Substance (qui la recensione), visionaria opera di genere horror firmata dalla regista Coralie Fargeat. Al suo terzo weekend di programmazione il film ha registrato oltre 290 mila presenze nelle sale italiane, un numero sorprendentemente alto per una pellicola così fuori dall’ordinario, un mix inedito di spettacolarità, tensione, grande qualità cinematografica e profondità tematica.
Ancor più stupefacente è però come The Substance non sia solo un fenomeno che coinvolge Millennials e Gen Z, ma sia riuscito a scavalcare le generazioni e i generi, rimanendo al centro della discussione e del dibattito social: sono oltre un miliardo e 800 milioni worldwide le visualizzazioni di contenuti associati al film su TikTok, e si registra un costante aumento di ricerche e produzione di nuovi contenuti sul titolo, a oltre un mese dall’uscita USA e dopo tre settimane da quella italiana. Non solo un film, ma un’esperienza che stimola domande e accende il dibattito.
Un traguardo social che ha il sapore di grande blockbuster, dei numeri che difficilmente un opera autoriale come questa può raggiungere. La viralità sta sicuramente aiutando il buon andamento del film nelle sale italiane ed internazionali.
The Substance: trama
Hai mai sognato una versione migliore di te? Sei sempre tu. Semplicemente, migliore, in ogni senso. Davvero. Devi provare questo prodotto rivoluzionario. Si chiama “The Substance”. Ti cambia la vita. Genera una nuova versione di te. Una versione più giovane, più bella, una versione perfetta. C’è solo una regola: vi dovete dividere il tempo. Una settimana sta alla vecchia versione di te. Quella dopo sta alla nuova. Sette giorni a testa. Un equilibrio perfetto. Facile, no? Se rispetti l’equilibrio… cosa può andare storto?.
Questa la sinossi ufficiale del film che meglio non poteva descrivere quest’opera così complessa e fuori dai canoni. Una complessità che però si è perfettamente sposata con un estetica accattivante ed un messaggio femminista riuscito e non ridondante.

