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Thank You, Next: la recensione

Thank You, Next è la nuova serie turca di Netflix che ha l’intento di mescolare dramma e commedia. La protagonista Leyla racconta le proprie disavventure romantiche, guidata dalla regia di Bertan Basaran, con la scrittura di Ece Yörenç, Ayse Ozyilmazel e Özgür Taylan.

Thank You, Next, trama e cast della serie

La narrazione di Thank You, Next comincia proprio quando finisce la relazione dell’avvocata Leyla (Serenay Sarikaya) col suo fidanzato Ömer (Metin Akdülger). Dopo questo triste avvenimento, la protagonista si troverà a fronteggiare la giungla degli appuntamenti moderni, in cui ogni incontro può celare la persona giusta o quella sbagliata, come in una danza dove non è possibile intuire quel che succederà.

Thank You, Next

I pretendenti che si avvicenderanno nella vita di Leyla saranno molti: dallo chef Feyyaz (Boran Kuzum) a tanti altri, tutti con qualcosa da dimostrare, ma starà ovviamente a Leyla decidere se scegliere o meno di accettare le proposte ricevute.  Nel cast sono presenti anche: Hakan Kurtas (Cem) e Ahmet Rifat Sungar (Sarp).

La riflessione alla base di Thank You, Next

La serie ideata da Ece Yörenç ha l’intento di focalizzarsi su un settore in cui è possibile trovare anche ostacoli e pericoli: quello delle relazioni ai giorni nostri. In una società piena di social media e app di dating, è sempre più facile incontrarsi, ma comunque anche difficile comprendersi. L’ironia, se così si può dire, della quotidianità di Leyla, è quella di dover fronteggiare spesso, per lavoro, relazioni non chiuse nel migliore dei modi, quasi come a voler prendere in giro la protagonista con una scrittura che cerca, spesso e volentieri, di farsi beffe di lei.

Ovviamente, tra un caso e l’altro con cui Leyla ha a che fare, si nasconde dietro l’angolo anche l’opportunità per lei di un felice incontro, ma soltanto il tempo o, meglio, la visione della serie sarà in grado di dare conferme o smentite in merito.

Una serie che non sfrutta bene i tempi narrativi

La protagonista interpretata da Serenay Sarikaya si troverà presto a fare i conti con una parentesi romantica, per così dire, affollata. Le cose si fanno complesse proprio per il numero di personaggi implicati nelle improbabili avventure mostrate al pubblico anche con un pizzico di mistery, introdotto per incuriosire lo spettatore e spingerlo a guardare con interesse tutta la serie, fino all’ultima puntata.

Il risultato però, è necessario anticiparlo, non si risolve in maniera ottimale, una trovata d’intreccio che non raggiunge vette d’originalità. L’impegno della sceneggiatura si vede, difficile affermare il contrario ma, purtroppo, la curiosità non è sempre sinonimo di grande qualità per la fruizione di un prodotto televisivo.

Cercare di raccontare l’incontrarsi in tempi moderni, senza un risultato

Leyla, tra un incontro e l’altro, ne vedrà di cotte e di crude. La protagonista, di per sé, non vuole essere considerata senza macchia, anzi. L’avvocata si cimenterà in una serie di errori anche grossolani ma, non è questo il punto della serie. Lo è di più la ricerca della protagonista di una propria dimensione, e la troverà, forse, cercando di barcamenarsi tra la volontà di trovare la persona giusta e quella di mantenere la propria indipendenza.

Sono tante le persone che tentano di trattare gli altri come oggetti e, in tal caso, è sicuramente consigliato svignarsela a gambe levate. Ad aiutare le protagoniste ci saranno anche le sue amiche, che vengono relegate però a co-protagoniste o anche meno. E questo rappresenta un altro errore di scrittura, che penalizza il risultato finale.

Tante idee, non collocate a modo

Tornando ai discorsi sulla penna della serie non sul pezzo, si nota che gli addetti ai lavori mettono il proprio (non bastevole) per mettere in evidenza un’idea di protagonista che lotta strenuamente per raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita sentimentale. Purtroppo, però, la volontà di attirare lo spettatore verso lo schermo è talmente forte da risucchiare la protagonista in un susseguirsi di eventi contro cui non può reagire esprimendosi appieno.

Questo porta la serie diretta da Bertan Basaran ad un livello qualitativo non ottimale, che ospita già prodotti simili (40 sono i nuovi 20, ad esempio), relegando un lavoro con tante idee tra le commedie romantiche facili da accantonare, usate dallo spettatore di turno soltanto per passare una giornata senza impegno davanti alla TV.

In conclusione

Thank You, Next cerca di fare da contenuto per gli stilemi del genere romantico a tinte drama, facendo il possibile per catturare l’attenzione dello spettatore in cerca di uno svago senza troppe pretese. Il problema però è che il prodotto che ne risulta è troppo scontato, dall’intreccio narrativo facilmente intuibile, e un cast non all’altezza delle aspettative degli addetti ai lavori fa il resto, relegando la serie ad un tentativo di copia (non riuscito) di tanti altri prodotti che affollano le piattaforme di streaming attualmente.

Leyla è una protagonista che tenta di non farsi mettere i piedi in testa, di attendere le proprie aspettative e, al tempo stesso, trovare la persona con cui poter condividere le proprie gioie. Niente di nuovo, si può trovare facilmente di meglio al momento.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Thank You, Next è una commedia con tante idee, non scritte in modo da portare a un risultato finale notevole. La protagonista Leyla cerca di trovare un equilibrio tra lavoro e relazioni, cimentandosi in una moltitudine di parentesi dai risvolti facilmente intuibili. Un cast non all'altezza delle ambizioni della scrittura (di per sé sbadata) fa il resto, portando a compimento un prodotto confezionato per intrattenere senza pretese. Niente di più.
Danilo Abate
Danilo Abate
In bilico continuo fra il thriller d’autore e una pellicola di fantascienza, cerco sempre nuovi modi per riflettere, trovare prospettive inedite e sorprendermi. Parlare di cinema è parlare di opere fatte di emozioni umane, cose concrete, che vengono rese nel modo più imprevedibile e astratto. Il mio obiettivo è scandagliare ogni angolo di girato per dare voce a ciò che è nascosto tra un ciack e l’altro.

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