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Stranger Things – la verità sull’episodio più controverso della serie

Per quanto Stranger Things possa essere uno degli eventi televisivi più popolari degli ultimi anni, si può dire che la serie ha avuto dei difetti. Non tutto ha incontrato il favore dei fan, specialmente un caso in cui i creatori della serie, i fratelli Duffer, hanno deciso di deviare dalla trama principale. Undici (Millie Bobby Brown) lontana da Hawkins, ce la ricordiamo tutti.

Dopo aver anticipato un cameo importante nei primi quattro episodi del Capitolo 5, i fratelli Duffer hanno ufficialmente resuscitato l’arco narrativo più controverso e odiato della serie fino a oggi. Riportando alla memoria dello spettatore, Otto, la “sorella” sensitiva di Undici, Kali (Linnea Berthelsen). Sebbene i fan sperassero nel ritorno di uno dei personaggi più amati ovvero Eddie Munson (Joseph Quinn). Ma riportare Otto non era solo importante per la trama attuale, ma anche per riconoscere che l’episodio della seconda stagione, “La sorella perduta“, non era stato tempo perso.

Stranger Things – L’odio verso “La sorella perduta”

Prima di arrivare al presente e al futuro di Stranger Things, bisogna tornare al passato. Quando la serie folgorò l’utenza con una prima stagione sorprendente. La seconda aveva l’arduo compito di confermare quelle buone impressioni. Lo fece, con qualche riserva. Poi i fan, arrivati a quella settima puntata, conobbero Kali Prasad, meglio conosciuta come Otto. Kali, cavia del laboratorio di Hawkins con la capacità psichica di creare illusioni, era determinata a vendicarsi di coloro che le avevano fatto del male. Dopo esser andata a Chicago per cercare la ragazza con un tatuaggio simile al suo, Kali recluta Undici per unirsi alla sua banda. La aiuta ad affinare i suoi poteri incanalando la rabbia. Sebbene formino uno stretto legame, Undici sceglie di tornare a casa dopo aver avuto una visione del pericolo che incombeva sui suoi amici.

Durante la seconda stagione, l’introduzione di Otto pareva soprattutto un modo per far comprendere a Undici la sua bussola morale. Confermando che la sua vera casa non è nel passato ma con i suoi amici a Hawkins. Tutto questo in un episodio tutto incentrato su di lei senza la solita alternanza di sottotrame e punti di vista a cui la serie aveva abituato. Fu molto straniante per gli spettatori una scelta simile, anche perché pareva proprio, più che un episodio sette, un backdoor pilot. Ovvero un Pilota di un’altra serie che doveva staccarsi dalla narrazione principale.

Il backdoor pilot avviene spesso in tv, soprattutto nelle serie procedurali tipo CSI, dove in una puntata appare un altro team di un’altra città ad aiutare i protagonisti e casualmente l’anno seguente esce una nuova serie targata CSI in un’altra città e proprio con quel team. Ma “La sorella perduta” fu così straniante per lo spettatore, per il tono troppo supereroistico e poco horror-mistery. Quell’episodio rimane un pilota di una serie mai vista. Un seme mai fruttato, fin ora almeno. Forse era troppo presto o forse l’idea in sé è sbagliata. Ma fatto sta, che ci sono palesemente dei piani ora per Kali, e i fan potrebbero tirare finalmente un respiro di sollievo sul capitolo più controverso della serie.

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