La magia di Pandora sta nuovamente per riaccendersi al cinema. Avatar – Fuoco e cenere, terzo capitolo del franchise fantascientifico d’avventura creato da James Cameron, uscirà nel cinema italiani il prossimo 17 dicembre. L’attore Stephen Lang, interprete dello spietato Colonnello Miles Quaritch ha aggiornato circa le differenze tra il nuovo film e i precedenti capitoli.
Stephen Lang parla di Avatar – Fuoco e cenere
Una delle saghe di maggior successo nella storia del cinema iniziata nel 2009 con l’omonimo Avatar, che per la prima volta trasportò gli spettatori nella mitlogia Na’avi e del pianeta Pandora, attraverso una storia avvicente e universale e prodigi negli effetti speciali, grazie ad un utilizzo innovativo della tecnica in 3D. Il primo film risulta ancora oggi il miglior incasso con un totale di 2,9 miliardi di dollari. Un risulato straordinario anche per il sequel Avatar – La via dell’acqua, sequel uscito nel 2023 e che risulta il terzo miglior incasso di sempre con 2,3 miliardi di dollari.
Ora James Cameron è pronto a trasportarci in una nuova avventura che vedrò il ritorno dello stesso cast dei primi due film. Tra cui ovviamente Stephen Lang nel ruolo del Colonnello Quaritch, cinico militare nel primo capitolo e rinato come Avatar nel secondo.

Cosa sappiamo sul terzo capitolo di Avatar
Su Avatar – Fuoco e cenere, l’attore ha voluto aggiornare sul film e su come il tono e l’atmosfera potrebbe essere diverso dai precedenti. “Il film parlerà di due temi gemelli come il dolore e la famiglia“. Lang ha poi parlato della sua “fine” in La via dell’acqua.
“Ho finito le riprese, ma non ci consideriamo mai finito davvero. C’è sempre un’altra porta che dobbiamo varcare. Il film sembra davvero pazzesco. Ovviamente sia Avatar che La via dell’acqua sono straordinari, ma devo dire che in questo abbiamo alzato l’asticella e le aspettative. Molto di questo sarà relativo ad una morte di uno dei personaggi principali“.
Stephen Lang ha poi continuato parlando del regista James Cameron: “Lui ha creato un mondo che nessuno aveva creato prima. Sia bellissimo da vedere che risoluto. E penso che la tecnologia 3D sia stata molto d’aiuto, perché dona davvero quel senso di immersività allo spettatore. Avatar parla di temi molto umani come la famiglia ed è questo uno dei motivi per cui è considerato universale”.
