Something Very Bad is Going to Happen: guida al cast della serie

Something Very Bad is Going to Happen debutta proprio oggi su Netflix. Si tratta della nuova serie dei Duffer Brothers, i mitici creatori di Stranger Things. Il duo è impegnato in qualità di produttore esecutivo, insieme a Haley Z. Boston che è lo showrunner.


La miniserie horror si distingue non solo per il suo concept inquietante e leggermente ironico, ma soprattutto per un cast particolarmente efficace nel trasmettere tensione e ambiguità.

Protagonista dello show è Rachel Harkin, interpretata da Camila Morrone, una giovane donna prossima al matrimonio che si reca in visita nella casa di famiglia del fidanzato, Nicky, interpretato da Adam DiMarco (The White Lotus). Nonostante un contesto apparentemente idilliaco, Rachel ha la sensazione che qualcosa di macabro aleggi in quella casa e tra i membri della famiglia. E l’atteggiamento rassicurante di Nicky non è sufficiente a tranquillizzarla.

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Something Very Bad is Going to Happen
Camila Morrone e Adam DiMarco

Something Very Bad is Going to Happen: il cast della serie

Tra i membri della famiglia spicca Victoria, la madre di Nicky, interpretata da Jennifer Jason Leigh (Kill your darlings). Si tratta di una donna che esercita una forte influenza sugli altri membri della famiglia, responsabile della tensione che si respira in casa. Al suo fianco c’è il marito Boris, interpretato da Ted Levine, un uomo taciturno incline alla superstizione.

Completano il quadro familiare Jules (Jeff Wilbusch), fratello maggiore di Nicky, segnato da un rapporto competitivo con lui, e Nell (Karla Crome), moglie di Jules, donna ambigua che brama potere all’interno della famiglia. Infine c’è Portia, interpretata da Gus Birney, la sorella minore. Apparentemente socievole e allegra, incarna stranezze e privilegi della famiglia.

In generale, la serie costruisce questa inquietudine tramite i dialoghi tra i personaggi. Il lato horror dello show cresce gradualmente così come la tensione della protagonista. Ogni personaggio è funzionale a creare un clima inquietante. Il risultato è un thriller psicologico che gioca più sulle atmosfere e le relazioni piuttosto che su elementi espliciti.

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Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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