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Ogni cosa è segreta – Recensione del thriller psicologico di Amy Berg

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Ogni cosa è segreta è un film del 2013 diretto da Amy Berg, un nome non nuovo nel panorama thrilleristico mondiale.

Disponibile su Now tv e Sky Cinema, è una pellicola obiettivamente passata in sordina ai tempi. Un punto a suo favore è tuttavia la trama, che consta di un’attualità fuori dal comune. Perché avvicinarsi quindi dopo ben dieci anni a Ogni cosa è segreta? Le motivazioni sono molteplici e adducono tutte alla potenza dei contenuti.

In un’epoca come quella contemporanea dominata dai podcast True Crime, da casi irrisolti e quant’altro, Ogni cosa è segreta dona un affresco psicologico importante per comprendere al meglio tanti casi simili che affollano la cronaca di oggi.

Il grande Andrea Purgatori, per fare un nome, si dedicherebbe subito ad un inchiesta, se i fatti di Ogni cosa è segreta dovessero verificarsi nella realtà. Gli eventi trattati sono infatti stati scelti appositamente anche per indurre lo spettatore a provare un certo senso di sconforto.

Parliamo quindi di un film abbastanza duro da digerire. Un titolo che riesce a presentare allo spettatore le matrici psicologiche che possono celarsi dietro un omicidio efferato. Una storia di condanna, di apparenze e verità nascoste. Ma soprattutto, una trama incentrata sulla manipolazione (vero villain di sorta).

Ogni cosa è segreta

Ogni cosa è segreta – Storia di due reiette

Si diceva della manipolazione. Prima di tutto, Ogni cosa è segreta è la storia di due ragazze (bambine) incomprese.

Alice e Ronnie (rispettivamente, Danielle Macdonald e Dakota Fanning) sono infatti due bambine ai margini della società già alla tenera età di dieci anni. Lo scoprono in occasione di un compleanno dove vengono etichettate come strambe e da lì il loro futuro sarà segnato per sempre.

Rapiscono una bambina lasciata incustodita fuori casa e per il suo omicidio verranno condannate a sette anni di riformatorio.

Ogni cosa è segreta procede poi con la loro storia successivamente alla scarcerazione. Da adolescenti le cose non sembrano essere molto cambiate: Ronnie è depressa, scostaste con il mondo che la circonda. Alice invece soffre di obesità, non si accetta per com’è e cova una rabbia che la porterà sull’orlo della fine.

In concomitanza con la loro liberazione, un’altra bambina di tre anni scompare nel nulla in un salone dei mobili. Presto fatto, l’intera comunità della loro cittadina punta il dito su loro due. Se Alice ha una madre che, anche se morbosamente, si prende comunque cura di lei, Ronnie è da sola.

Ogni cosa è segreta mostra come il loro carattere manifesto è soltanto la punta di un iceberg che è celato sotto la superficie. La caratterizzazione psicologica dei personaggi si ribalterà verso la fine del film, spiegandone anche il finale.

I pregiudizi spesso oscurano la verità

Ogni cosa è segreta mantiene volutamente un registro psicologico. La trama, pur avvicinandosi molto a un giallo puro, come può essere Il collezionista di ossa oppure Gone Baby Gone ha una chiara propensione verso il psicodramma.

Amy Berg è più che capace nel donare questo assetto al tutto, riuscendo talvolta a inquietare e sconfortare chi guarda. Punto focale dell’intera vicenda sono le apparenze. Alice e Ronnie sono, almeno all’inizio, due personaggi facilmente inquadrabili. Eppure il corso degli eventi rivelerà la loro vera natura.

Gli stereotipi hanno fatto di loro due entità avulse dal contesto sociale di riferimento e delle figure essenzialmente anche in combutta l’una contro l’altra (come se non bastasse). Il finale riserva una sorpresa interessante e lo switch di ruoli che subiscono le due protagoniste è più che apprezzabile.

Le pecche di Ogni cosa è segreta stanno principalmente nella sceneggiatura e nel doppiaggio. I buchi di trama fanno di questo film una pellicola potenzialmente ottima ma di base incompleta. Amy Berg ha fatto il possibile, ma la trama si svolge in un passato che lega male con il presente.

Molte scene rimangono senza spiegazione e lo spettatore deve sforzarsi nel fare un po’ di dietrologia.

Il doppiaggio, elemento poco considerato spesso e volentieri, dona al tutto un ritmo lento. Già di per sé si tratta di un’opera che va per le lunghe (con ampi piani sequenza e un focus quasi totale sul singolo). Il doppiaggio poco frizzante rischia di rallentare ancora di più il tutto e di non tenere alta l’attenzione.

Nonostante tutto, si può comunque considerare Ogni cosa è segreta come un buon film. Un monito anche per chi si appassiona a casi di cronaca nera e spettacolarizza la cosa per divertimento. Ecco, nel film in questione c’è poco da sorridere ma molto da riflettere.

La tragedia è trattata come tale. Questo vuol dire che non si vedranno poliziotti sfrecciare per catturare qualche manico. Ci sarà un lavoro più sottile da fare. La polizia investiga infatti più nella mente degli attori coinvolti che nella loro esistenza quotidiana.

Per arrivare a una soluzione, vantaggiosa per tutti, è disposta a dismettere i panni dell’autorità per diventare confidente.

ogni cosa è segreta

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Ogni cosa è segreta è un thriller psicologico non banale. Ha una matrice psicologica ben radicata, il che comprende differenti linee narrative. Non solo giallo ma anche introspezione. Non solo omicidi ma anche perizie psicologiche intervengono a fare del tutto un prodotto sopra la media. Pecca una scenografia incompleta e un doppiaggio poco incalzante, Ogni cosa è segreta ha un potenziale alto ma inefficacemente espresso.
Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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