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Never have I ever: recensione della quarta stagione

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Never have I ever è una delle serie adolescenziali targate Netflix, che ha riscosso il maggior successo negli ultimi anni. Il prodotto è uscito l’8 giugno sulla piattaforma streaming ed è uno tra i titoli più visti delle ultime settimane. La quarta stagione porta a conclusione il cammino di Devi, fatto di accettazione e scelte impulsive. La serie è stata ideata da Mindy Kaling, attrice, produttrice e sceneggiatrice americana di origini Indiane.

Never have I ever: trama


Never have i ever racconta le vicende della giovane liceale Devi Vishwakumar. La ragazza si trova costantemente a confrontarsi con amori, amicizie e carriera scolastica. Dopo la morte del padre, la giovane protagonista non è più stata la stessa, seguendo un percorso lungo e costellato di errori. Nel corso delle varie stagioni il suo personaggio ha subito importanti evoluzioni ed é stato in grado di maturare, imparando ad apprezzare non solo ciò che possiede ma le persone che la circondano. Dramma si unisce a comicità, in una serie fortemente influenzata dalla sua produttrice.

La quarta stagione si focalizza sull’ultimo anno di liceo di Devi, alle prese con importanti scelte legate al futuro. In questa occasione si confronta con diverse problematiche. Un ragazzo sempre più distante e indifferente verso di lei. L’ammissione all’università. I rapporti familiari e amicizie complicate. Dotata di un carattere testardo e ostinato, la protagonista dovrà imparare a gestire la rabbia, capendo che la vita non sempre va secondo i piani.

Never have I ever

Never have i ever: recensione

Never have i ever é sicuramente una serie vincente per quanto riguarda l’intrattenimento adolescenziale, capace di unire abilmente dramma a commedia. L’uso di John McEnroe come narratore fuori campo della vicenda é molto interessante e arricchisce le vicenda, rendendola più accattivante e intrattenitiva. Nonostante, la presenza di una narratore onniscente sia stata contestata quando si tratta di prodotti seriali, in Never have i ever funziona benissimo e si mescola perfettamente alle scene. Abbattendo la barriera tra pubblico e vicende raccontate, l’ex tennista si rivolge direttamente allo spettatore e lo rende partecipe, non condizionando in nessun modo le vicessitudini dei protagonisti, ma semplicemente esprimendo la sua opinione sui fatti. L’impronta di serie come The Office (in cui la stessa Mindy Kaling ha recitato) è evidente nell’uso di battute argute e brillanti, frequentemente satiriche.

Questa stagione, rispetto a quelle precedenti più spensierate, si propone più riflessiva e profonda. D’altra parte i protagonisti devono iniziare ad effettuare scelte importanti per il futuro e non sempre quello che avevano sempre sperato riesce a realizzarsi. A partire da Eleanor, con il sogno di diventare attrice o Paxton deciso a lasciare il college perché non preso in considerazione dai suoi compagni di corso. La serie mostra uno spaccato adolescenziale molto veritiero, sottolineando come non sempre la vita vada secondo i piani e in alcuni casi strade completamente nuove si possano aprire.

Never have I ever si propone di trattare temi delicati in modo ironico, includendo una larga maggioranza di tipici problemi adolescenziali tra cui prime volte, cotte e non sentirsi mai abbastanza, a causa di insicurezze e incertezze legate alla crescita. Vengono inoltre affrontate tematiche rilevanti quali integrazione, disturbi alimentari, salute mentale e mascolinità tossica.

I rapporti familiari

Dopo tre stagioni segnate da un profondo dolore per la morte del padre, che la portano a comportarsi nei modi poi folli e inimmaginabili, sembra che in quest’ultima Devi giunga a compromessi con il suo pessimo carattere e sia in grado di incanalare apertamente il dolore esprimendo le sue emozioni in modo più vero e sincero. Questo diventa evidente dal fatto che la protagonista non ha molti flashback legati a momenti trascorsi con il padre. Limitandosi solo a sottolineare come la figura genitoriale sia stata fonte di motivazione, spingendola ad impegnarsi duramente per l’ammissione a Princeton. Devi risolve i problemi con la madre, equilibrando il loro rapporto conflittuale. Finalmente, dopo numerose discussioni, le due sembrano trovare un punto d’incontro. La ragazza lascia finalmente il passato alle spalle, senza dimenticare gli splendidi ricordi condivisi con il padre, riuscendo finalmente ad abbracciare le sue origini indiane.

Never have I ever

Il triangolo amoroso

Nella quarta stagione di Never have i ever finalente trova una conclusione il triangolo amoroso tra Devi, Ben e Paxton, protratto per tre stagioni. Da un lato troviamo Ben, acerrimo rivale accademico della protagonista. Dall’altro Paxton, ragazzo più popolare alla Sherman Oaks High. Devi condividendo alti e bassi con entrambi, sulla conclusione della terza stagione riesce a capire chi sia effettivamente il ragazzo giusto per lei. Paxton rappresentava infatti un sogno impossibile, derivato dalle sue insicurezze. Capendo al contrario il valore del rapporto con Ben, basato sulla sincerità e accettazione dei rispettivi difetti.

Never have I ever

Never have I ever: conclusioni

Never have I ever, è uno dei teen drama migliori degli ultimi anni, capace di trattare con leggerezza temi importanti. Devi è una protagonista contradditoria, con un pessimo carattere, capace però di farsi apprezzare dal pubblico. Le sue reazioni riflettono infatti sentimenti repressi che ognuno di noi vorrebbe prima o poi esprimere apertamente. La visione è consigliata per passare ore piacevoli e la quarta stagione riesce a mantenere il livello delle precendenti arricchendo il prodotto con un tono più maturo.

Trailer e dove vederlo

Never have I ever è disponibile su Netflix con la possibilità di vederlo gratuitamente tramite la settimana di prova.


PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Never have I ever è un teen drama convincente e ben scritto, la cui visione è assolutamente consigliata.
Lucrezia Lugli
Lucrezia Lugli
La passione per il cinema mi ha accompagnato dall’infanzia all’età adulta, ma ho impiegato più del previsto a capire che sarebbe diventata la mia strada. Guardo ogni genere di contenuto da film a serie tv, questo comprende anche i più grandi successi delle piattaforme streaming.

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