Recensioni FilmNella tana dei lupi, ma ci sono anche i cani da pastore

Nella tana dei lupi, ma ci sono anche i cani da pastore

Nella tana dei lupi è un film del 2018, scritto e diretto da Christian Gudegast. Il film appartiene al genere dell’heist movie, con una sottile, ma tangibile, ispirazione allo stile di Micheal Mann, seppur Gudegast si prenda delle libertà. I protagonisti sono criminali, facenti parti di una banda di professionisti, al pari di poliziotti, oltre il confine della legge. Lupi e cani da pastore non possono di certo convivere nella stessa tana.

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Nella tana dei lupi-trama

La bramosia di denaro, ma soprattutto del racimolare quel che basta per smetterla con le rapine, sono le ragioni del prossimo colpo di Merrimen. Egli non è però da solo, in quanto è a capo di una banda di ossi duri: i mitraglieri e l’autista, il nuovo arrivato chiamato Donny(O’Shea Jackson Jr.). Nonostante debba solo guidare l’auto, la pianificazione del colpo l’ha fatta lui. Vogliono rapinare la FED, la famosissima banca federale statunitense, ma il bottino sarà costituito da soldi prossimi allo smaltimento. È denaro che nessuno cerca, fatta eccezione per la squadra di poliziotti di Big Nick(Gerard Butler). Sono tutt’altro che agenti puliti. Ciascuno di loro ha scheletri nell’armadio e un solo obbiettivo: fermare, con qualunque mezzo, la banda di Merrimen(Paul Schrader)

Nella tana dei lupi

Nella tana dei lupi-la recensione

Christian Gudegast non è Micheal Mann e non ha nemmeno l’obbligo di esserlo, dopotutto, ma il suo è un heist movie tutto d’ un pezzo. Senza eguagliare di certo Heat-la sfida, anche questo Nella tana dei lupi riesce comunque ad essere un prodotto ben costruito e coinvolgente. La scena iniziale è girata magistralmente e riflette lo stile registico di Gudegast. Si tratta di un crescendo continuo di tensione, che si avverte per tutto il film, anche nelle parti più dialogate.

Durante l’apertura, seguiamo questo blindato, di notte, per un rettilineo, ripreso dall’alto. Grazie a questa ripresa panoramica, ci sembra proprio di essere lì, con la banda di Merrimen rintanata nel blindato. Stanno seguendo un furgone della polizia che trasporta armi. Lo fermano, ma qualcosa va storto. Uno di loro, Bosco, commette un tragico errore, che porta alla morte di uno degli agenti. A questo punto diventano assassini di poliziotti.

Narrativamente è impeccabile il colpo di scena iniziale, che mette subito un bersaglio sulla testa dei nostri rapinatori. I lupi, allora, sono stati messi al guinzaglio, anche se per ora invisibile, dai cani da pastore. Il più temerario è sicuramente Big Nick, che arriva sulla scena del crimine, mangiando la ciambella preferita da Homer Simpson, quella con panna, canditi e glassa. E se la mangia per tutta la durata della sequenza, dinnanzi ad uno spocchioso detective, detestabile dall’inizio alla fine del film.

Con il gesto, che potrebbe apparire spoglio di senso, della ciambella, Big Nick ha rispettato una delle sacri leggi del cinema: mostrare e non raccontare. Gudegast ci ha mostrato un personaggio perfettamente a suo agio nella parte più oscura e violenta del suo lavoro. Big Nick non fa colazione al bar, ma lì, tra compagni caduti, sangue e proiettili.

Mascolinità e debolezza

Se ci fossero due galli nello stesso pollaio, sarebbero Big Nick e Merrimen. Merrimen, però, ha una cosa in più rispetto al poliziotto, ovvero una famiglia. La banda per Merrimen costituisce il suo unico legame con l’umanità. Quando Big Nick si trova abbandonato dalla moglie e dalla figlia, a causa della pesantezza del suo lavoro, gli rimane solo quest’ultimo. Allora, farà della missione per acciuffare la banda di Merrimen la sola ragione di vita. Prima che la vera battaglia tra guardie e ladri inizi, la sceneggiatura ci offre un momento strappa lacrime con la figlia e il suo orsacchiotto Bubu. Big Nick, mostrando sia il suo animo da duro che da padre sofferente, animerà l’orsacchiotto preferito della figlia, in quello che è un addio amaro.

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Conclusioni

Ma non ci sono solo poliziotti a sfidare Merrimen. Big Nick infatti ha trovato in Donny, l’autista, un improbabile alleato. Del resto, il colpo alla FED l’ha organizzato lui in ogni minimo dettaglio e sono proprio i dettagli che fanno la differenza in Nella tana dei lupi. Il film ha dettagliatamente lasciato intendere trame oscure dietro ai personaggi ed una buona dose di imprevedibilità, grazie a cui i ladri inganneranno le guardie. Sarà proprio un inganno a rovesciare gli equilibri, a far uscire allo scoperto i cani da pastore, che questa volta hanno a che fare con dei lupi tutt’altro che abituali. La straordinarietà di uomini di legge e banditi costituisce un motivo per guardare questo film e seguirlo fino allo sconvolgente finale.

Cast

Il cast di Nella tana dei lupi è composto principalmente da  Gerard Butler(Operazione Kandahar) , che interpreta Nick O’Brien. Pablo Schreiber  veste i panni di Ray Merrimen, il capo della banda di rapinatori. Nel cast troviamo anche  O’Shea Jackson Jr.  nel ruolo di Donnie WilsonCurtis Jackson nei panni di Enson LevouxMeadow Williams  come Holly. Completano il cast Maurice Compte, Evan Jones, Cooper Andrews e Mo McRae, che interpretano poliziotti, criminali e personaggi coinvolti nella complessa rapina.

Nella tana dei lupi

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Giulio Vassallo
Giulio Vassallo
Da sempre con un' innata passione per il cinema, da Kubrick a Tarantino, ma ancora più indietro, guardando ai classici immortali e con un'occhio un po' più fanciullesco per i cinecomic.

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