Neil Jordan, in occasione torna a parlare di Intervista col vampiro, il film del 1994 che trasformò il romanzo di Anne Rice in uno dei titoli più riconoscibili del cinema gotico degli anni Novanta.
Neil Jordan torna a raccontare i retroscena di Intervista col vampiro in occasione della nuova uscita in 4K del film. Il regista irlandese ha ripercorso la lavorazione del film del 1994 che trasformò il romanzo di Anne Rice in uno dei titoli più riconoscibili del cinema gotico degli anni Novanta, soffermandosi soprattutto sulle polemiche che accompagnarono la scelta di Tom Cruise per il ruolo di Lestat e sulle difficoltà incontrate da Brad Pitt nei panni di Louis.
La trama di Intervista col vampiro
La storia segue Louis de Pointe du Lac, un ricco proprietario terriero della Louisiana che, dopo la morte della moglie e della figlia, sprofonda nella disperazione. A offrirgli una nuova esistenza è Lestat de Lioncourt, un vampiro che lo trasforma e lo introduce nel mondo dei non-morti. I due instaurano un rapporto complesso e conflittuale, destinato a cambiare ulteriormente quando Lestat trasforma in vampira anche la giovane Claudia, creando una sorta di famiglia immortale. Nel corso dei decenni, Louis inizierà però a mettere in discussione la propria natura e il legame con Lestat, fino a raccontare la sua lunga e tormentata esistenza al giornalista Daniel Molloy.
Neil Jordan e il controverso casting di Tom Cruise
La scelta di Tom Cruise per interpretare Lestat de Lioncourt non fu accolta positivamente da tutti. La principale opposizione arrivò proprio da Anne Rice, autrice del romanzo e sceneggiatrice del film, che aveva seguito il progetto per anni e aveva immaginato diversi interpreti per il suo vampiro: tra i nomi considerati nel tempo c’erano Rutger Hauer, Julian Sands, Daniel Day-Lewis, John Malkovich e Tom Hanks.
La notizia è tratta da un’intervista esclusiva con The Hollywood Reporter, nella quale Neil Jordan ha ricordato quanto la controversia avesse finito per condizionare l’atmosfera intorno alla produzione. Secondo il regista, le critiche al casting rappresentarono una distrazione costante, soprattutto perché Cruise si trovò a dover dimostrare fin dall’inizio di essere adatto a un personaggio che molti ritenevano lontano dalla sua immagine.
Rice arrivò persino a proporre di scambiare i ruoli tra Cruise e Pitt, assegnando a quest’ultimo Lestat e lasciando a Cruise la parte di Louis. La scrittrice avrebbe però successivamente cambiato completamente opinione dopo aver visto il risultato finale, arrivando a elogiare pubblicamente l’interpretazione di Cruise e a scusarsi per le proprie critiche.
Tom Cruise voleva dimostrare che i critici avevano torto
Secondo Neil Jordan, proprio la diffidenza nei confronti del casting finì per diventare uno stimolo per Cruise. L’attore, già una delle più importanti star di Hollywood, avrebbe affrontato il ruolo con la volontà di sorprendere chi lo considerava inadatto a interpretare Lestat.
Il regista descrive quel periodo come una fase nella quale Cruise stava iniziando a esplorare aspetti della propria identità artistica differenti dall’immagine della grande star hollywoodiana. Lestat rappresentava infatti un personaggio particolarmente distante dai ruoli più convenzionali associati all’attore.
“Quando tutti gli dicevano che non era la scelta giusta per il ruolo, gli piaceva la sfida di dimostrare che si sbagliavano“, ha raccontato Jordan, sottolineando come Cruise avesse trasformato le perplessità iniziali in una motivazione ulteriore durante la lavorazione.

Brad Pitt e i sei mesi di riprese notturne
Se Cruise dovette affrontare le critiche legate al casting, Brad Pitt visse invece una produzione particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico. L’attore interpretava Louis de Pointe du Lac, un ricco proprietario terriero del XVIII secolo che, dopo la morte della moglie e della figlia, accetta di diventare un vampiro per mano di Lestat.
Le riprese durarono circa sei mesi e si svolsero prevalentemente durante la notte tra New Orleans, Parigi e New York. Il trucco elaborato, le lenti a contatto e alcune delle situazioni richieste dal personaggio contribuirono a rendere il lavoro particolarmente pesante per Pitt.
Neil Jordan ha ricordato anche alcune delle condizioni più estreme affrontate dall’attore sul set, tra cui scene in cui veniva appeso a testa in giù e sottoposto a un lungo processo di trasformazione fisica attraverso il trucco.
La situazione arrivò a un punto tale che Pitt prese in considerazione l’ipotesi di abbandonare il film. L’attore avrebbe chiesto al produttore David Geffen quanto sarebbe costato interrompere la propria partecipazione alla produzione. La cifra indicata sarebbe stata di circa 40 milioni di dollari.
Da Louis a Fight Club
Jordan ritiene inoltre che l’esperienza di Intervista col vampiro possa aver avuto un ruolo nell’evoluzione successiva della carriera di Pitt. Nel film l’attore interpreta infatti un personaggio malinconico, vulnerabile e subordinato alla personalità dominante di Lestat.
Negli anni successivi, invece, Pitt avrebbe costruito sempre più spesso un’immagine cinematografica caratterizzata da una maggiore fisicità e da personaggi più aggressivi. Da Se7en a Fight Club, passando per le collaborazioni con Quentin Tarantino, l’attore si sarebbe progressivamente allontanato dalla dimensione più introspettiva rappresentata da Louis.
Jordan ha osservato come Pitt, in quella fase della carriera, sembrasse trovarsi “tra una direzione e l’altra”, prima di assumere definitivamente una presenza più energica e muscolare sul grande schermo.
Il successo del film e il sequel mai realizzato da Neil Jordan
Nonostante le difficoltà produttive e le polemiche iniziali, Intervista col vampiro si trasformò in un importante successo commerciale. Il film, realizzato con un budget compreso tra 50 e 60 milioni di dollari, riuscì a incassare più di quattro volte il costo di produzione considerando il suo percorso tra cinema e home video.
Il risultato spinse Warner Bros. a coinvolgere nuovamente Jordan nello sviluppo di un possibile seguito. Il progetto avrebbe dovuto adattare The Vampire Lestat, secondo romanzo delle Cronache dei vampiri di Anne Rice, e il regista arrivò a scriverne una sceneggiatura.
Il film, però, non venne mai realizzato. Uno degli ostacoli principali fu la scarsa disponibilità di Cruise a tornare nei panni di Lestat, impedendo di fatto alla produzione di procedere.
La versione di Lestat immaginata da Neil Jordan
La sceneggiatura di Jordan avrebbe seguito una strada diversa rispetto a quella successivamente adottata dalla serie televisiva di AMC. Nel 2022 l’emittente ha infatti iniziato a portare sul piccolo schermo le Cronache dei vampiri, dedicando le prime stagioni proprio a Intervista col vampiro. La terza stagione si concentra invece su Lestat e sulla sua storia, compresa la sua trasformazione in una moderna rockstar.
Jordan avrebbe preferito concentrarsi soprattutto sul passato del personaggio. Il regista non era particolarmente interessato alla versione di Lestat come musicista contemporaneo, immaginata con riferimenti a figure come David Lee Roth e Iggy Pop.
La sua sceneggiatura era invece ambientata in larga parte nel XVIII secolo e raccontava le origini del vampiro, concentrandosi sul modo in cui Lestat venne trasformato contro la propria volontà. Jordan avrebbe inoltre voluto aprire il film sul Golden Gate Bridge, riprendendo direttamente l’ambientazione finale di Intervista col vampiro.
A oltre trent’anni dall’uscita, il film continua quindi a offrire nuovi retroscena sulla propria travagliata produzione. In occasione della nuova edizione 4K, Jordan è tornato anche sulle modifiche apportate alla storia originale di Rice e sul finale del film, che il regista aveva deciso di rielaborare rispetto al romanzo.
La notizia è tratta da un’intervista esclusiva con The Hollywood Reporter, nella quale Jordan ha così ripercorso uno dei capitoli più importanti della propria carriera.
