Nebraska Jim, il nuovo film di Rick Dalton

All’epoca degli spaghetti western, la critica non amava questi film e li definiva brutte copie dei modelli americani. Sono stati riscoperti più tardi anche grazie ad appassionati del calibro di Quentin Tarantino. E con essi, allo stesso modo, abbiamo potuto rivalutare attori dimenticati come George Hilton, Michael Parks e Rick Dalton. Quest’ultimo, in particolare, è protagonista di un film che sembra scomparso dai radar della storia del cinema: Nebraska Jim (1970) di Sergio Corbucci. Una storia di faide tra bande, pistoleri, denaro e vendette, nella migliore tradizione del genere all’italiana. Regista del celeberrimo Django (1966), che ispirerà proprio l’autore di Pulp Fiction (1994) quando questi vorrà provarsi sul campo del western, Corbucci realizza il film in un momento in cui le lande spagnole simil-desertiche sono al massimo della loro popolarità e le opere ancora trattengono l’aria rivoluzionaria del biennio precedente attraverso ambientazioni messicane e riferimenti politici.

Nebraska Jim

Il vagabondo Jim, detto Nebraska, giunge all’improvviso al ranch del colonnello Frank Hillman. L’ufficiale in pensione capisce presto che Jim è uno straordinario pistolero e così lo assume per combattere il suo acerrimo nemico, il proprietario terriero Solomon Carter. Nella migliore tradizione dello spaghetti western, Nebraska approfitta della situazione e la gira a proprio vantaggio, convincendo anche l’altro a pagarlo per servigi che in realtà nessuno dei due uomini riceverà. Nebraska Jim è tutto qui, ed è divertentissimo. Certo, manca la linea ideologica di cui sopra e sembra presentarsi come un defaticamento in mezzo a due pellicole più impegnative come Gli specialisti (1969) e Vamos a matar, compañeros (1970). Niente avventure picaresche per proteggere un intellettuale idealista, governatori corrotti o eserciti pseudo-fascisti. Si torna alle origini del filone con un cowboy solitario e due gruppi in lotta perenne.

Nebraska Jim

Sembra di rivedere Per un pugno di dollari (1964) o Per qualche dollaro in più (1967) di Sergio Leone, che è un po’ il padre dello spaghetti western, colui che ne ha creato la mitologia. Corbucci allora sarebbe lo zio geniale e ribelle che corre con la macchina del fratello maggiore, il cineasta che più di tutti ha saputo reinventare il genere senza mai perderne di vista l’essenziale vena popolare. Forse a causa di tutte le altre tipologie di film che ha scritto e diretto in precedenza, Corbucci ha saputo sempre guardarsi col giusto distacco e dirigere con ironia e mestiere qualsiasi pellicola. Inoltre, l’atmosfera desolata, la fotografia morassica, l’umorismo nero, le idee bizzarre e la presentazione eccessiva, spesso sadica della violenza, fa dei suoi western alcuni fra i più influenti della storia. Nebraska Jim, forse, rispetto ad altri del regista, è strutturato in modo un po’ pigro e non andrebbe ricordato. Ma è l’apice della carriera di Rick Dalton e questo, a parte il fatto che il film non esiste, significherà pure qualcosa.

Voto Autore: 2.5 out of 5 stars