My Oxford Year è, forse, una delle uscite più attese di quest’estate. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Julia Whelan, è disponibile su Netflix dal 1 agosto e in pochi giorni ha già scalato la classifica dei film più visti sulla piattaforma. Il merito è anche del cast, che vede come protagonisti la nuova reginetta delle romcom Sofia Carson (Purple Hearts, La lista dei miei desideri) e Corey Mylchreest, noto per la sua interpretazione di Re Giorgio in Queen Charlotte.

My Oxford Year – La Trama
Anna (Sofia Carson) ha già tutto pianificato nella vita: laurea con lode e un lavoro da analista finanziaria che la attende da Goldman Sachs. Ma, prima, si concede un anno sabbatico per realizzare il suo più grande sogno: studiare poesia a Oxford.
Per poter considerare completa la sua esperienza nel vecchio continente, Anna ha scritto una lista di obiettivi da portare a termine. Però, il primo approccio con la vita inglese non è dei più positivi: un appartamento semplice Fish and Chips.
La sua esperienza nella prestigiosa università viene svoltata dall’incontro con un affascinante dottorando, insegnante del suo corso di poesia vittoriana: Jamie Davenport (Corey Mylchreest). Tra i due non è subito rose e fiori. Tra letture di poesie e fughe in biblioteca, tra Jamie e Anna scoppia la chimica e la passione. Anna, però, dovrà tornare presto a New York, mentre Jamie nasconde un triste segreto. Dunque, l’accordo sembra chiaro: sarà solo divertimento, senza alcun tipo impegno. Ma andrà proprio così?

My Oxford Year – La Recensione
My Oxford Year non è una romcom leggera da guardare per sognare a occhi aperti. O forse sì, ma in parte. Sebbene il trailer faccia emergere poco questo aspetto, il film nasconde un’anima profondamente drammatica.
My Oxford Year riecheggia molti prodotti già visti. L’inizio sembra ricordare un altro fortunato prodotto della piattaforma, Emily in Paris. L’entusiasmo di Anna per la sua nuova vita in Inghilterra raggiunge i livelli della sua connazionale trapiantata a Parigi. Sul lato drammatico, invece, il film sembra richiamare Io prima di te o anche Colpa delle stelle, pellicole che hanno avuto molta fortuna negli anni scorsi.
Insomma, gli ingredienti per rendere My Oxford Year una romcom (drammatica) perfetta per i mesi estivi c’erano tutti. Una protagonista con una vita pianificata al millimetro, ma non del tutto convinta. Un dottorando inglese donnaiolo, ma con un animo profondo. Un’atmosfera calda e accogliente. I famosi cliché che tanto rassicurano gli animi degli spettatori. E, infine, una filmografia da cui prendere ispirazione di tutto rispetto.
Purtroppo, però, spesso la voglia di strafare porta al risultato opposto. I momenti d’amore tra Jamie e Anna vengono condensati in montaggi fugaci, spesso senza dialogo, come se fossero i protagonisti di un video musicale. Il tema della malattia, invece, viene trattato in maniera superficiale. Un film di questo genere non deve certamente diventare un saggio sull’anatomia umana, ma un tema come questo può essere trattato in diversi modo, senza renderlo unicamente un ostacolo alla storia d’amore dei suoi protagonisti.
Insomma, My Oxford Year è un film senza infamia e senza lode. Si lascia guardare senza troppe pretese, strappa anche qualche risata – e anche qualche lacrima -, ma alla fine fa rimanere un po’ con l’amaro in bocca.
My Oxford Year – Il cast
I due nomi che maggiormente emergono nel cast sono quelli dei due protagonisti: Sofia Carson e Corey Mylchreest.
Sofia Carson interpreta Anna, una giovane ragazza americana, figlia di immigrati, che vuole garantirsi una stabilità economica. Anna ha già la garanzia di un posto di lavoro nel mondo finanziario. Ma la sua vera passione sono i libri. Per quanto Anna possa sembrare un personaggio interessante, nel corso del film la sua figura viene appiattita. Quella che sembrerebbe essere la vera eroina della storia, con un arco narrativo tutto volto alla scoperta di se stessa, viene depotenziata, diventando un personaggio scialbo. Non è una critica alla Carson, che nel mondo delle romcom parrebbe aver trovato la sua strada, ma alla scrittura del personaggio.
Corey Mylchreest ricrea un Re Giorgio in chiave contemporanea. Jamie è un dottorando in letteratura, all’apparenza donnaiolo, ma con un animo poetico. Tutta la sua vita, però, viene vissuta all’ombra di un segreto: una patologia che mette in pericolo la sua vita. Per questo motivo, Jamie vuole vivere fino in fondo. Il personaggio di Mylchreest appare molto più interessante della sua controparte femminile e riesce a catalizzare l’attenzione dello spettatore, soprattutto nelle scene con il padre (Dougray Scott).
Sulla chimica tra Carson e Mylchreest niente da dire: Sofia Carson riesce a creare una buona chimica con tutti i colleghi che la affiancano.
Un personaggio che avrebbe meritato un maggiore approfondimento è quello di Cecelia (Poppy Gilbert), fidanzata del defunto fratello di Jamie.

Conclusioni
My Oxford Year non è il film da vedere quando si ha voglia di qualcosa di leggero e romantico. Il romanticismo occupa una buona parte del film, ma sicuramente non è da sottovalutare la componente drammatica, che potrebbe rendere la visione offuscata dalle lacrime. Insomma, si tratta di un film senza infamia e senza lode. La sceneggiatura richiama altri film del genere ma non ha un’anima propria. La chimica tra i protagonisti c’è e si vede, ma la protagonista risulta scialba e con un arco narrativo incompleto. Menzione d’onore a Corey Mylchreest, che potrebbe diventare il re delle romcom anni 2020.
