lunedì, 29 Novembre, 2021

Le vacanze di Monsieur Hulot di Jacques Tati

Nel 1953 uscì al cinema Le vacanze di Monsieur Hulot di Jacques Tati, commedia cardine nella storia del cinema, che va ricordata anche per essere il primo film con protagonista il personaggio di Hulot. Questa figura, creata ed interpretata dallo stesso Jacques Tati, sarebbe poi tornata in altri tre film: Mon Oncle, Playtime, Trafic.

Le vacanze di Monsieur Hulot

Le vacanze di Monsieur Hulot: trama e analisi

Le vacanze di Monsieur Hulot non ha una vera e propria trama, ma fotografa alcuni spaccati di vita quotidiana in una località della costa bretone in cui il protagonista va a passare le vacanze. Insieme a lui facciamo la conoscenza di altri personaggi, ognuno dei quali contribuisce alla creazione di una dimensione sospesa, leggera e delicata.

Si tratta di una dimensione malinconica ed è da essa che si origina il comico. Una differenza che emerge rispetto ad altre commedie che si fondano sulla fisicità, è che il protagonista (in questo caso Hulot) non è l’unico personaggio a cui vengono affidate le gag: ovvero, tutti i personaggi del film hanno in sé una carica comica che di tanto in tanto esplode.

Questa comicità, naturale e spontanea, avviene tramite una frammentazione dello spazio. Tati non ci mostra mai la scena nella sua interezza, ma ce la mostra a frammenti. Sta allo spettatore poi ricomporre ciò che ha davanti agli occhi.

Le vacanze di Monsieur Hulot

Insieme alla frammentazione della scena, la comicità di Tati si appoggia sempre al sonoro. Il suono, in questo film, è quasi un personaggio a sé stante, uno strumento che dà identità e spessore alla pellicola. Nonostante si parli poco, il lavoro che Tati svolge sull’utilizzo del suono e sul suo dialogo con ciò che è in campo e fuori campo è il meccanismo che dà vita alla maggior parte delle sequenze comiche. Il tema musicale principale, che compare più volte nel corso del film, assume sempre un significato diverso e offre allo spettatore ogni volta una prospettiva diversa attraverso cui leggere la scena.

Inoltre, così come nell’animazione classica, gli effetti sonori sono motivo di comicità e il loro ripetersi porta alla nascita di gag e di momenti comici raffinati.

Le vacanze di Monsieur Hulot

Le vacanze di Monsieur Hulot: influenze ed eredità

Ma i possibili legami di Le vacanze di Monsieur Hulot ad altre opere non si limitano all’animazione.

L’opera di Tati prende ispirazione principalmente da due figure del cinema muto, Buster Keaton e Charlie Chaplin. Da loro Hulot ha preso l’inclinazione per la comicità fisica, per la gag provocata dalla goffaggine dell’individuo e dalla sua inadeguatezza al mondo che lo circonda. Hulot, così come Buster Keaton, prova a tarare il proprio peso, pur non riuscendoci mai.

Ma da Keaton e Chaplin, Tati prende anche l’idea di un personaggio riconoscibile come comico a partire già dal suo aspetto. Con il suo look cartoonesco, Monsieur Hulot è da subito un personaggio divertente, di cui si può e si deve ridere.

Le vacanze di Monsieur Hulot, inoltre, ha lasciato a sua volta una notevole eredità alla storia del cinema: il personaggio di Tati ha ispirato Peter Sellers e il suo talento comico. In Hollywood Party, la goffaggine del protagonista richiama l’inettitudine di Monsieur Hulot e, ancora una volta, la sua inadeguatezza alla vita sociale. Ma anche l’ispettore Clouseau esordito nel 1963 con La pantera rosa ha conservato alcuni tratti del personaggio di Tati.

Le vacanze di Monsieur Hulot
Hollywood Party (1968)

Ma la figura che maggiormente ha raccolto l’eredità di Hulot è Mr. Bean di Rowan Atkinson. Lui, meglio di chiunque altro, ha saputo riproporre l’immagine del personaggio buffo, imbranato e comico, propria dell’alter ego di Jacques Tati. L’aspetto iconico, la notevole espressività e la creazione di un microcosmo comico che si ripete in Mr. Bean arrivano proprio da Monsieur Hulot. Si pensi, ad esempio, alla caratteristica automobile di Mr. Bean, bizzarra e insolita, proprio come l’automobile guidata da Monsieur Hulot.

A confermare questa parentela tra Atkinson e Tati, ci ha pensato nel 2007 il lungometraggio Mr. Bean’s Holiday, in cui Mr. Bean si ritrova a trascorrere una vacanza guarda caso proprio in Francia, provocando una catena di situazioni comiche e surreali che coinvolgono una gran quantità di personaggi.

Anche in questo film, come in quello di Tati, la dimensione della vacanza diventa il pretesto per mettere in scena gag e comicità in maniera del tutto naturale e spontanea.

L’illusionista (2010)

Infine, vale la pena citare L’illusionista di Sylvain Chomet, film d’animazione del 2010 che prende spunto da una sceneggiatura inedita proprio di Jacques Tati e in cui il protagonista ha le fattezze proprio di Monsieur Hulot.

Queste influenze dimostrano come questo film, così poco conosciuto dal grande pubblico, abbia in realtà reso possibile la nascita di opere amate da più generazioni, che hanno contribuito alla creazione di un immaginario culturale e che sono tuttora nel cuore di molti.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Questo film di Jacques Tati è un'opera centrale nella storia del cinema, una commedia raffinata che ha lasciato un'enorme eredità all'industria culturale, dando vita ad opere di grande successo e importanza.
Lorenzo Sascor
Studente di DAMS, amante del cinema in ogni sua forma, dai classici hollywoodiani al neorealismo, dalla Nouvelle vague ai blockbuster contemporanei. In particolare, amo vedere come il cinema riflette l'attualità del suo tempo.

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