La morte e la fanciulla

La morte e la fanciulla (Death and the Maiden) è un film del 1994 diretto dal maestro francese Roman Polański tratto dall’omonimo dramma teatrale ideato da Ariel Dorfman. Accolto inizialmente senza troppe lodi da parte di pubblico e critica, la pellicola in questione ha maturato una grande considerazione negli anni, tanto da venir oggi definito come una delle migliori opere del regista ed essere ritenuto un caposaldo del genere thriller.

La piattaforma streaming di Amazon Prime Video ha attualmente questo film all’interno del proprio catalogo.

La morte e la fanciulla trama

In un paese dell’America meridionale, in una piccola casa indipendente vicino alle scogliere vivono Paulina Escobar (Sigourney Weaver) e suo marito Gerardo (Stuart Wilson). A quest’ultimo, avvocato di successo che insieme alla moglie ha condiviso un lungo passato di lotta e attivismo politico contro l’antidemocrazia, è stato offerto un importantissimo incarico lavorativo, quello di indagare sulla violazione dei diritti umani e crimini commessi durante i precedenti anni di dittatura nazionale. Paulina, la quale è stata vittima di orrori, violenze e torture durante questi anni di guerra politica, si mostra subito tremendamente scossa dalla notizia, riferitagli non dal marito ancora in viaggio, ma da un telegiornale radio.

Le sorprese e paure sembrano tutt’altro che concluse quando Paulina vede arrivare il marito accompagnato da un uomo misterioso, che gentilmente si è offerto di dargli un passaggio, dopo che l’auto di Gerardo ha subito un danno lungo la strada.

La morte e la fanciulla
Gerardo insieme alla moglie Paulina

Al termine di una cena movimentata e litigiosa Paulina ed il marito, stanchi per gli avvenimenti recenti, decidono di recarsi in camera da letto per riposare, quando ad un tratto sentono una macchina nelle vicinanze, spaventati si alzano di scatto e Paulina prende subito una pistola. Alla porta si presenta il Dr. Roberto Miranda (Ben Kingley), l’uomo che ha accompagnato Gerardo a casa qualche ora prima.

Nulla sembra fuori dall’ordinario, se non fosse che Paulina riconosce nella voce dell’ospite quella dell’aguzzino che quasi vent’anni prima, durante gli anni di dittatura, la torturò e violentò ripetutamente. Da qui scaturiranno una serie di eventi drammatici, che porteranno i protagonisti ad un bivio, da un lato una vendetta appagante ma immorale e dall’altro una civile indulgenza che pone un confine netto tra il bene ed il male.

Recensione e analisi del film

Pellicola di grande spessore, sia nella forma che nei contenuti, La morte e la fanciulla è un film che analizza molteplici temi quali la vendetta, la giustizia, i drammi interiori e le pulsioni. Il tutto è portato in scena in maniera eccellente dal regista, che crea un calderone di suspanse e colpi di scena ben bilanciati ed inseriti all’interno dell’arco narrativo.

Roman Polański non si dimentica delle origini del film, e crea un prodotto di forte ispirazione teatrale, che riprenderà in futuro per altre sue opere come Carnage (2011) e Venere in pelliccia (2013). La messa in scena, come già anticipato, riprende il mondo del teatro, l’opera è girata prevalentemente all’interno di un soggiorno, che fa le veci di un palcoscenico chiuso al pubblico e che crea nello spettatore un senso di claustrofobia e paura che ha lo scopo di immedesimarlo con i personaggi in scena.

Il tutto viene enfatizzato non solo da una grande prova attoriale da parte dei tre interpreti, ma anche da una colonna sonora veramente memorabile, del compositore polacco Wojciech Kilar, accompagnata dal tema de “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, leitmotiv principale del film, che risveglia nella protagonista ricordi orribili e che il regista inserisce in modo mirato all’inizio, alla fine è nel punto di svolta della trama.

La morte e la fanciulla
Il Dr. Miranda mentre punta una pistola contro Paulina

All’interno del film, ognuno dei tre personaggi rappresenta personalità e sentimenti ben delineati: La protagonista Paulina impersona la vendetta, il dolore ed i fantasmi che si nascondono nell’animo di ogni uomo, l’avvocato Gerardo si fa portatore di un messaggio giustizialista, alla ricerca della verità e del rispetto umano, mentre il Dr. Miranda rappresenta chiaramente il male e la mancanza di rimorso.

Un altro importante tema affrontato dal film è quello della giustizia, se da un lato la morte dell’oppressore di Paulina sarebbe il giusto coronamento di una vendetta che la donna aspettava da moltissimi anni è anche vero che questo gesto la renderebbe troppo simile al mostro che per lungo tempo ha intensamente odiato. L’opera si sofferma anche sul tema della pena capitale, riprendendo i concetti tipici del pensiero illuminista italiano beccariano, secondo cui essa risulta inutile ai fini della giustizia, inefficace sul piano della prevenzione ed infine immorale.

Il finale, ambientato diversi anni dopo i fatti, dove vengono mostrati Paulina e Gerardo che incontrano il Dr Miranda ad un concerto di Schubert, lascia poco spazio alla speranza, perché se da un lato vediamo Paulina serena e felice, che sembra essersi lasciata il passato alle spalle, d’altra parte il Dr Miranda, nonostante gli avvenimenti precedenti, non sembra essere cambiato e con dei falsi sorrisi cerca di nascondere il suo animo crudele e spietato.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SINOSSI

La morte e la fanciulla è un film che mette in luce il genio del grande Roman Polański, egli riesce a tenere lo spettatore col fiato sospeso durante tutto il film, ponendolo davanti a delle realtà e verità dell'animo umano.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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