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La legge del mercato: disoccupazione e dilemmi morali

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La legge del mercato è un film del 2015 di Stéphane Brizé con protagonista Vincent Lindon, premiato a Cannes con il Prix d’interprétation masculine. L’attore francese interpreta Thierry, un uomo in cerca di lavoro dopo il fallimento dell’azienda in cui lavorava. L’impostazione quasi documentaristica, scevra da qualsiasi decorazione narrativa, è alla base di un dramma in cui la lotta per la sopravvivenza sembra prevalere su tutto.

La legge del mercato cast

Il cast del film La legge del mercato è composto da Vincent Lindon (Thierry Taugourdeau), Yves Ory (consigliere ufficio di collocamento), Karine De Mirbeck (moglie di Thierry), Matthieu Schaller (figlio di Thierry), Xavier Mathieu (collega sindacalista), Noël Mairot (maestro di danza), Catherine Saint-Bonnet (banchiera), Roland Thomin (acquirente casa mobile), Hakima Makoudi (moglie acquirente casa mobile), Agnès Millord (tirocinante ufficio di collocamento), Stéphanie Hurel (1ª guardia di sicurezza), Saïd Aïssaoui (direttore negozio), Rami Kabteni (2ª guardia di sicurezza), Eric Krop (preside), Christian Watrin (pensionato).

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Vincent Lindon, che per questa interpretazione ha vinto il premio come migliore attore a Cannes e ai premi Cesar, in La legge del mercato.

La legge del mercato trama

Thierry ha 51 e si trova disoccupato dopo che l’azienda in cui lavorava ha fallito. Ha una moglie e un figlio disabile. La sua ricerca di lavoro, fatta di colloqui e corsi di formazione, non è esente da umiliazione e rimpianti. Dopo vari tentativi, però, riesce a trovare lavoro come vigilante di un supermercato. A questo punto, l’uomo si trova costantemente di fronte ad un dilemma morale nei confronti di colleghi e clienti del supermercato.

La legge del mercato recensione

Il film di Stéphane Brizé vuole rimanere distaccato, algido. La struttura frammentata e l’assenza di ghirigori narrativi rispondono a questa determinata esigenza. Questo intento marcatamente realista del regista ben si sposa con il contesto sociale entro cui si svolge la vicenda.

La disoccupazione, che occupa il ruolo di protagonista e di motore del film, induce l’uomo all’umiliazione e allo svilimento di sé stesso. Solo partecipando ad umilianti corsi di formazione sull’atteggiamento da porre durante un colloquio di lavoro ed accettando una paga minore della precedente sembra possibile uscire da questa situazione sociale.

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Thierry, interpretato da Vincent Lindon, e la moglie, interpretata da Karine De Mirbeck, in La legge del mercato

Il dramma morale: da vittima a carnefice

Dalla disoccupazione, però, il film si sposta poi sul dilemma morale del protagonista che, da vittima, diventa carnefice, rispondendo esclusivamente alla legge del mercato. Questo cambio di spartito nella caratterizzazione esterna del protagonista è alla base della tensione drammatica che accompagna tutto il film.

Il protagonista, infatti, si ritrova a dover denunciare persone che si trovano in una situazione che lui ha già vissuto e sofferto. Questo, esclusivamente, per mantenere il proprio posto di lavoro ed assicurare un futuro alla sua famiglia.

E allora, inizialmente si trova di fronte a dover denunciare un ragazzo che aveva rubato un caricabatteria. Poi è obbligato a chiamare la polizia per un uomo anziano che non aveva i soldi per comprare la carne. Infine, si trova davanti alla necessità di denunciare una sua collega, fatto che si conclude con un tragico epilogo.

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Thierry, interpretato da Vincent Lindon, e il figlio, interpretato da Matthieu Schaller, in La legge del mercato

Tutti questi eventi concorrono alla mutazione del protagonista che dall’ultimo posto della piramide ne diventa il garante. La profonda caratterizzazione del protagonista si contrappone ad una quasi totale assenza dei personaggi secondari. Anche la presenza della famiglia all’interno della narrazione sembra superflua ai fini della stessa.

Il regista sembra volerci impedire di provare qualsivoglia emozione nei confronti del protagonista, cercando di farci rimanere il più neutrali possibili. Lasciando da parte, infatti, un colloquio con il preside della scuola, il rapporto con il figlio e la moglie non viene mai approfondito.

La legge del mercato: la centralità di Vincent Lindon

L’attenzione ruota interamente attorno al personaggio, interpretato magistralmente da Vincent Lindon che, oltre ad aver vinto a Cannes, è riuscito a portarsi a casa anche il premio César per il miglior attore.

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Vincent Lindon, che interpreta Thierry, in una scena del film La legge del mercato

L’attore riesce a calarsi perfettamente all’interno dell’impostazione narrativa del film. La freddezza del film, infatti, è ben rappresentata da un personaggio che rimane distaccato durante tutto il film.

Questa caratteristica del film, che condivide con i principali film iperrealisti, impreziosisce il film, rendendolo un’importante tappa del cinema di denuncia sociale europeo. Il regista, infatti, rinuncia coraggiosamente ad una caratterizzazione romantica dell’opera, ponendo il film su un piano superiore, più sincero e senza filtri.

La disoccupazione come condizione sociale che porta alla lotta per la sopravvivenza. Uno scenario selvaggio. Il regista vuole raccontare una condizione umana che sembra peggiorare sempre di più. Il progresso che incede non porta con sé tutto ciò. Il regista, quindi, mostra questa regressione con maestria, sincerità e trasparenza, senza fronzoli, in un manifesto realista che non verrà scalfito dallo scorrere del tempo.

La legge del mercato trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La legge del mercato è un'amara rappresentazione del mercato del lavoro, in cui la ricerca di soddisfazioni si trasforma in una selvaggia lotta per la sopravvivenza.

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