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La Bella Stagione, la storia di una “famiglia” che ha segnato la storia del calcio

Tratto dall’omonimo romanzo dei bomber Gianluca Vialli e Roberto Mancini, La Bella Stagione è il nuvo film-documentario diretto dal regista Marco Ponti. Presentato in anteprima al 40° Torino Film Festival, dove ha ricevuto un standing ovation dopo la sua proiezione, l’opera racconta la miracolosa annata 90-91 della Sampdoria, una squadra formata non solo da grandi talenti, ma da uomini uniti che hanno creduto fino in fondo ad un impresa che molti ritenevano più che impossibile, ovvero vincere il campionato di serie A.

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La Bella Stagione è una produzione frutto della collaborazione tra Groenlandia Group e Rai Cinema. Il documentario arriverà nei cinema a partire dal 28 Novembre fino al primo giorno di Dicembre e sarà distribuito dalla 01 Distribution.

La Bella Stagione, trama

Corre l’anno 1990, la Sampdoria ormai da diversi anni calca i palcoscenici nazionali e internazionali più illustri, riuscendo anche a conquistare trofei importanti come la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe. I principali artefici di questi successi sono sicuramente i “gemelli del gol” Roberto Mancini e Gianluca Vialli, uniti non solo da un forte spirito da bomber ma anche da una solida amicizia, che essi descrivono come una fratellanza. I due assieme ad altri grandi campioni come Gianluca Pagliuca, Pietro Vierchowod, Toninho Cerezo, Attilio Lombardo, grazie all’aiuto dell’allenatore Vujadin Boškov e alle ottime scelte dirigenziali di Paolo Mantovani riusciranno in meno di due anni a vincere la massime serie del calcio italiano e a sfiorare la leggendaria Coppa dei Campioni.

La Bella Stagione

La Bella Stagione, la recensione

Quando un appassionato o un conoscitore del gioco del calcio pensa a dei club vincenti, alla mente vengono subito i nomi di Juventus, Milan ed Inter, sicuramente il nome della Sampdoria non porta alla memoria recenti immagini di capitani blu cerchiati che alzano coppe o trofei nazionali. C’è stato però un periodo magico, una manciata di anni in cui la Samp è riuscita a far sognare i propri tifosi, regelandogli emozioni che mai più si sono ripetute. Tutto questo è stato possibile grazie a una squadra coesa e unita, un gruppo che un giorno si promise di conquistare il tetto d’Italia e che invece è riuscita a fare molto di più, sfiorando la vittoria della Champions nel 1992.

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La Bella Stagione, grazie a interviste accurate ottimamente montate con immagini d’epoca che mostrano le azioni di gioco ed i gol che hanno determinato l’annata più che magica della Samp, racconta perfettamente questa impresa, soffermandosi non solo sul gioco del calcio ma anche sugli aspetti più umani e i valori come l’amicizia, il riscatto e la determinazione, tutti aspetti fondativi senza i quali oggi non si parlerebbe della vittoriosa Sampdoria del 1991.

La Bella Stagione

Marco Ponti ci porta sui campi erbosi e all’interno degli spogliatoi della squadra, mostrandoci le emozioni e le sensazioni che il gruppo provava non solo davanti alle grandi vittorie, ma anche nei momenti più difficili, calcisticamente parlando e non. Vialli, Mancini, Pagliuca, Cerezo e tutti gli altri intervistati si “spogliano” davanti alla macchina da presa, mettendo in trasparenza gli uomini che si celavano dietro ai calciatori, che all’apparenza invincibili nascondevano in realtà molte fragilità e paure.

Gli ex giocatori, così come i magazzinieri, i familiari e i giornalisti dell’epoca raccontano di una Genova magica, che attraverso gli occhi pieni di luce di undici leoni, stava vivendo un periodo altrettanto luminoso, destinato purtroppo a rimanere unico. Un progetto nato dalla mente di Paolo Mantovani, purtroppo scomparso qualche anno dopo, attuato dal grande allenatore serbo Vujadin Boškov e messo poi in atto dalla squadra. Un unione unica, che come raccontato dai giocatori stessi negli anni prendeva sempre più la forma di un rapporto quasi familiare. Una “famiglia” solida e forte, che neanche il Napoli di Diego Armando Maradona, il Milan dei tre tulipani, la Juve di Roberto Baggio o l’Inter dei tedeschi sono riusciti a fermare.

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All’interno del documentario non mancano poi aneddoti inediti, confessioni divertenti e spassose che donano all’opera un buon ritmo e la contraddistinguono da altri prodotti di questo tipo, spesso troppo seriosi, dal ritmo lento e di difficile digestione. Sulle battute finali vi è poi spazio per emozioni più recenti, come la vittoria della nazionale italiana agli europei del 2021, arrivata dopo un durissimo momento della vita di Gianluca Vialli, il quale però ha avuto sempre la mano amica di Roberto Mancini a supportarlo.

La Bella Stagione

La Bella Stagione, è sicuramente uno dei documentari sportivi migliori degli ultimi anni, un prodotto che descrive bene l’impresa calcistica, ma altrettanto egregiamente racconta gli uomini dietro alle vittorie, dimostrando come anche gli obbiettivi più lontani, se perseguiti con le giuste guide, possano diventare sempre più vicini e realizzabili. Un documentario da non perdersi, adatto a tutti, amanti e non del gioco del pallone, che tocca il cuore dello spettatore e che dimostra come lo sport sia un qualcosa di unico, un qualcosa di magico che riesce ad unire persone all’apparenza differenti tra loro.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La Bella Stagione, un documentario calcistico positivamente atipico, che parla di calcio ma lascia molto spazio alle emozioni.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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