Kate Winslet ha ammesso di aver “cercato disperatamente” di tirarsi indietro dal ruolo principale di Goodbye June, il film che segna il suo debutto alla regia. L’attrice premio Oscar, infatti, inizialmente non aveva intenzione di dirigere né di sostenere un triplo impegno sul set. Il progetto, scritto dal figlio Joe Anders, era nato come un film da produrre e interpretare, ma con il passare del tempo la Winslet si è ritrovata a dover assumere anche la responsabilità della regia. Un’idea che, almeno all’inizio, l’ha messa seriamente in difficoltà.
“Non posso fare tre lavori contemporaneamente,” ha raccontato l’attrice in un’intervista, spiegando di aver provato a ricastarsi e di aver stilato una lista di attrici che avrebbero potuto interpretare il ruolo al posto suo. Secondo Winslet, molte di loro sarebbero state “assolutamente brillanti”.

Kate Winslet e il peso del doppio (anzi triplo) ruolo
La situazione, però, è cambiata rapidamente. Da un lato Netflix non era favorevole a un cambio di interprete. Dall’altro Winslet aveva già assemblato un cast di altissimo livello, rendendo difficile fare un passo indietro. “Avevo attori incredibili davanti a me. Come avrei potuto non andare a lavorare con loro?”, ha spiegato. Sottolineando quanto il lavoro attoriale resti per lei un atto di scoperta e condivisione.
Goodbye June è un dramma familiare ambientato durante il periodo natalizio e segue la storia di quattro fratelli. Interpretati da Winslet, Toni Collette, Andrea Riseborough e Johnny Flynn, riuniti mentre la madre, interpretata da Helen Mirren, è gravemente malata. Il film è già in programmazione in alcune sale e debutterà su Netflix il 24 dicembre.
Parlando del suo esordio dietro la macchina da presa, la Winslet ha spiegato che l’esperienza l’ha resa ancora più consapevole e rispettosa del lavoro dei registi con cui ha collaborato in passato. Un debutto nato tra dubbi e resistenze, ma che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase della sua carriera.
