Una commedia spontanea, originale e un po’ agrodolce. Con Jason Reitman alla regia e Diablo Cody alla sceneggiatura, Juno si distingue per la perfetta combinazione di un umorismo intelligente e una sensibilità autentica. Era il 2007 quando Elliot Page interpretava Juno MacGuff, un’adolescente vivace e un po’ sfacciata che scopre di essere incinta dopo essere andata a letto con Paulie Bleeker (l’unico e inimitabile Michael Cera), un suo amico del liceo. Sembra una vita fa, ma Juno è un film ancora decisamente attuale. Molto più di un teen movie e non solo un film sulla gravidanza adolescenziale. Qui temi importanti quali la maternità, il matrimonio e l’aborto vengono esplorati ma mai con occhio giudicante. Il tutto con un autentico linguaggio adolescenziale, fresco e molto incisivo.
Juno Trama
Tutto inizia in un pomeriggio d’estate. Juno è annoiata e invece di guardare il suo programma preferito in tv invita Bleek a casa sua. E’ una comoda poltrona in velluto il luogo della loro prima volta. Un momento tenero che è però l’inizio di tutti i problemi. In un primo momento Juno vuole abortire ma poco prima di entrare nella clinica “Donne Ora”, incontra una sua compagna di liceo che sta manifestando contro l’aborto. Sconvolta entra, ma non riesce a sopportare la tensione in sala d’aspetto e il personale distaccato. Juno, è sempre più convinta nel portare avanti la gravidanza, non rimane che dirlo ai suoi. A suo padre Mac (J.K Simmons) e alla sua compagna, non alla mamma assente che si ricorda di lei solo una volta all’anno spedendogli un cactus. Juno inizia così a sfogliare compulsivamente gli annunci sul giornale per trovare una famiglia adottiva.

Tutte coppie sono apparentemente troppo perfette, quasi finte tranne Vanessa (Jennifer Garner) e Mark (Jason Bateman). Lei una donna in carriera, lui insoddisfatto del suo lavoro da compositore musicale per le pubblicità mentre sogna un futuro da rockstar. Così Juno si ritrova improvvisamente catapultata in una villetta chic dall’altra parte della città con suo padre, i due futuri genitori e l’avvocato. Inizia così un susseguirsi di domande scomode e risposte provocatorie ma nonostante l’estrema distanza tra loro, sono quelli giusti e Juno ne è sempre più convinta.
Con il passar del tempo e delle settimane di gravidanza, lei e Mark si avvicinano condividendo la passione per il rock e per i film horror. Arriva l’inverno ed eccetto le ecografie e il pancione sempre più grande, Juno continua ad andare a scuola e a cercare di vivere la sua vita come sempre. Il rapporto con Mark diventa sempre più stretto: lei piomba a casa sua, lui le regala un cd e guardano un film insieme. Il tutto mentre si allontana sempre di più da Bleek. Lui, ancora più impacciato di lei, le confessa che andrà al ballo con un’altra. Nonostante le grandi difficoltà e i timori legati alla sua gravidanza, Juno rimane tremendamente ferita dalla conversazione con il ragazzo.
Juno Recensione
E’ qui che escono fuori tutti i suoi sedici anni. Juno è troppo piccola per quello che sta vivendo, ma è molto più sveglia, audace e carismatica dei suoi coetanei. Oscilla costantemente tra le classiche dinamiche adolescenziali e situazioni di vera sofferenza. E’ proprio sull’equilibrio tra profondità e leggerezza, dramma e comicità che si sviluppa tutto il film. Con la sua straordinaria interpretazione Elliot Page dà vita a una ragazza cinica ma al tempo stesso dolce e vulnerabile, che disarma con il suo sarcasmo.
Un main character che è una vera e propria tavolozza di colori, discostandosi dallo stereotipo della tipica adolescente. Sia nell’aspetto, con il suo look sciatto e i suoi gusti un po’ démodé, ma soprattutto nel temperamento. Uno dei punti di forza del film è di certo la sceneggiatura che è valsa a Diablo Cody il premio Oscar nel 2008. Dal tipico slang beffardo della protagonista, che piuttosto di “partorire” preferisce dire “sfornare il fagiolo”. E poi dialoghi rapidi e taglienti che si alternano a conversazioni particolarmente toccanti, ad esempio quando Mark confessa a Juno di voler lasciare Vanessa. E soprattutto, nella scena seguente, quando la ragazza chiede al padre se è effettivamente possibile essere felici con una persona per tutta la vita. Juno è infatti circondata da coppie che non ce l’hanno fatta, partendo dai suoi genitori fino a Mark e Vanessa.

Il teen movie che rompe gli schemi
E dal basso dei suoi sedici anni non può che osservare queste famiglie imperfette ma comunque amorevoli. Infatti dalla leggerezza a letto di Juno e di Bleek, Reitman (il regista di Tully) sposta sempre più l’attenzione sul tema della famiglia e del passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
E la maternità. Da un lato Juno, spaventata all’idea che un bambino stravolga la sua vita ma ancora più terrorizzata di non essere all’altezza. Dall’altro Vanessa una donna apparentemente perfetta con un desiderio, quasi disperato, di diventare madre mentre Mark, suo marito, poco prima della nascita si tira indietro. Due donne che ce l’hanno fatta da sole ma insieme: Juno nel portare avanti la gravidanza per conto altrui, pur segretamente affezionandosi al suo bambino. E Vanessa ancora più decisa nonostante la sua vita sia stata completamente stravolta. Un film sì sulla gravidanza ma con nessuna presunzione morale a riguardo. Infatti è proprio la narrazione onesta e sensibile che rende questo film così umano.

L’altro tratto distintivo del film è la dimensione sonora. Brani indie rock, folk e post punk di mostri sacri come i Kinks e i Velvet Underground ma gruppi indipendenti semisconosciuti, colorano Juno già dai titoli di testa. Le scelte musicali così intime e originali riflettono appieno il suo spirito vivace e un po’ eccentrico, aggiungendo un ulteriore strato di autenticità al film. E rendendo la colonna sonora quasi un’estensione della protagonista. Una cura del dettaglio lampante anche nell’ambientazione. Muri tappezzati di poster e adesivi di ogni tipo, calzini a righe e il telefono a forma di hamburger. Ogni frame di Juno cattura l’essenza dell’adolescenza.

Un mix di romanticismo e umorismo fino all’ultima scena.
