Josh Hutcherson è stato per molti anni uno degli attori più promettenti di Hollywood. Fin dal suo debutto, quando era solo un bambino, ha iniziato a costruire una carriera florida, arricchita da film di successo e film entrati nell’immaginario collettivo diventando dei veri e propri cult. Lo ricordiamo in Zathura – Un’avventura spaziale (2005), nello straziante Un ponte per Terabithia, affiancato dalla bravissima AnnaSophia Robb, oppure nel franchise di successo Hunger Games.
Eppure, tutti i sogni possono infrangersi, e più si è in alto, più la caduta fa male. Hollywood è un luogo in cui molte star hanno conosciuto la rovina, spesso perché non hanno saputo trovare un equilibrio personale. Hutcherson, in una recente apparizione al podcast “Dinner’s On Me”, ha raccontato la sua esperienza, e di come l’industria cinematografica può essere davvero “complicata”.

Le parole di Josh Hutcherson
L’attore ha confessato che nelle prime fasi della sua carriera ha conosciuto solo il successo, ma dopo aver recitato nel franchise di Hunger Games per lui è iniziata una nuova fase.
“Ho conosciuto il successo dai 9 ai 24 anni, poi c’è stato il mondo dopo Hunger Games. Quel film aveva creato delle premesse. Ma l’industria è dannatamente insidiosa: ti prepara in questo modo, come se ti dicesse, ‘Sei arrivato. Ora lavori con Jennifer Lawrence e Philip Seymour Hoffman in un film che incassa miliardi, e sei il secondo protagonista’…anche se poi la realtà non va affatto così”, ha affermato Hutcherson.
Dopo queste premesse, la carriera dell’attore ha preso una piega più complicata: intorno ai 25 anni ha dovuto confrontarsi per la prima volta con il rifiuto e il fallimento. La star ha spiegato che, a quel punto, le opportunità hanno cominciato a svanire.
“È stato come attraversare una serie infinita di provini senza chiamate, senza offerte, senza essere scelto”, ha ricordato Hutcherson. “Fino ad allora la mia carriera, iniziata a nove anni, sembrava sempre funzionare. Venivo sempre scelto. Certo, capitava di non essere preso, ma sapevo che, se avessi fatto un provino le probabilità di riuscita erano alte. E invece questa non è affatto la realtà”.
