L’intelligenza artificiale continua a essere uno degli argomenti più discussi nell’industria cinematografica, e anche Jodie Foster ha espresso il proprio punto di vista sul tema. Durante un intervento all’Aspen Ideas Festival, l’attrice premio Oscar ha spiegato di ritenere che l’influenza dell’IA sia già molto più estesa di quanto si possa immaginare, arrivando a citare il film F1, con Brad Pitt protagonista, come esempio di un’opera che, a suo giudizio, sembra costruita secondo una logica tipica dell’intelligenza artificiale.
Foster ha chiarito di non voler muovere una critica nei confronti del film, sottolineando che il suo enorme successo commerciale dimostra quanto il pubblico abbia apprezzato il progetto. F1 (qui la recensione), infatti, ha incassato oltre 634 milioni di dollari in tutto il mondo, conquistando anche il Premio Oscar per il Miglior Sonoro e ottenendo candidature nelle categorie Miglior Film, Miglior Montaggio e Migliori Effetti Visivi.
Secondo l’attrice, la struttura narrativa del lungometraggio appare estremamente lineare e costruita secondo schemi classici che vengono insegnati nelle scuole di sceneggiatura. Anche i dialoghi e il modo in cui gli attori recitano le battute le sono sembrati così perfettamente calibrati da ricordare il tipo di scrittura che potrebbe essere prodotto da un sistema di intelligenza artificiale addestrato a realizzare una sceneggiatura tecnicamente impeccabile. Per Foster, il risultato finale è comunque spettacolare dal punto di vista visivo e tecnologico, dimostrando come questi strumenti possano contribuire alla creazione di produzioni di grande impatto.

Jodie Foster sull’IA
Pur riconoscendo le potenzialità dell’intelligenza artificiale, l’attrice ha ribadito le proprie preoccupazioni riguardo alle conseguenze che questa tecnologia potrebbe avere sul mondo del lavoro. A suo avviso, l’automazione rischia di eliminare numerose professioni nel settore cinematografico. Per questo motivo ritiene fondamentale il ruolo dei sindacati, che dovrebbero garantire una tutela economica adeguata agli artisti. Foster ha spiegato che, se uno studio decidesse di utilizzare l’immagine digitale di un interprete più volte grazie all’intelligenza artificiale, quest’ultimo dovrebbe ricevere un compenso proporzionato a ogni utilizzo della propria immagine o della propria performance.
Nonostante queste riserve, Jodie Foster non considera l’intelligenza artificiale uno strumento da respingere completamente. Al contrario, ritiene che possa essere molto utile in alcune fasi della produzione cinematografica, come la previsualizzazione delle scene o la realizzazione degli storyboard, consentendo ai registi di pianificare meglio il lavoro prima delle riprese.
L’attrice ha anche raccontato un’esperienza personale legata al film francese Vita Privata, diretto da Rebecca Zlotowski e previsto per il 2025. Durante la lavorazione è stata utilizzata l’intelligenza artificiale per creare una particolare sequenza onirica. Foster ha spiegato che le immagini generate non avevano una logica precisa, ma proprio questa caratteristica ha contribuito a rendere la scena efficace e suggestiva, dimostrando come la tecnologia possa offrire soluzioni creative se impiegata con criterio.
Secondo Foster, l’aspetto più importante è che siano sempre i registi e gli autori a mantenere il controllo del processo creativo. L’intelligenza artificiale dovrebbe rappresentare un supporto e non sostituire la sensibilità umana. Solo in questo modo, sostiene l’attrice, sarà possibile continuare a realizzare opere capaci di riflettere emozioni, idee e punti di vista autenticamente umani, sfruttando la tecnologia per migliorare il risultato finale senza rinunciare all’identità artistica.
