Io Vi Troverò (in originale Taken) è un action movie del 2008 con protagonista Liam Neeson, diretto da Pierre Morel. In questo film l’ex agente delle Forze Speciali Bryan Mills dovrà completare una delle missioni più difficili della propria vita: salvare sua figlia Kim, interpretata da Maggie Grace.
Nel film anche Famke Janssen (X-Men) nel ruolo di Lenore, la madre della ragazza, e Katie Cassidy che interpreta l’amica di Kim, Amanda.
Il film ha ricevuto un’impressione positiva da parte del pubblico. Infatti, a fronte di un budget di soli 25 milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati oltre 200. Inoltre, la carriera dell’attore ha avuto una svolta notevole grazie al film, inaugurando la sua partecipazione a pellicole di stampo action molto simili come Unknown e Non-Stop.

Io vi troverò – Trama
Il protagonista è Bryan Mills, ex agente della CIA che ha lasciato il lavoro per stare più vicino a sua figlia adolescente Kimberly. Il loro è un rapporto complicato: infatti, la ragazza vive con la madre e il suo compagno, e Bryan è visto come un genitore eccessivamente protettivo.
Kim convince il padre a lasciarla partire per un viaggio a Parigi, insieme all’amica Amanda. Una volta arrivata, la ragazza verrà rapita da una banda criminale specializzata nel traffico di ragazze. Poco prima di essere rapita, Kim riuscirà a chiamare suo padre, il quale grazie alla telefonata riuscirà a ricavare dettagli fondamentali sui rapitori.
A questo punto, inizia la caccia. Bryan ricostruirà gli eventi grazie alla propria esperienza e il proprio intuito, riuscendo a risalire all’identità degli aggressori. La sua caccia dev’essere rapida: non c’è molto tempo prima che Kim venga venduta e scompaia per sempre.

Io Vi Troverò – Recensione
Io Vi Troverò è un buon film d’azione che riesce a risultare coinvolgente grazie ad una trama ritmata e a dei combattimenti ben messi in scena. Si tratta di una pellicola in cui gli eventi si susseguono rapidamente: ogni scena aggiunge un pezzo del puzzle che dovrà portare Bryan a ricongiungersi con la figlia.
Uno dei punti di forza è la regia di Pierre Morel, che nonostante non si conceda particolari virtuosismi risulta chiara ed efficace, con diversi cambi di inquadrature rapidi che amplificano tensione e frenesia.
Tra le pecche del film, la sceneggiatura risulta poco profonda e troppo semplice, sbrigativa in alcuni momenti salienti. Il film non sviluppa molto i personaggi, che fungono più da pretesto o meta narrativa.
Per quanto concerne le interpretazioni, Liam Neeson si prende la scena incarnando un personaggio forte perché addestrato ma anche molto teso e impaurito. La sua è una prova attoriale molto fisica e diretta, non particolarmente sfumata.

Una sceneggiatura efficace ma poco profonda
Io Vi Troverò è costruito come un One-Man Show, in cui il personaggio protagonista deve ricostruire la pista senza l’aiuto di nessuno. Infatti, i personaggi secondari sono quasi assenti e Neeson compare in praticamente tutte le scene del film. Questa scelta porta inevitabilmente a poca introspezione e costruzione, ma dall’altra amplifica la sensazione di isolamento, rendendo la missione ancora più complessa e quindi coinvolgente.
Scendendo nell’analisi, ciò che emerge è come la costruzione dei rapporti tra i personaggi sia più che altro strumentale allo sviluppo del film. Il rapporto tra Bryan e Kim viene approfondito con un paio di scene nei primi minuti: dopo il rapimento, inizia la parte action e la figlia scompare dallo schermo. Questa scelta porta lo spettatore a non legarsi troppo agli eventi e alla percezione di pericolo per il destino della figlia.
Il film punta quasi tutto sull’azione e i combattimenti: lo spettacolo viene messo davanti al resto. È una scelta che funziona per via del ritmo e della spettacolarità dell’action ma che fa perdere qualcosa sul piano emotivo.

Io Vi Troverò – Azione cruda
Io Vi Troverò presenta un’azione realistica e concreta, mai eccessiva. I combattimenti sono rapidi e sporchi, non c’è eccessiva spettacolarizzazione o stilizzazione.
Le scene durano generalmente poco e riflettono le caratteristiche del protagonista: letale, freddo e metodico. Quando si prolungano, hanno delle pause decisive che amplificano la tensione, come nel finale sullo yatch.
L’azione è sempre funzionale allo sviluppo della trama e mai fine a sé stessa: Bryan combatte per ricavare informazioni e salvare delle vite. C’è un ottimo equilibrio tra progressione narrativa e azione.
La regia di Morrel risulta completementare a queste scelte: fa uso di tagli rapidi che aumentano il senso di urgenza costante. Utilizza molto la camera a mano per seguire da vicino il protagonista, creando un effetto realista e ”sporco”.

La performance di Liam Neeson
In linea con lo stile del film, Liam Neeson (Batman Begins) lavora per sottrazione: il suo è un personaggio che non fa emergere molto a livello emotivo. La sua è una prova controllata.
È un protagonista freddo e determinato, che dà un certo momento in poi entra in ”modalità macchina”, con poca umanità. Nonostante ciò, l’attore è abile nel mostrare comunque qualcosa, nel far percepire la paura di perdere la figlia.
Un esempio lampante in tal senso è la scena della chiamata, in cui avviene il rapimento. Qui il personaggio subisce un contraccolpo psicologico che non sfocia mai in rabbia o disperazione esplicita: c’è molto autocontrollo.

Conclusioni
Io Vi Troverò è un film che raggiunge il proprio obiettivo, ovvero intrattenere tramite combattimenti e tensione crescente. È una pellicola che ha un intento semplice e preciso. Se lo si guarda da una prospettiva più autoriale e critica, non presenta una sceneggiatura o una regia particolarmente sopraffine. È un film a cui manca un po’ di impatto emotivo.
Nel complesso, Io Vi Troverò si guadagna sicuramente la sufficienza.
