L’annuncio delle nomination per la 78ª edizione degli Emmy Awards ha scatenato il consueto dibattito tra addetti ai lavori e appassionati su quali show si meritino la candidatura e quali siano ingiustamente snobbati. Tra le assenze più clamorose e discusse dell’anno c’è senza dubbio Heated Rivalry, il dramma sportivo a tematica LGBTQ+ che ha conquistato il pubblico globale. Una serie diventata uno dei titoli più visti sulla piattaforma HBO Max, contendendosi con KPop Demon Hunters il titolo di fenomeno pop dello scorso anno.
Nonostante il successo travolgente e il plauso della critica, Heated Rivalry non ha ricevuto nemmeno una nomination. Un verdetto che ha scioccato i fan, ma dietro al quale è presente un nodo burocratico.
Heated Rivalry e il regolamento dell’Academy: una questione di passaporto
La ragione dell’esclusione di Heated Rivalry dagli Emmy è puramente tecnica. Secondo il regolamento ufficiale della Television Academy, una serie prodotta fuori dagli Stati Uniti non può competere agli Emmy primetime, a meno che non ci sia una co-produzione finanziaria e creativa che si strutturi specificamente per la TV americana.
Sebbene la serie sia esplosa a livello internazionale grazie alla distribuzione su HBO Max, si tratta a tutti gli effetti di una produzione originale canadese. Il servizio di streaming locale Crave ha infatti creato l’opera, girata poi interamente in Canada. Questa dinamica la differenzia, ad esempio, dall’adattamento Netflix di Il signore delle mosche, che pur essendo realizzato da una compagnia britannica è di proprietà della statunitense Sony Pictures Television, rientrando così nei parametri di eleggibilità.

Il paradosso: una stella di Heated Rivalry andrà comunque agli Emmy (ma per il SNL)
Per un curioso e ironico colpo di scena, gli Emmy 2026 vedranno comunque una parte di Heated Rivalry sul red carpet. Connor Storrie, l’attore che interpreta il giocatore di hockey russo Ilya Rozanov, si è guadagnato una nomination per la categoria Miglior attore guest star in una serie comica.
La candidatura non è legata al suo ruolo in Heated Rivalry, dunque, ma alla sua performance come presentatore del Saturday Night Live dello scorso febbraio. Un episodio memorabile, in cui ha anche ospitato anche il suo co-protagonista Hudson Williams per una parodia dello show. Storrie dovrà vedersela con una concorrenza agguerrita, che include mostri sacri come Michael J. Fox (per Shrinking) e il compianto Rob Reiner (per l’ultima stagione di The Bear).
