Brad Pitt ha combattuto contro gli zombie (e lo farà ancora), è andato in guerra a bordo di un carro armato e si è messo al volante di una monoposto di Formula 1, ma nessuna di queste esperienze è stata fisicamente impegnativa quanto Heart of the Beast. Parlando con Joe Schmidt di Collider insieme al regista David Ayer, Pitt ha definito il thriller di sopravvivenza “il film più difficile che abbia mai fatto”, spiegando che le riprese lo costringevano spesso a bagnarsi appena arrivato sul set e a rimanere fradicio per l’intera giornata.
L’esperienza fisicamente estenuante, però, non è stata ciò che lo ha convinto a riunirsi con il regista di Fury. Heart of the Beast racconta la storia di un ex soldato delle Forze Speciali e del suo cane addestrato dall’esercito, costretti a lottare per sopravvivere nella natura selvaggia dell’Alaska. A convincere Pitt è stato soprattutto il finale della storia, che lo ha commosso fino alle lacrime già durante la prima lettura della sceneggiatura.
Brad Pitt: “È il film più difficile che abbia mai fatto”
“Fisicamente, direi assolutamente che questo è il film più difficile che abbia mai fatto, ma anche molto gratificante”, ha spiegato Brad Pitt.
L’attore ha poi raccontato quanto fossero dure le condizioni sul set: “In superficie è una storia di sopravvivenza, quindi dobbiamo affrontare situazioni estreme. Non è che potessimo tornare al rimorchio ad asciugarci. Arrivavi al mattino, ti bagnavi e restavi bagnato per tutto il giorno, fino alla fine delle riprese. C’era una certa fatica in tutto questo, ma credo che contribuisse alla scena, ai personaggi e, alla fine, al film”.
Nonostante le difficoltà fisiche, ciò che ha realmente conquistato Brad Pitt è stata la storia. “Quello che mi ha davvero attratto è stato il finale. David mi ha mandato la sceneggiatura e, leggendo quelle ultime pagine, mi sono commosso fino alle lacrime. Ho pensato che, se quella storia aveva suscitato in me una reazione simile durante la lettura, avrebbe potuto fare lo stesso con il pubblico. Sembrava che tutto fosse allineato nel modo giusto”.
David Ayer: “È una storia d’amore”
Per Ayer, Heart of the Beast racconta soprattutto il legame tra due veterani alle prese con i traumi del passato: “È la storia di un uomo tormentato che affronta alcuni dei traumi e delle difficoltà della vita. Parla di due veterani che cercano di ritrovarsi e sopravvivere insieme. Ed è una bellissima storia d’amore”.
Il regista ha inoltre sottolineato l’importanza del rapporto tra Pitt e il cane Uber, un animale addestrato per le operazioni di ricerca e soccorso. “Uber era un cane da ricerca e soccorso. È stato su elicotteri, ha partecipato a situazioni intense e a operazioni di salvataggio. Era un veterano di tutto questo molto prima di diventare un attore”.
Il rapporto costruito tra Pitt e Uber è stato fondamentale anche per rappresentare il PTSD senza doverlo necessariamente spiegare a parole. “Brad è riuscito a creare una connessione straordinaria con il cane. Gestiva la propria performance, ma anche quella di Uber, e tutto è avvenuto in maniera naturale”.
Brad Pitt e il legame con Uber
Per Brad Pitt, conquistare la fiducia del suo compagno di scena era fondamentale: “Volevo che si fidasse di me. Volevo che sapesse che mi sarei preso cura di lui, che con me fosse al sicuro e potesse sentirsi a suo agio. Questa è stata la cosa più importante. È un cane magnifico e questo è un aspetto dell’esperienza che ricorderò per sempre”.
L’attore ha inoltre spiegato di aver sempre desiderato recitare in un film di sopravvivenza. “Ho sempre amato questo genere e ho sempre voluto farne uno. Jeremiah Johnson è uno dei miei film preferiti e anche Leonardo DiCaprio ne ha realizzato uno bellissimo”.
A conquistarlo, però, è stata soprattutto la storia del film e ciò che racconta sulla connessione tra gli esseri umani. “Era davvero la storia d’amore e ciò che dice sulla nostra interconnessione. Stiamo tutti vivendo la stessa esperienza e un po’ di fede, un po’ di gentilezza, una zampa o una mano possono cambiare la nostra vita quotidiana e il nostro modo di vedere il mondo. È questo che mi ha toccato più di ogni altra cosa”.
Ayer ha concluso: “Questa è la forza della storia: quando vivi qualcosa che va oltre te stesso, puoi davvero sopravvivere a qualsiasi cosa”.
Heart of the Beast uscirà nelle sale italiane il 24 settembre.

