NewsGeorge Lucas: "L'intelligenza artificiale cambierà il cinema"

George Lucas: “L’intelligenza artificiale cambierà il cinema”

George Lucas torna a far discutere con una riflessione sul futuro del cinema e sul modo in cui Hollywood realizza i suoi blockbuster. In una recente intervista rilasciata ad A Rabbit’s Foot, il creatore di Star Wars ha criticato l’eccessiva influenza dei focus group e delle proiezioni di prova, sostenendo che gli studios abbiano progressivamente ceduto il controllo creativo al pubblico.

Secondo Lucas, i focus group possono essere utili per comprendere le reazioni degli spettatori, ma non dovrebbero mai determinare le scelte narrative di un film. “Il pubblico non sa davvero cosa vuole vedere”, osserva il regista, spiegando che il compito di un autore è interpretare le emozioni degli spettatori, non lasciare che siano loro a scrivere la storia. Per George Lucas, il cinema nasce dalla visione di un filmmaker con qualcosa da raccontare, non da un processo guidato esclusivamente dai desideri dei fan.

Il regista sottolinea inoltre come il cuore di ogni opera cinematografica resti la capacità di emozionare. “L’arte è un’espressione delle emozioni”, ribadisce, ricordando che questo dovrebbe essere il principio alla base dello sviluppo di qualsiasi film.

L’IA è una evoluzione inevitabile

Nel corso dell’intervista, George Lucas ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, mostrando un atteggiamento decisamente più aperto rispetto a molti colleghi. A suo avviso, l’IA rappresenta un’evoluzione inevitabile degli strumenti di produzione e renderà la realizzazione dei film sempre più semplice ed efficiente. “Non c’è modo di fermare il progresso”, afferma, paragonando la diffusione dell’intelligenza artificiale all’arrivo dell’automobile nell’epoca dei carri trainati dai cavalli.

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Pur riconoscendo i rischi legati a questa tecnologia, Lucas ritiene che l’intelligenza artificiale possa diventare anche uno strumento per verificare l’autenticità dei contenuti e contrastare la disinformazione. La responsabilità, conclude il regista, resterà comunque nelle mani delle persone: saranno gli esseri umani a dover rispondere dell’uso che faranno di queste tecnologie.

Alberto Bajardi
Alberto Bajardi
Nato su quel ramo del Lago di Como dove Hitchcock girò la sua opera prima, si iscrive a giurisprudenza ispirato da La parola ai giurati, ma si ritrova a disertare le lezioni come Antoine Doinel, attratto dai matinée delle sale milanesi. Laureatosi al DAMS per non sentirsi più in colpa, ama il cinema senza distinzione di generi e cerca in un film nient'altro che emozioni autentiche, siano esse nei più acuti ritratti umani di Cassavetes o nei più viscerali horror di Cronenberg.

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