La prossima edizione del Galway Film Fleadh si prepara ad accogliere una prima mondiale particolarmente significativa: The Lost Children of Tuam. La nuova produzione è firmata dalla casa Element Pictures e interpretata da Liam Neeson (Io vi troverò, L’ultima vendetta), uno dei volti più riconoscibili del cinema internazionale.
Il film sarà presentato in anteprima l’11 luglio, all’interno della 38ª edizione del festival, in programma dal 7 al 12 luglio. Alla proiezione saranno presenti i membri del cast e della troupe, sottolineando l’importanza dell’evento per l’intero progetto cinematografico.
Dietro la macchina da presa troviamo il regista Frank Berry, già noto per lavori come Aisha e Michael Inside. La sceneggiatura, invece, è stata affidata a Rebecca Lenkiewicz (Ida). Il film nasce dall’adattamento di un articolo del New York Times firmato da Dan Barry, di cui Neeson ha acquisito i diritti.

La storia di Tuam e il contesto produttivo del film
The Lost Children of Tuam racconta una vicenda reale profondamente radicata nella storia irlandese recente. Al centro della narrazione c’è la casa per madri e bambini Bon Secours, situata nella città di Tuam, nella contea di Galway. Nel 2013, la storica locale Catherine Corless portò alla luce una scoperta sconvolgente: si ipotizzò che fino a 796 bambini potessero essere stati sepolti in fosse comuni anonime all’interno della struttura.
Questa rivelazione diede origine a un lungo percorso di indagini e richieste di giustizia, lasciando un segno profondo nella coscienza pubblica irlandese. Il film si inserisce proprio in questo contesto, cercando di restituire dignità alle vittime e dare voce a una memoria collettiva ancora dolorosa.
La produzione coinvolge diversi partner internazionali e istituzionali, tra cui Screen Ireland, BBC Film, Coimisiún na Meán e RTÉ, con il supporto di MK2 per le vendite internazionali e la distribuzione locale affidata a Volta Pictures Distribution.
I produttori hanno descritto il film come un viaggio cinematografico che affronta con sensibilità una verità storica difficile, sottolineando il valore della ricerca e della memoria. Un’opera che punta a riportare al centro del dibattito una delle pagine più controverse e dolorose della storia sociale irlandese recente.
