Buon compleanno FM Records! Si tratta di un’importante etichetta discografica specializzata nella produzione e pubblicazione di musica destinata al settore audiovisivo. Nasce da un’idea di Alessandro Pinnelli, musicista di professione, divenuta realtà nel 2006 con la nascita della società.
Per l’occasione abbiamo avuto l’onore di intervistare il suo fondatore ed ecco cosa ci ha raccontato.

Il mondo del cinema, della televisione e della pubblicità è cambiato radicalmente con l’avvento delle piattaforme streaming. Alla luce di questo, come sono cambiate le richieste dei supervisor musicali negli ultimi anni?
L’avvento delle piattaforme è andato di pari passo con la diffusione dei servizi di streaming e la diffusione dell’autoproduzione musicale. Ciò ha permesso ai music supervisor di affacciarsi su un panorama musicale molto più ampio rispetto a 20 anni fa. Si trattava di un periodo in cui la musica veniva veicolata tramite supporti fisici.
Allo stesso tempo, un prodotto distribuito su una piattaforma di streaming può raggiungere un pubblico globale. Per questo motivo, le strategie produttive delle piattaforme puntano sempre più a un respiro internazionale, anche quando si tratta di contenuti regionali, come quelli italiani. Sul piano musicale, ciò si traduce nella necessità di trovare un equilibrio tra repertorio internazionale e proposte nazionali.
Le richieste che riceviamo oggi si muovono proprio lungo queste due direttrici. La musica italiana è sempre stata ampiamente utilizzata, spesso anche in modo stereotipato, nelle produzioni straniere. Oggi, però, con il superamento di molte barriere geografiche e una maggiore attenzione all’autenticità culturale, anche la selezione dei brani italiani è diventata più accurata. Se in passato bastava un mandolino per evocare l’Italia, oggi i brief che arrivano dall’estero sono molto più specifici. Difficilmente, ad esempio, si sceglierebbe della musica napoletana per una scena ambientata a Venezia.
È una prospettiva molto interessante, sia dal punto di vista della supervisione musicale sia da quello della produzione: sapere che si sta realizzando un album di brani italiani che potrebbero arrivare in tutto il mondo è uno stimolo a puntare costantemente alla massima qualità artistica e produttiva.
Dietro a ogni grande editore ci sono grandi compositori e musicisti. Qual è l’approccio di FM Records nel supportare i propri talenti e nell’aiutarli a creare musica che non sia solo bella da ascoltare, ma anche ‘funzionale’ alle immagini?
Scrivere musica che sia funzionale alle immagini è un talento diverso da quello di scrivere una canzone di successo da classifica. Direi che sono nella maggior parte delle volte, talenti differenti.
L’editore può sicuramente dare delle indicazioni a riguardo, ma è quasi sempre il compositore che di per sé, ha già da dire e poi è il rapporto con il regista che fa la differenza. Questo nel caso delle colonne sonore per film o Serie TV.
Per quanto riguarda invece la produzione invece, di production music, l’editore può lavorare a fianco degli autori per valorizzarne l’identità e stimolarli a scrivere brani che abbiano una veracifra artistica che il rendano efficaci e attrattivi verso che li dovrà ascoltare ed eventualmente scegliere. Essere “funzionale” non vuol dire essere meno” ispirata”; tutt’altro, vuol dire saper trovare li punto esatto in cui emozione, racconto e utilizzo si incontrano.
Invece la qualità della produzione della musica scritta può cambiare se si fa un buon lavoro e se il compositore può contare su un produttore ed un editore appassionati.
Fm Records cerca di affiancare i compositori in tutto il processo creativo e di produzione, andando oltre l’usuale supporto burocratico dell’editore. contratti, pagamenti, diritti d’autore.
Nello specifico, la fortuna di aver vissuto il mondo della musica in modo trasversale, ovvero, essendo stato un musicista professionista, mi permette oggi di avere una cognizione di causa reale in merito a tutto il processo di produzione di un album o di una colonna sonora.
Questo, nella maggior parte delle volte, mi fa essere un buon punto di riferimento per i compositori. Lo spero almeno!
In altre parole, diventa importante poter affiancare il compositore sulle scelte pratiche da fare in fase di produzione e in modo da sollevarlo da incombenze che potrebbero distrarlo dall’obiettivo principale; musicisti da coinvolgere, orchestre da organizzare, studi di registrazione, mix mastering ecc…
Oggi la tecnologia offre grandi opportunità per il tracciamento dei diritti, ma presenta anche sfide enormi, basti pensare all’intelligenza artificiale. Quali sono le battaglie più importanti che un editore musicale deve combattere oggi per proteggere il valore della musica?
L’intelligenza artificiale è una realtà che non possiamo ignorare oramai e a mio avviso, va usata in maniera costruttiva.
La legislatura in merito si sta delineando pian piano in questi anni e per alcuni versi sta procedendo nella giusta direzione cercando di non farsi trovare impreparata come avvenne quando ci fu l’avvento di Internet e dei torrent che scaricavano giga musica illegalmente.
Le associazioni di categoria ne discutono continuamente in Europa con gli organismi preposti.
È necessario difendere non solo i repertori, ma anche li principio per cui la creatività umana Serve quindi una tutela forte sul consenso, sull’uso dei cataloghi per l’addestramento, sulla riconoscibilità delle fonti e sulla remunerazione.
Romanticamente penso che quello che noi possiamo fare, è cercare ancora di più la qualità in quello che scriviamo e produciamo, facendoci aiutare dall’AI se serve, ma cercando l’emozione che lei non ci può dare.
C’è un ambito o un mercato internazionale in cui sogni di portare stabilmente la vostra musica?
La nostra musica è presente oramai in moltissimi paesi nel Mondo. Sicuramente guardiamo con grande interesse ai mercati anglosassoni, dove li rapporto tra musica e immagini è storicamente molto evoluto, ma anche a realtà in forte crescita come quelle del Nord Europa e di alcune aree dell’Asia, sempre più dinamiche sul fronte delle produzioni e delle sincronizzazioni.
Un sogno era quello di essere un punto di riferimento per la produzione di colonne sonore originali. Questo è accaduto e sta accadendo e ne sono molto felice. Adesso, quello che vorrei è non deludere e continuare ad essere una presenza credibile e continuativa, fatta di fiducia e capacità di rispondere davvero ai bisogni delle produzioni che scelgono di collaborare con noi.
FM Records festeggia vent’anni di successi nel mondo del cinema e della TV. Qual è la soddisfazione più grande di questo percorso e cosa c’è nel futuro della vostra musica?
La soddisfazione più grande di questi vent’anni è senza dubbio quella umana. Vedere quel seme crescere grazie ad un team affiatato che ogni giorno rende possibile tutto questo.
FM Records è una “Boutique Music Agency” — come mi piace definirla — e questa dimensione artigianale, fatta di rapporti diretti e attenzione al dettaglio, è il nostro vero capitale.
Per il futuro, il progetto è continuare a crescere senza perdere questa anima e, come dicevo, non deludere e continuare ad essere un punto di riferimento valido e affidabile sempre.
Vent’anni sono un bel traguardo, ma per noi sono soprattutto un punto di partenza.

