NetflixFargo 3 - Il caso che domina le nostre vite

Fargo 3 – Il caso che domina le nostre vite

Abbiamo già parlato della prima e della seconda stagione della serie antologica Fargo. Oggi parliamo di Fargo 3 (2017) che cambiò ulteriormente la formula come già fece la stagione riguardante “Il Massacro di Sioux Falls” nel ’79. Noah Hawley torna ad ambientare la sua storia nel Minnesota odierno, tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. Si abbandonano i colori degli anni ’70 per tornare nella bianco, forse più grigio, presente. Quello che ha già visto morire le industrie a conduzione familiare, una guerra fra mafie interstatali e la follia portata da Lorne Malvo nella prima stagione.

Questa terza stagione vede come protagonista una faida tra due fratelli interpretati entrambi da Ewan McGregor. Faida “tranquilla” che per la tradizione della serie fa scaturire un caos che simboleggia la classica battaglia fra bene e male. Il male qui è incarnato da un diavolo tentatore, parassita, che prende le sembianze di un David Thewlis (Il Prigioniero di Azkaban) inquietante. Questa terza stagione resta fedele ai temi portati in precedenza, evolvendo il messaggio e portando il “caso” che domina le nostre vite all’eccesso. Considerando anche il folle incipit che innesca la trama.

Come la seconda stagione riuscì a convincere dopo un iniziale scetticismo, anche questa terza stagione ci mise tempo a confermare le grandi aspettative di qualità del pubblico e della critica. Ovviamente Fargo è una serie che intrattiene dal primo minuto, in ogni stagione… ma per capire bene di cosa vuole parlare, e per costruire la tensione e il climax, si prende sempre i suoi tempi. Qui ad esempio la quota “puntata stravagante” avviene alla terza, quando ancora ci si sta abituando alla nuova narrazione. Ed è una puntata interessante, che trova significato solo verso il finale, e soprattutto a stagione ultimata. È sempre stata una serie con l’elemento stravagante (nella scorsa c’erano gli Ufo che innescavano il tutto), e qui, senza fare spoiler, si tocca un ulteriore e sacro elemento.

Fargo 3 – Trama

Saint Cloud, Minnesota, 2011. L’addetto alla libertà vigilata, Ray Stussy (Ewan McGregor) sogna un futuro migliore rispetto alle sue possibilità. Soprattutto ora che vorrebbe costruirsi una vita con la sua nuova fidanzata: l’affascinante, e sotto libertà vigilata, Nikki Swango (Mary Elizabeth Winstead). Perciò Ray va a malincuore da suo fratello Emmit (Ewan McGregor), uomo di successo con sempre al suo fianco il fidato migliore amico e socio Sy Feltz (Michael Stuhlbarg). Il fratello, all’ennesima richiesta di soldi da parte del fratello dice un secco “no”. Allora Ray richiede soltanto una cosa, che afferma di essere sua di diritto.

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Ray richiede l’ultimo francobollo di una famosa collezione, che pare valere molto, affermando anche che la collezione originariamente doveva ereditarla lui, e non Emmit. All’ulteriore risposta negativa, Ray decide di metter su un piano per prender possesso del famigerato francobollo. Emmit e Sy sono tranquilli sulla questione riguardante il fratello, ma nel frattempo uno strano individuo appare nell’ufficio della loro azienda. Questo individuo è uno stravagante britannico di nome V.M. Varga (David Thewlis). Un anno prima Emmit e Sy erano in crisi e avevano richiesto un prestito di un milione di dollari a un intermediario dell’azienda di Varga. E i due sono intenzionati a ripagare il tutto.

Varga risponde che possono tenersi i soldi, e che non era un prestito, ma un investimento. Perciò la sua azienda ora finanzierà futuri progetti di espansione e riciclaggio di soldi sporchi. Emmit e Sy riluttanti devono ottemperare alle richieste assurde di un V.M. Varga che si insinua sempre di più con i suoi sgherri tutt’altro che pacifici. Nel frattempo Ray convince un ex criminale tossicodipendente a entrare in casa di Emmit per rubare il francobollo. Purtroppo questo soggetto perde il foglietto con l’indirizzo e rintraccia lo Stussy sbagliato, nella città sbagliata. Questo misunderstanding scaturisce una catena di eventi che sconvolgeranno le tranquille vite del Minnesota per sempre.

Fargo 3 – Cast

La particolarità di questa stagione è vedere Ewan McGregor (Obi Wan) fare il doppio ruolo, interpretando i due fratelli Stussy. Un po’ come abbiamo visto fare a Michael B. Jordan l’anno scorso in Sinners. Ray e Emmit sono molto diversi e McGregor fa un ottimo lavoro a differenziarli. Non solo nell’aspetto perché sono molto diversi, ma nella caratterizzazione. Perché quando più avanti nella stagione, Ray si “camufferà”, si nota perfettamente che è Ray. Poi in questa stagione l’attore ha avuto modo di condividere lo schermo con quella che poi diverrà sua moglie nella realtà, ovvero Mary Elizabeth Winstead.

La Winstead, inizialmente comprimaria, pian piano inizia a prender piede come protagonista. La sua Nikki Swango è una femme fatale fantastica, ammaliante e ingegnosa. L’antagonista della stagione è V.M. Varga… un incredibile e inquietante David Thewlis che appare come un uomo “scialbo” all’apparenza. Eppure sotto le vesti di un uomo ordinario dall’aria svampita si nasconde il male dei nostri giorni. L’agente del bene, è (scusate la ridondanza del termine ma è voluta) l’agente Gloria Burgle, interpretata da Carrie Coon (The Leftovers). Un’agente che vuole risolvere il caso apparentemente impossibile che ha visto la morte del suo patrigno, lo Stussy sbagliato.

La terza stagione è caratterizzata dall’ottimo utilizzo dei comprimari e di attori caratteristi (il già citato David Thewlis è un esempio). Affianco a Emmit c’è Sy, interpretato da Michael Stuhlbarg (Chiamami col tuo nome) che rappresenta un po’ il grillo parlante alle spalle di Emmit. Appare in un ruolo davvero peculiare e stravagante Ray Wise (Twin Peaks), un personaggio che appare in momenti specifici e risulterà molto affascinante. Accanto a Varga ci sono i due sgherri poco loquaci, Yuri Gurka (Goran Bogdan) e Meemo (Andy Yu).

Fargo 3 – Recensione

Fargo 3 è caratterizzata da una fotografia figlia del Minnesota. Quel Minnesota moderno e freddo che abbiamo conosciuto nel film originale dei Fratelli Coen (Recensione qui) e nella prima stagione. E non è un caso forse la vicinanza con la prima… considerando anche che nonostante sia una serie antologica, le stagioni sono tutte ambientate nello stesso mondo. Anche se si affronta lo stesso discorso in modalità diverse. E qui si parla sempre degli stessi temi, ma in chiave diversa. Lo straordinario subentra sempre nella quotidianità degli abitanti ordinari del Mid West. Ma in tutt’altra salsa…

Qui il caso domina le vite dei protagonisti, come si deduce dal meraviglioso e bizzarro incipit che apre la stagione. Come possono persone con lo stesso nome essere collegate? Un caso apparentemente irrisolvibile in una cittadina lontana come può collegarsi alle vicende dei due fratelli Stussy? Qui pare che il Divino stia sempre a guardare la vicenda con occhio imparziale. Un po’ come gli Osservatori, o l’Ufo, nella stagione passata. Il male è rappresentato da V.M. Varga che è davvero un personaggio da analizzare. Un soggetto che subentra nelle aziende degli altri, si infiltra, si ingozza di cibo fino a vomitare e decide di apparire volontariamente in maniera ordinaria. Un moderno parassita che spreme fino all’osso per poi passare alla prossima vittima succosa.

Siamo dominati dalla fortuna e dal caso, ci ricordano grandi autori come Woody Allen e i leggendari Fratelli Coen. Così ci ricorda anche Noah Hawley in ogni stagione che riesce a differenziare con un tocco diverso e peculiare. Questa è la stagione in cui riescono a emergere attori forse sottoutilizzati dall’industria… come la Winstead, McGregor e l’incredibile Thewlis. Per non parlare della bravissima Carrie Coon che finalmente, a quanto pare, si sta facendo sempre più strada fra le grandi produzioni televisive. Questa è la stagione che parla di “vera ricchezza”, come ci ricorda Varga in un fantastico e raggelante monologo. Ma forse i “veri ricchi” sono gli spettatori che possono bearsi di un racconto intrattenente e ben scritto.

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Conclusioni

Fargo 3 è diversa dalle passate stagioni, ed è meglio così. Ogni stagione ha il suo tocco, la sua fotografia e la sua musica. Nelle passate “avventure” non ci stava bene in una scena in slow motion Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano… eppure qui sì. Grandi interpretazioni e intrecci caratterizzano questo racconto stravagante e ben scritto. In cui le coincidenze e il caso dominano l’incedere delle vicende, e non è un tema facile da trattare… e basta un niente per confondere lo spettatore e commettere sciocchezze. Ma Hawley non ne commette (fin ora) quando torna nel suo magico Mid West.

L’incedere delle vicende forse ci mette di più a carburare, forse perché ci vuole più tempo per carpire il reale messaggio della stagione. Complice una terza enigmatica puntata, ma l’intreccio e soprattutto le interpretazioni catturano lo spettatore che vuole capire cosa sta accadendo… e vuole capire come finirà. La consueta lotta fra bene e male avrà come vincitore il bene? O forse qui la realtà è molto più complessa che in passato? Noah Hawley, con quel finale enigmatico e omaggio a un film con Nicholas Cage (che non citeremo per non fare spoiler), decide di lasciare lo spettatore con un tono agrodolce. Un po’ come le passate stagioni, ma forse qui il caso, o il destino, ha un senso dell’umorismo tutto suo. Un po’ come il cinema dei Coen e la produzione di Hawley.

La terza stagione è disponibile su Netflix.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Fargo 3 è la terza stravagante stagione della serie antologica che ha fatto innamorare pubblico e critica. Questa stagione vede protagonista la faida tra i fratelli Stussy che collimerà purtroppo in una catarsi di dramma e in un caso di omicidio dettato dalle coincidenze. Coincidenze che vedranno coinvolgere forze al di là dell'ordinario.

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