NewsDaniele Luchetti torna dietro la macchina da presa con Tecla Insolia

Daniele Luchetti torna dietro la macchina da presa con Tecla Insolia

Il regista italiano Daniele Luchetti torna dietro la macchina da presa con Dove non mi hai portata, nuovo progetto cinematografico che segna un altro importante capitolo della sua lunga carriera. Il film, le cui riprese sono iniziate questa settimana, nasce dalla collaborazione tra le società italiane Fandango e Vision Distribution, affiancate dalla spagnola BTeam Prods., che cureranno anche la distribuzione internazionale dell’opera.

Luchetti, considerato uno dei nomi più autorevoli del cinema italiano contemporaneo, torna così al grande schermo dopo il successo di lavori recenti come Confidenza e dopo aver firmato la regia della terza stagione della serie televisiva L’amica geniale, tratta dai romanzi di Elena Ferrante. Tra le sue opere più note figurano anche Mio fratello è figlio unico e Lacci, il film che ha inaugurato la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2020.

A guidare il cast del nuovo film sarà Tecla Insolia (Familia, Lalbero), tra i volti italiani emergenti più osservati degli ultimi anni. L’attrice è stata recentemente selezionata tra le European Shooting Stars presentate al Festival di Berlino e ha conquistato pubblico e critica grazie alla sua interpretazione nella miniserie Sky Original L’arte della gioia. Accanto a lei reciteranno anche Margherita Buy (Saturno contro, Habemus Papam, Due Partite), Alessandro Preziosi (Mine Vaganti, Noi), Marcello Fonte (Aspromonte, Dogman), e Nicola Rignanese (Grazie ragazzi).

Daniele Luchetti

Una storia vera tra identità, memoria e ricerca delle proprie origini

Dove non mi hai portata è tratto dal romanzo autobiografico di Maria Grazia Calandrone e porta sullo schermo una vicenda profondamente personale e reale. Al centro della storia c’è Maria Grazia, interpretata da Tecla Insolia, una giovane scrittrice che decide di ricostruire il proprio passato e comprendere le circostanze che hanno segnato l’inizio della sua vita.

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La ricerca prende avvio dalla scoperta della storia della madre biologica che, nel 1965, la abbandonò appena nata vicino a un cespuglio nel parco di Villa Borghese, a Roma, lasciandola avvolta in una coperta a quadri. Da questo evento nasce un percorso fatto di ricordi frammentati, silenzi e segreti familiari che porterà la protagonista a ricomporre il mosaico della propria identità.

Secondo la sinossi ufficiale, il film esplora il significato della maternità e affronta un tema universale: il bisogno umano di conoscere le proprie origini. Daniele Luchetti sceglie così di raccontare una storia intima e personale che, come spesso accade nel cinema, prova a trasformare un’esperienza individuale in qualcosa di condiviso.

Gabriele Stefani
Gabriele Stefani
Tutto è iniziato nel 2015 con il noir degli anni ’40. Poi è arrivata la Laurea in DAMS, il thriller e la consapevolezza che il cinema non fosse soltanto qualcosa da guardare, ma una parte di me. Credo che un film non finisca con i titoli di coda e che la scrittura sia il modo migliore per continuare il dialogo con ciò che si è visto, dare forma alle emozioni e scoprire significati che altrimenti rischierebbero di rimanere nascosti. Proprio per questo amo scriverne.

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