Corro da te, recensione della commedia di Riccardo Milani

Riccardo Milani, dopo il buon risultato del secondo capitolo di “Un gatto in tangenziale”, torna con un nuovo lavoro. Stavolta si tratta di un rifacimento, un remake del francese “Tutti in piedi” di Franck Dubosc, secondo un’usanza in voga a livello internazionale: riproporre pellicole francesi di successo (anche l’acclamato “I segni del cuore – Coda” è una rivisitazione americana del celebre “La famiglia Bélier”). 

Questa versione all’italiana firmata Milani vede come protagonisti Pierfrancesco Favino, in forma smagliante, e un’eterea Miriam Leone, dal candido sorriso luminoso. Nel cast figurano inoltre in micro ruoli: Piera Degli Esposti (1938 – 2021), nella sua ultima apparizione cinematografica, e Michele Placido, in una parte minuscola ma efficace.

Si fa notare per grinta e bravura Vanessa Scalera, nota al grande pubblico per la fiction RAI “Imma Tataranni – Sostituto procuratore”Scalera in “Corro da te” dà il volto a una simpatica segretaria, dai modi spicci, e in una scena memorabile si lancia in un karaoke con annesso (casto) spogliarello sulle note di “Like a Virgin” di Madonna. Uno dei momenti migliori del film. 

Corro da te
Corro da te, 2022

Corro da te, zucchero e miele

“Corro da te” è perfetto per chi cerca relax e non chiede niente di più. Si ride in più di un’occasione. È un film per chi vuole divertirsi due ore, abbandonare i problemi in un angolo. Allontanare il bigio quotidiano. Per chi ama credere che ogni storia possa avere un lieto fine, alla pari delle favole più belle. Per chi vorrebbe vivere in un mondo popolato di nuvole rosa.

Eppure “Corro da te” avrebbe tutte le carte in regola per mostrarsi spietato, corrosivo, sulla scia delle migliori pellicole italiane del passato: a muovere i fili della trama, infatti, è il classico “mostro” che fa rabbrividire: indifferente e insensibile.

È la maschera della commedia dei tempi d’oro, amara e crudele; quella dei racconti feroci che non lasciano scampo né speranza. Quella di Mario Monicelli, Antonio Pietrangeli, Dino Risi. Commedie affollate di furfanti e mascalzoni, pieni di vizi. Di casanova che sorseggiano ‘mandrillo drink’ in agosto nei luoghi di villeggiatura (“L’ombrellone” di Risi). Il personaggio interpretato da Pierfrancesco Favino è appunto un dongiovanni incallito, uno che corre dietro alle gonnelle. Non si lega. Un bugiardo che inventa panzane dalla mattina alla sera.

Si chiama Gianni. È un riccone, proprietario di un’importante azienda. Vive nel lusso sfrenato e se ne infischia del mondo attorno. Ha chiuso con i genitori. Non va d’accordo con il fratello gemello. Tratta male i dipendenti. Licenzia in tronco (in un battibaleno) tenere ragazzine zelanti e propositive. Perché a lui il cuore non interessa. Di ghiaccio. Per Gianni contano due cose: denaro e divertimento. E allora per vincere una scommessa con gli amici (o presunti tali) cerca di portarsi a letto una giovane disabile. Stratagemma usato: si finge costretto sulla sedia a rotelle.

Corro da te
Corro da te, 2022

Corro da te, lo sprezzante casanova è un Principe Azzurro

Gli stratagemmi inventati da Gianni per mascherare le sue fandonie producono effetti esilaranti. Grazie soprattutto ai tempi comici di Favino, attore intelligente e navigato, in grado di sollevare un film con la sola presenza.

Incendia lo schermo, Favino, ed è una gioia guardarlo nei panni di questo donnaiolo sciupafemmine, dall’occhio brillante; un uomo che ha il terrore d’invecchiare (ribadisce fiero di avere 49 anni e non 50), che pensa male di tutti, che non vuole tra i piedi persone fragili. Che, come i tipi interpretati da Alberto Sordi, è felice di starsene libero e senza grane.

Ma la commedia ruvida e impertinente scivola ben presto nella romcom cremosa. A un tratto, Gianni si converte, magicamente, quasi uscito da un bianco e nero di Frank Capra. Gianni sì, s’innamora follemente di Chiara, questa donna che, inizialmente, rappresentava poco meno di una scommessa. Difficile crederci.

Restano gli sguardi birichini di Favino/Gianni e i sorrisi angelici, perfetti, di Miriam Leone/Chiara, nei panni di una violinista delicata, ottocentesca, gentile e ottimista.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SOMMARIO

Gianni, ricco casanova, è sempre a caccia di avventure. Un giorno arriva a fingersi costretto su una sedia a rotelle per conquistare Chiara, una ragazza disabile. Ma, come nelle favole più belle, il cinico dongiovanni, finirà per innamorarsi davvero. "Corro da te" è il remake del francese "Tutti in piedi".
Micol Graziano
Micol Graziano
Amo il cinema e i pop-corn.

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