lunedì, 29 Novembre, 2021

Con tutto il cuore, la nuova commedia di Vincenzo Salemme

Il 7 Ottobre è uscito nelle sale italiane Con tutto il cuore, il nuovo film di Vincenzo Salemme. Il regista ha sempre sorpreso il pubblico con commedie divertenti, ma anche riflessive. Salemme proviene da un universo innanzitutto teatrale e lo ha mostrato più volte anche nel cinema. Ha incrociato teatro e televisione, con Salemme il bello… della diretta! Un programma televisivo andato in onda a Dicembre 2019. Durante questo programma Vincenzo Salemme ha portato in scena delle sue commedie, tuttavia in televisione, interagendo con il pubblico e costruendo un ibrido.

Con tutto il cuore è “solo” un film, non corrisponde a un’ambizione così grande, e del cinema mantiene tutte le caratteristiche. Del teatro, invece, mantiene la dicotomia tra riso e malinconia. Una dicotomia che è propria di tutti i lavori di Salemme. Ecco perché il film è in grado di indurci la risata, ma anche il pianto, e di tenere incollato lo spettatore anche fidelizzato.

Con tutto il cuore

Vincenzo Salemme istrione del teatro

Una costante nei lavori di Vincenzo Salemme è quella di basare i propri film su una pièce teatrale, ed è il caso anche di questa commedia. Non è tutto: in questo film sentiamo forte l’eco di tante sue commedie teatrali. Con tutto il cuore ricorda moltissimo Premiata pasticceria Bellavista, da cui a sua volta trae ispirazione per il suo film Amore a prima vista del 1999. Il principio del trapianto di un organo sta al centro di entrambe le vicende e anche dell’ultima pellicola di Salemme.

L’espediente è sempre lo stesso: a una persona viene trapiantato l’organo di un defunto, ovviamente. Nel caso di Premiata pasticceria Bellavista e di Amore a prima vista sono gli occhi, in Con tutto il cuore è, chiaramente, il cuore. Con un gioco di parole fin troppo telefonato, ma che funziona. Risponde ad una profondità autoriale che ha sempre caratterizzato Salemme, unita a un’interpretazione sempre intensa ma naturalissima. Salemme si è formato con Eduardo De Filippo, ha conosciuto la natura del teatro partenopeo e l’ha sempre approfondita. Come attore ha spesso offerto performances più “basse” in film più vicini al cinepanettone, ma non per questo i suoi lavori hanno perso verve.

Ciò in quanto nella commedia Salemme è capace di inserire il dramma con spontaneità e inventiva. I rapporti tra uomini e donne, l’amicizia, e la scelta stessa degli attori rispondono a un bisogno sempre vivo di analizzare gli esseri umani con le loro debolezze. Pur trattandosi di commedie, Salemme nel teatro ha sempre prediletto tematiche vicine alla morte e al post-mortem. Ritroviamo tutto questo nella commedia più famosa, E fuori nevica, la cui trasposizione cinematografica è forse la più deludente poiché il teatro è il vero luogo della vicenda, che ne può ricostruire la natura tragicomica. In embrione, adeguati al cinema, a un mezzo diverso, tuttavia si ritroviamo anche questi aspetti in Con tutto il cuore.

Con tutto il cuore

Trama e trailer di Con tutto il cuore

Il protagonista di Con tutto il cuore è un professore di greco e latino di nome Ottavio. Non è un caso né il nome né la professione. Un uomo vicino ai classici, che svolge un mestiere nobile – se svolto bene – e ha un nome che in origine è un cognomen romano come il latino che studia. Per un errore, gli viene trapiantato il cuore del boss del quartiere Antonio Carannante, un criminale. La madre del boss è convinta di aver fatto in modo che il cuore arrivasse a chi potesse vendicarlo, ma non è così.

Ottavio è un uomo perbene, corretto, che non farebbe male a una mosca. Invece l’uomo di cui possiede il cuore, suo malgrado, viene addirittura chiamato O’ Barbiere perché “prima ammazza, poi fa barba e capelli”. I familiari del defunto gli chiedono di vendicarlo, ma inutile dirlo, non vuole farlo. Da qui nascono chiaramente i soliti equivoci tipici della commedia e battute divertenti che però non scadono negli stereotipi. Sarebbe stato fin troppo facile per Vincenzo Salemme fare ridere operando una parodia della criminalità, cosa che effettivamente non avviene. La trama è semplice e non ha colpi di scena per uno spettatore che conosce bene Salemme, ma non per questo è malvagia.

Qualche ovvietà ma una vicenda godibile

Per questo motivo, Con tutto il cuore non rappresenta sicuramente una novità nella produzione di Salemme. Tuttavia, è una familiarità positiva, per certi aspetti, familiarità che lui stesso ha con il cast. Ad esempio Serena Autieri, che ultimamente avevamo visto in Se mi lasci non vale. In quel caso la commedia era forse più “asciutta”: scevra da retorica, senza troppe pretese, e questo era un pregio incredibile. Con tutto il cuore a volte si lascia andare a una disillusione incarnata magistralmente dalla performance di Salemme, ma che a volte stona.

La verità è che allo spettatore Salemme piace e Salemme lo sa, conosce il suo pubblico e capisce cosa si aspetta. Non è che non gli interessi fare di più o che non possa, ma che ormai la sua posa naturale consiste nel mostrare il suo uomo napoletano incredibilmente veritiero, e quindi anche qualche gag non proprio utilissima o punta di retorica gliela si perdona.

«Non è la prima volta che porto al cinema un mio lavoro teatrale» dice Salemme stando a quanto riporta Il Mattino «ma in questa occasione, complice la sosta forzata per il Covid e la collaborazione con gli altri autori, ho avuto il tempo di approfondire la scrittura e di ritoccarla, come faccio ogni sera in palcoscenico davanti al pubblico. E il tempo conta. Volevamo raccontare una storia un po’ estrema rendendola sempre credibile, godibile, divertente». La missione è stata portata a termine e soprattutto è interessante l’importanza che è data alla gente onesta e semplice. Il “fesso” che non vuole uccidere per vendicare un boss mafioso, ma sostiene la cultura e la rimpiange.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e copywriter, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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