NewsCent'anni di solitudine - Il piano shock di Netflix

Cent’anni di solitudine – Il piano shock di Netflix

La monumentale serie Netflix basata sul capolavoro di Gabriel García Márquez sta per giungere al termine. La seconda e ultima parte di Cent’anni di solitudine (Cien años de soledad), il progetto televisivo più ambizioso mai realizzato in America Latina, debutterà questo agosto con una strategia di rilascio decisamente insolita e cinematografica.

I nuovi episodi copriranno gli ultimi 50 anni della dinastia dei Buendía, raccontando l’inevitabile declino di Macondo travolta dal progresso, dalla modernità e dall’avverarsi della leggendaria maledizione familiare.

Cent’anni di solitudine – Il calendario delle uscite e il “gran finale” da due ore

Per dare il giusto peso alla conclusione della saga, Netflix ha deciso di spezzare il rilascio della seconda parte in due momenti distinti del mese.

Il 5 Agosto verranno pubblicati contemporaneamente i primi 7 episodi della stagione. Il 26 Agosto arriverà invece in esclusiva l’ottavo episodio, un vero e proprio film-evento della durata di quasi due ore che concluderà la saga.

- Pubblicità -

In concomitanza con l’uscita dell’ultimo capitolo, Netflix – in collaborazione con l’ente di promozione Proimágenes – organizzerà una serie di proiezioni speciali esclusive nei cinema di diverse città selezionate in Colombia. Non si tratterà di una distribuzione commerciale in sala, ma di anteprime evento dedicate ai fan per celebrare la fine di una produzione storica per il Paese.

Cent'anni di solitudine

La “resistenza analogica” sul set

Garantire un finale all’altezza del Premio Nobel ha richiesto sforzi produttivi enormi, tra cui la ricostruzione da zero dell’intera cittadina di Macondo. Una vera e propria prima assoluta per l’industria audiovisiva colombiana.

Il vicepresidente dei contenuti per l’America Latina di Netflix, Francisco Ramos, ha spiegato che l’obiettivo di questa stagione è stato quello di elevare l’estetica per renderla ancora più complessa e cinematografica.

“Abbiamo concepito la stagione in modo che ogni singolo episodio avesse la struttura e l’identità di un film a sé stante. Funzionano come narrazioni autosufficienti, pur contribuendo al disegno generale”.

Dietro la macchina da presa si sono alternati i registi Carlos Moreno e Laura Mora (regista dell’acclamato film I re del mondo, tratto dal romanzo omonimo), che ha firmato cinque episodi tra cui il gran finale da due ore. Mora ha condiviso un dettaglio molto intimo sulla lavorazione, rivelando la sua totale “resistenza” all’avanzata delle intelligenze artificiali attraverso il metodo di scrittura:

“Con tutto che si muove in modo così follemente veloce, la mia forma di resistenza è rimanere ancorata all’analogico. Scrivo tutto a mano, faccio schizzi cartacei. All’inizio di ogni ripresa dico sempre alla troupe: ‘Se perdiamo il mio taccuino degli appunti, è come volare con un pilota ubriaco’”.

Carlotta Pedercini
Carlotta Pedercini
Cresciuta tra film d'animazione, horror e drammi d'autore, per me una buona scrittura viene prima di tutto. Ho un debole per Jason Schwartzman e mi muovo tra Xavier Dolan, Alice Rohrwacher e Nanni Moretti: Megamind, però, rimane sempre la mia Bibbia.

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI