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Cannes, proiezione speciale di Lula, documentario di Oliver Stone

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Oliver Stone è a Cannes per una proiezione speciale di Lula, il documentario che ha co-diretto con Rob Wilson. Il tema del documentario è il leader brasiliano Luiz Inácio “Lula” da Silva. Il film racconta il suo straordinario viaggio nel 2022 per riconquistare la presidenza brasiliana dopo aver trascorso 19 mesi in prigione. Questo è avvenuto dopo che un hacker ha svelato una cospirazione volta a far cadere il leader laburista in uno scandalo di corruzione legato al presidente brasiliano Jair Bolsonaro e al giudice più potente del Paese.

Oliver Stone

Stone e l’impegno politico

Stone a Cannes ha parlato del suo film e del desiderio di realizzare un ultimo grande dramma dopo una carriera che comprende tra i tanti titoli Platoon, Nato il quattro luglio, Wall Street, JFK e Natural Born Killer. Rivede anche la sua posizione su Vladimir Putin. Infatti Stone lo aveva a lungo intervistato diversi anni fa, alla luce dei recenti eventi che hanno inasprito le tensioni globali.

Nei suoi film la visione politica si unisce anche a insegnamenti morali, il lungometraggio presentato a Cannes, ad esempio ci ricorda che possiamo eleggere persone della classe operaia alla presidenza di qualsiasi Paese. Non è necessario avere un miliardo di dollari, non è necessario essere un membro dell’élite. E naturalmente ciò su cui fa luce il documentario è la drammaticità della storia della sua vita . Lula infatti ha avuto due mandati molto positivi, riducendo enormemente la povertà in Brasile, dando direttamente i soldi ai poveri. Questa scelta ha davvero ispirato Stone. Infatti con questa scelta Lula ha dato soldi e incoraggiato, stimolare il suo elettorato a lavorare, a istruirsi, che è ciò in cui crede veramente. Istruzione e famiglia sono i cardini della sua politica. Si intuisce che è molto legato alla sua famiglia e al modo in cui è cresciuto senza un padre in una zona molto povera del Brasile.

Il regista pluripremiato ha rivelato anche il suoi interesse per i politici, infatti secondo Stone essi vengono sempre considerati come dei corrotti.

Alessia Morresi
Alessia Morresi
Amo l'arte in generale, ma il cinema è da sempre stato la mia più grande passione. I miei registi preferiti sono Wes Anderson e Quentin Tarantino, entrambi eclettici e in continua ricerca di una loro marca di artisticità. Non ho un genere preferito, ma sicuramente un buon thriller cattura immediatamente la mia attenzione.

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