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Il cacciatore: la nuova versione 4k nelle sale

E’ tornato dal 24 gennaio distribuito da Lucky Red nelle sale italiane, Il Cacciatore, l’indimenticabile capolavoro sulla guerra del Vietnam. Diretto da Michael Cimino, Il Cacciatore nell’edizione 1979 degli Academy Awards ha vinto ben 5 premi, tra cui quello per il miglior film.

Gli altri riconoscimenti sono andati rispettivamente alla miglior regia, attore non protagonista, montaggio e sonoro. Inoltre c’erano state candidature agli Academy Awards anche per il migliore attore protagonista, migliore attrice non protagonista e migliore sceneggiatura originale.

Ai Golden Globe, Michael Cimino ha portato a casa il premio solo per la migliore regia. Mentre ai Bafta, su nove candidature, sono stati premiati migliore fotografia e miglior montaggio.

Il cacciatore bar

Il cacciatore: cast

Il cacciatore, è interpretato da un cast stupefacente nell’epoca della Nuova Hollywood degli anni 70′. A partire da Robert De Niro (Michael “Mike” Vronsky) che già aveva vinto un oscar per l’interpretazione del giovane Don Vito Corleone in Il padrino parte II. Christopher Walken è Nikanor “Nick” Chevatorevich, e per questo ruolo ha vinto l’oscar come miglior attore non protagonista. John Savage è Steven Puskov, mentre Meryl Streep interpreta Linda. Il resto del cast è composto da John Cazale (Stanley “Stosh”), George Dzunza (John Welsh), Chuck Aspegren (Axel), Shirley Stoler (Madre di Steven), Rutanya Alda ( Angela Ludhjduravic-Pushkov), Pierre Segui (Julien), Richard Kuss (Padre di Linda), Joe Grifasi (Leader del complesso musicale), Dennis Watlington (Tassista).

Il cacciatore biliardo

Il cacciatore: trama e recensione

Michael, Nick e Steven sono tre amici della Pennsylvania, che appartengono alla comunità russo-americana. Lavorano in un’acciaieria, e amano andare a caccia insieme nei fine settimana. Tutti e tre sono chiamati a prestare servizio nella guerra del Vietnam. Ma prima di questo, organizzano insieme una festa per celebrare il matrimonio di Steven e Angela, e al tempo stesso il loro addio. L’ esperienza che vivranno nel paese asiatico sarà talmente traumatica da cambiarli per sempre, sia nel corpo che nell’anima.

Il cacciatore rappresenta uno dei film più crudi e realistici nella rappresentazione della guerra del Vietnam, ma anche del trauma sul reinserimento nella cosiddetta vita civile. L’ orrore esperienziale che i tre amici andranno a vivere, sarà talmente indicibile da segnare la loro anima nell’intimo.

L’analogia con gli alberi delle montagne diventa una metafora sulla caccia e sull’idealismo, che fa rima con la compagnia. Un assolo silenzioso al pianoforte, funge da contrasto preparatorio al terribile inferno che questo gruppo di amici dovrà affrontare in Vietnam. Uno scenario cupo, violento e spaventoso che sembra direttamente l’anticamera dell’inferno.

Il cacciatore matrimonio

Un conflitto che mina lo spirito dei suoi protagonisti

Ma più che un conflitto incentrato sulla brutalità della guerra in sè, è incentrato su quello che ne deriva per lo spirito dei suoi protagonisti. Da spensierati amici, compagni di allegre bevute e battute di caccia, diventeranno così irriconoscibili non solo per chi hanno intorno, ma anche per sè stessi.

Gli impatti fisici e psicologici della guerra sui soldati e sulla loro comunità, sono ben delineati dalla regia di Cimino. La forte connessione tra i protagonisti è simboleggiata dalla caccia al cervo all’inizio del film, sottolineando la forza del film anche in situazioni estreme. Il regista si concentra sulla brutalità della guerra, e la disumanizzazione che ne deriva.

Parallelamente, evita di idealizzare il conflitto o di glorificare eroi. Non a caso, la sequenza della roulette russa, durante e dopo il Vietnam, è intensamente drammatica e simbolica. Ed è quella che contraddistingue questo capolavoro rimasto negli annali della storia del cinema.

La casualità e l’assurdità della guerra sono rappresentate in tutta la loro ferocia attraverso scene di battaglia disturbanti. Ma anche dall’effetto destabilizzante che la prigionia ha sui personaggi principali. La prima parte della pellicola dipinge un quadro nostalgico ma duro della vita in una piccola città.

Il cacciatore Vietnam

Dalla vita di provincia all’orrore della guerra

Questo è determinato dal contesto di povertà e alienazione, che però muove il contrasto tra la tranquilla vita di provincia e l’orrore della guerra. Questo è un elemento centrale nella critica sociale del film. Robert De Niro, Christopher Walken e Meryl Streep offrono interpretazioni straordinarie, che trasmettono la profondità delle emozioni e delle sfide affrontate dai loro personaggi.

Essi risultano complessi e ben sviluppati, e la loro evoluzione nel corso del film è toccante e lucida. Tra queste, spicca in particolare quella del deterioramento mentale di Nick. La regia maestosa di Cimino unita ad un montaggio elaborato, riesce a trasmettere l’intensità emotiva del film.

La lunghezza delle scene, in particolare quelle della caccia al cervo e della roulette russa, aggiungono un senso di tensione e drammaticità. E’ divenuta celebre la battuta che i personaggi si scambiano a più riprese, ovvero “Un colpo solo“, durante il barbaro rituale di questo crudele rullo di tamburo.

La fotografia di Vilmos Zsigmond contribuisce a creare un’atmosfera cupa, enfatizzando la gravità degli eventi. Mentre il ritmo lento della pellicola, rappresenta il progressivo cambiamento nelle vite dei protagonisti. Questo anche nella lunga ed enfatica rappresentazione del matrimonio, prima delle altrettante prolisse e agghiaccianti scene di tortura in Vietnam.

Robert De Niro

Il cacciatore e gli altri importanti film sul Vietnam

Mentre Il Cacciatore si concentra sulla vita dei soldati durante e dopo la guerra, Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, esplora i temi della follia e della disumanizzazione durante il conflitto. Inoltre è noto per la sua narrazione surreale e psichedelica, in contrasto con lo stile più realista de Il Cacciatore.

Platoon invece è noto per essere stato scritto e diretto da Oliver Stone, che ha servito come soldato in Vietnam. La sua prospettiva personale arricchisce la trama e i personaggi. Esso è più oscuro, e sottolinea il conflitto tra il bene e il male tra i soldati americani stessi. Mentre Il Cacciatore si concentra sulle relazioni e sul trauma post-bellico.

Full Metal Jacket di Stanley Kubrick è diviso in due parti, con la prima che si concentra sulla formazione dei marines e la seconda sulla loro esperienza in Vietnam. Il film di Cimino ha una struttura più lineare da questo punto di vista. Entrambi i film presentano scene intense, ma Full Metal Jacket è noto per il suo tono più freddo e cinico.

A differenza de Il Cacciatore, Nato il 4 luglio segue la storia vera di Ron Kovic, un veterano paraplegico. Entrambi i film affrontano le difficoltà affrontate dai veterani, ma il film con Tom Cruise mette in luce la lotta contro la disabilità e le proteste anti-guerra post-belliche.

Christopher Walken

Curiosità

Il copione de Il Cacciatore è stato scritto da Deric Washburn. La sceneggiatura originale era più breve, ma Cimino ha incoraggiato gli attori a improvvisare e ad aggiungere dialoghi per rendere le scene più realistiche. Gli attori principali, Robert De Niro e Christopher Walken, sono stati sottoposti a un addestramento intensivo per rendere le loro interpretazioni di cacciatori della Pennsylvania più autentiche.

La produzione del film è stata caratterizzata da numerosi ritardi e costi elevati. Il budget iniziale è aumentato notevolmente durante la produzione, portando a tensioni con lo studio. Il film è stato girato principalmente in location reali, tra cui la città di Clairton, in Pennsylvania. Le riprese nei luoghi reali hanno contribuito a conferire autenticità alle scene del film.

La scena del matrimonio russo nel film è stata resa particolarmente autentica grazie al fatto che Michael Cimino ha incorporato un vero rito di matrimonio russo ortodosso. Gli attori sono stati invitati a partecipare completamente alla cerimonia. Per quanto riguarda le scene ambientate in Vietnam sono state girate in Thailandia.

Cimino ha lavorato duramente per rendere il paesaggio asiatico simile a quello del Vietnam, anche se la storia si svolgeva principalmente negli Stati Uniti. La scena del rituale di caccia nel film è stata accuratamente coreografata. I personaggi interpretati da De Niro, Walken e John Savage hanno seguito un percorso specifico nella caccia, che ha contribuito a cementare la profondità dei loro legami.

Meryl Streep

Conclusioni

L’esperienza cinematografica di Il cacciatore rappresenta una poderosa illustrazione che affronta temi universali come l’amicizia, la guerra e la condizione umana. Il suo impatto emotivo e la sua analisi profonda lo rendono un autentico classico del cinema mondiale, malgrado alcune controversie e critiche.

Il Cacciatore ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, sia per la sua rappresentazione della guerra del Vietnam che per le sfide durante la sua produzione. Il film è rimasto un punto di riferimento per coloro che cercano di affrontare temi complessi come la guerra, le relazioni umane e il trauma a livello cinematografico.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

"Il cacciatore" diretto da Michael Cimino e vincitore di 5 premi Oscar, è uno di quei film che ha rappresentato pienamente gli effetti brutali della guerra del Vietnam durante e dopo il conflitto.
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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