Animali fantastici – I segreti di Silente: la recensione

È uscito da qualche giorno Animali fantastici – I segreti di Silente di David Yates, terzo capitolo della saga prequel di Harry Potter iniziata nel 2016 con Animali fantastici e dove trovarli. Dopo quattro anni di attesa dal secondo film, la saga con protagonista Newt Scamander (Eddie Redmayne) ci riporta nel mondo magico creato da J. K. Rowling.

Animali fantastici – I segreti di silente: trama e recensione

Era difficile capire cosa aspettarsi da questo terzo capitolo della saga. Animali fantastici – I crimini di Grindelwald aveva deluso gran parte del pubblico, oltre ad essere stato uno dei film ad aver incassato meno dell’intera saga del Wizarding World. I segreti di Silente, che sarebbe dovuto uscire nel 2020, ha vissuto una produzione travagliata, dovuta da un lato alla riscrittura del copione di J. K. Rowling, a cui si è affiancato Steve Kloves, dall’altra al licenziamento di Johnny Depp dal ruolo di Gellert Grindelwald.

Animali fantastici - I segreti di Silente

Ora che il film è uscito nelle sale, quello che possiamo vedere è un film che cerca di rimediare agli errori del precedente capitolo, riuscendoci solo in parte. È senz’altro un passo in avanti rispetto a I crimini di Grindelwald, che soffriva di una scrittura confusa e di un montaggio del tutto discutibile. I segreti di Silente, pur mostrando un miglioramento, dovuto forse all’intervento di Steve Kloves, storico sceneggiatore dei film di Harry Potter, non riesce ad essere fino in fondo un buon film. Così come nel precedente capitolo, la trama è ridotta al minimo essenziale, la maggior parte dei personaggi è del tutto inutile ai fini della narrazione e alla fine, così come il precedente, rimane la sensazione che i momenti più interessanti siano quelli strettamente legati alla saga di Harry Potter.

I personaggi agiscono senza che se ne comprendano le reali motivazioni, le situazioni che vengono a crearsi non sono costruite ma accadono solo per far procedere il film. Soprattutto, manca la sensazione di una reale minaccia, cosa che era invece presente nei film di Harry Potter, ed è un peccato, perché sulla carta un villain come Grindelwald sarebbe molto più interessante dello stesso Voldemort.

Animali fantastici - I segreti di Silente

Il primo film di Animali fantastici si allontanava molto dal look e dalle atmosfere dei film di Harry Potter, introducendo una storia che sembrava avere dell’ottimo potenziale. E anche I segreti di Silente dimostra che questa saga avrebbe tutte le carte in regola per diventare di gran lunga più interessante della stessa saga di Harry Potter. L’espansione di un mondo magico nel passato, nell’epoca in cui in Europa cominciavano ad emergere i totalitarismi che avrebbero portato poi alla Seconda Guerra Mondiale poteva essere l’occasione per raccontare qualcosa di accattivante e che potesse parlare anche della nostra contemporaneità.

Invece Animali fantastici – I segreti di Silente si limita a raccontare una storia che non regge due ore e venti come dovrebbe, che cerca di risolvere i problemi narrativi emersi nel secondo film (e bisogna ammettere che un po’ ci riesce), ma che non ha dalla sua parte l’effetto novità che invece avevano i due precedenti film. Prende forma la sensazione che questa saga, pensata per essere composta di cinque capitoli, avrebbe dovuto ridurre le proprie ambizioni.

Anche sul piano tecnico le cose non vanno meglio: per quanto il film sia visivamente accattivante, la regia di David Yates è quasi sempre blanda, priva di alcuna idea originale, limitata da un montaggio che anche stavolta in molte occasioni sembra aver dimenticato le regole base della narrazione filmica. È interessante poi notare che, nonostante manchino altri due film per concludere la storia, questo terzo film chiude la maggior parte delle trame lasciate aperte dal primo capitolo; questo probabilmente perché, se questo film non dovesse avere il successo sperato, si potrà interrompere qui la saga senza problemi.

Animali fantastici - I segreti di Silente

Al netto di tutti questi difetti, bisogna però tenere conto di alcuni pregi. Innanzitutto la colonna sonora di James Newton Howard, che alternando musiche originali a richiami ai brani di Harry Potter, accompagna bene la maggior parte delle sequenze.

L’aspetto migliore di questo film, però, è il vero cuore della pellicola, ovvero il rapporto tra Albus Silente e Gellert Grindelwald. Nonostante l’ottima prova di Johnny Depp nel secondo film, Mads Mikkelsen è forse un Grindelwald più adatto alla saga, ha quella cupezza e quella maturità che lo rendono un perfetto contraltare per il Silente di Jude Law. Quest’ultimo dimostra ancora una volta di essere l’interprete più in parte della saga. Albus Silente di Jude Law è la trasposizione perfetta del personaggio dipinto da J. K. Rowling nei suoi romanzi, la sua interpretazione regala le varie sfumature del suo carattere complesso, le sue ombre, la sua ambiguità e la sua malinconia. E non si capisce perché gli stessi autori che scrivono con tale cura un personaggio come Silente, non riescano a scrivere con la stessa cura anche gli altri personaggi e le altre situazioni.

Inoltre, finalmente l’omosessualità dei due personaggi, appena accennata nel secondo film, viene qui esplicitata, così come la loro passata storia d’amore, e i momenti di confronto tra i due, in cui convivono sentimenti diversi e opposti, sono senz’altro i frammenti migliori della pellicola.

Se ci si fosse concentrati maggiormente su alcuni aspetti, spingendo sui lati più maturi e potenzialmente interessanti della pellicola, rinunciando a dilatare eccessivamente la trama, sarebbe potuta venire fuori una pellicola assai valida. Così rimane solo l’idea di un’occasione sprecata.

Animali fantastici e la “scrittura collettiva”

Al di là dei difetti, Animali fantastici – I segreti di Silente rappresenta un caso interessante per quella che è una tendenza sempre più diffusa nei blockbuster di oggi, che vede i fan avere un ruolo determinante nelle decisioni narrative prese da uno studio. Le reazioni del pubblico hanno un’importanza tale, acuita anche dai social media, da spingere le major a rivedere i piani per gli sviluppi dei propri franchise.

Lo abbiamo già visto accadere con gli ultimi Star Wars ed è in parte accaduto anche con Sonic – Il film. Con I segreti di Silente è avvenuto qualcosa di simile: in seguito alle polemiche esplose tra i fan in seguito al colpo di scena che chiudeva il secondo film, è evidente che si sia deciso di aggiustare il tiro in questo terzo film. Non sappiamo quali fossero gli iniziali piani di J. K. Rowling, ma è verosimile che la soluzione che viene presentata in I segreti di Silente non fosse decisa sin dall’inizio, ma sia sorta in seguito alle polemiche sopraccitate.

È forse sintomo di un’industria che sempre di più cerca di accontentare il pubblico, anziché andare avanti per la propria strada e dare forma ad una narrazione pensata e valutata a priori. È anche indice dell’epoca cinematografia che viviamo, in cui i fandom non rappresentano più una nicchia di pubblico, ma sono a tutti gli effetti soggetti fondamentali nello sviluppo di un franchise. Non più solo fruitori, ma anche autori.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Il terzo capitolo di Animali fantastici dimostra ancora come una saga pensata in cinque parti non abbia abbastanza materiale narrativo per coprire cinque film. Un'occasione sprecata, un film che nonostante corregga alcuni problemi narrativi del precedente capitolo, soffre di una scrittura debole e di una regia anonima, ma che soprattutto non riesce mai a sfruttare il proprio potenziale.
Lorenzo Sascor
Lorenzo Sascor
Laureato in DAMS, amante del cinema in ogni sua forma, dai classici hollywoodiani al neorealismo, dalla Nouvelle vague ai blockbuster contemporanei. In particolare, amo studiare i rapporti tra il cinema e i cambiamenti sociali e tra il cinema e i nuovi media.

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