Andrew Garfield ammette di essere rimasto inizialmente affascinato da Sam Altman, prima di interpretare il controverso amministratore delegato di OpenAI in Artificial, il nuovo film diretto da Luca Guadagnino (Chiamami col Tuo Nome, After the Hunt)
Durante la première mondiale del film al New York Film Festival, Garfield ha raccontato di aver seguito Altman già dai suoi primi interventi pubblici. «Ricordo di averlo visto testimoniare davanti al Congresso per la prima volta», ha spiegato l’attore. «Pensavo: questo tizio sembra davvero fantastico. È onesto, trasparente, parla di regolamentazione e sembra non avere interessi personali in OpenAI. Abbiamo bisogno di più persone così al comando. È incredibilmente affascinante e carismatico». Poi, ha aggiunto, «impari a conoscere meglio una persona».
Per prepararsi al ruolo, Garfield ha trascorso due o tre mesi ad ascoltare e guardare materiale video su Altman. L’attore ha spiegato di aver sentito una precisa responsabilità morale nel partecipare a un film come Artificial, soprattutto considerando il dibattito sempre più acceso sui rischi dell’intelligenza artificiale. Durante la lavorazione, ha ricordato, «uscivano notizie ogni giorno» sui possibili pericoli legati all’AI. Secondo Garfield, il cinema dovrebbe contribuire a esaminare con la massima attenzione le persone alle quali la società sta affidando una quantità crescente di autonomia e potere.
Il film racconta l’ascesa di OpenAI e ricostruisce soprattutto il periodo turbolento in cui Altman venne licenziato dalla società e successivamente reintegrato. Per Garfield, interpretare una persona reale comporta sempre una particolare responsabilità. L’attore ha detto di provare «una grande compassione» per ciò che Altman potrebbe aver vissuto durante quella vicenda.
Il vero Altman, che non ha ancora visto il film, sembra tuttavia poco preoccupato. In un’intervista a Vanity Fair ha dichiarato che i realizzatori stanno cercando di fare un buon film, ma ha dubitato che possa rappresentare accuratamente la sua storia.

La produzione del film e le controversie
Nel cast figurano anche Yura Borisov, nei panni del cofondatore di OpenAI Ilya Sutskever, Ike Barinholtz come Elon Musk e Cooper Hoffman nel ruolo del presidente di OpenAI Greg Brockman.
La sceneggiatura nasce anche dalle esperienze dello scrittore Simon Rich, che sostiene di essere stato messo in guardia sui pericoli dell’intelligenza artificiale dal suo amico d’infanzia Danny Selsam già nel 2008. All’epoca Rich e gli altri amici consideravano le sue previsioni talmente assurde da pensare persino che avesse bisogno di aiuto medico. La situazione cambiò quando Selsam entrò in OpenAI e iniziò a mostrare loro alcune delle tecnologie sulle quali stava lavorando.
Rich ha quindi trasformato quelle preoccupazioni in una sceneggiatura, definendo Artificial una sorta di ultimo tentativo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sui rischi dell’AI.
Il film è diventato inoltre uno dei titoli più discussi dell’anno per le circostanze che hanno accompagnato la sua distribuzione. Amazon MGM, che aveva quasi completato il progetto, ha deciso di rinunciare al film sostenendo che sarebbe stato meglio affidarlo a un altro studio. La decisione è arrivata dopo la firma di una partnership da 50 miliardi di dollari tra Amazon e OpenAI, mentre Altman intrattiene rapporti personali con il proprietario di Amazon, Jeff Bezos. Neon ha poi acquistato il film, che arriverà nelle sale statunitensi dal 25 dicembre. Non si sa ancora nulla dell’uscita italiana.
Il film, presentato in anteprima mondiale al New York Film Festival, è stato accolto dal direttore artistico Dennis Lim come un’opera particolarmente attuale: un racconto sulla traiettoria dell’intelligenza artificiale che, attraverso un umorismo molto oscuro, prova a confrontarsi con quello che Lim definisce il nostro presente distopico.
