Disney PlusAlien: Pianeta Terra - una nuova frontiera o passo falso?

Alien: Pianeta Terra – una nuova frontiera o passo falso?

Il brand Alien è uno dei più complicati da analizzare nel panorama cinematografico. Non si parla di certo di una normale saga con un chiaro ordine e una facile accessibilità. Si parla sempre di intrattenimento, ma è una saga con tanti capitoli che sono lo specchio dell’epoca in cui sono usciti. Incredibile a dirsi ma è così. Dopo aver cambiato il cinema per sempre ora la saga è approdata in tv con Alien: Pianeta Terra, e non vuole sicuramente farlo in maniera banale o insignificante. E come il resto del brand (per la maggior parte) è stata divisiva per il pubblico.

Ma facciamo un passo indietro, al 1979 quando Alien (Recensione qui) di Ridley Scott cambiò l’horror e la fantascienza per sempre. Un film semplice, horror e tensivo contraddistinto da una solidità spaventosa. Poi nel 1986 Cameron tirò fuori uno dei migliori sequel della storia con Aliens, molto più action… figlio degli anni ’80 appunto. Dagli anni 90′ in poi, il brand ha cominciato a dividere e non ha più smesso. Il terzo film, Alien 3, dalle vicissitudini produttive devastanti, è stato affidato a un giovanissimo David Fincher. E si nota l’aspetto più thriller essendo ambientato anche in una prigione.

A fine anni 90′ incombe la tamarraggine con Alien La Clonazione… e diversi anni dopo tornò il creatore originale della saga con due film divisivi a dir poco. Prometheus e Covenant. Due anni fa arrivò Alien: Romulus, un vero e proprio rilancio della saga. Ecco Alien: Pianeta Terra arriva dopo tutto questo, e lo fa a cura dello showrunner di rilievo Noah Hawley. Che ha curato già brand non suoi e lo ha sempre fatto con tanto cuore. Che sia stata la Marvel con Legion o il cinema dei Coen con Fargo La serie. Sarà riuscito a metterci la stessa passione anche nel brand più divisivo di sempre?

Alien: Pianeta Terra – Trama

La Terra è dominata dalle corporazioni che si fanno una guerra silenziosa ormai da anni. Tra queste spiccano la Weyland Yutani e la Prodigy. Quest’ultima è comandata da un giovanissimo genio, Kavalier (Samuel Blenkin) che ha portato avanti un progetto top secret destinato a cambiare il mondo per sempre. Decide di creare il primo passo per l’immortalità, salvando dei bambini terminali. La prima bambina salvata, Marcy, diventa l’androide Wendy (Sydney Chandler). Poi viene seguita da altri che diventeranno anche loro ibridi super potenziati, ma con sempre la mente di un bambino.

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Una nave contenente ben cinque diversi tipi di razze aliene si schianta sulla terra su una delle proprietà di Prodigy. L’equipaggio della nave è stato completamente decimato, a parte per l’unico sopravvissuto… l’umano con modifiche cybernetiche Kumi Morrow (Babou Ceesay). Kavalier ha la palese intenzione d’impadronirsi delle creature aliene sconosciute e decide di mandare il suo sgherro, l’androide Kirsh (Timothy Olyphant). Ma Wendy non riesce a staccarsi dalla sua vita precedente e prende una decisione che cambierà tutto.

Dopo aver hackerato tutti i computer dell’isola di Prodigy, rintraccia il fratello che la crede ovviamente morta, Joe (Alex Lawther). Essendo uno dei soldati incaricati di controllare la situazione dello schianto, Wendy si preoccupa. Kavalier viene fermato da Wendy e dopo sua notevole insistenza decide di mandarla assieme a Kirsh. Lei e tutti gli altri ibridi potenziati verranno mandati sul sito dello schianto, anche per monitorare le loro azioni durante uno scontro. Gli ibridi ex bambini avranno a che fare con diverse problematiche non indifferenti e ne usciranno da quella astronave completamente diversi.

Alien: Pianeta Terra – Cast

Protagonista della serie è Sydney Chandler che interpreta Wendy, la prima ibrida e leader del gruppo denominato “bimbi sperduti”, data l’ossessione di Kavalier per la storia Peter Pan. Gli attori scelti hanno un compito arduo: interpretare non solo androidi, ma anche dei bambini in corpi da adulti. E la Chandler fa un ottimo lavoro in tal senso. Accanto a lei ci sono nel gruppo di bimbi sperduti: Adarsh Gourav, Kit Young, Erana James, Lily Newmark e Jonathan Ayayi.

Il giovane prodigio miliardario è Kavalier interpretato da Samuel Blenkin che è chiamato a fare il giovane sbruffone geniale eccentrico. I bambini sono seguiti dal loro supervisore, Kirsh (Timothy Olyphant) che è un sintentico “puro”. Molto meno umano sia nelle movenze che nelle interazioni. Poi ci sono i medici che monitorano il gruppo, ovvero Dame e Arthur Sylvia. Marito e moglie scienziati rispettivamente interpretati da Essie Davis e David Rysdahl.

Il fratello di Wendy, una volta Marcy, è Joe. Interpretato da Alex Lawther che ormai è un volto riconoscibile avendo partecipato a Black Mirror, Andor, The End of the F** World e The Last Duel. Lui è uno dei pochi umani che davvero ha reazioni emotive simili a quelle che prova il pubblico, dato che il resto del cast interpreta androidi o persone con interessi egoistici. L’antagonista, diciamo così, è il cyborg Morrow. Un personaggio che sarà un forte ostacolo per i protagonisti e davvero pericoloso.

Alien: Pianeta Terra – Recensione

Non solo dobbiamo considerare Alien come uno dei brand più divisivi di tutti i tempi, ma anche uno dei più personali e soggettivi. Paragonabile a Star Wars per certi versi. Che vuol dire questo? Che per ognuno Alien vuol dire qualcosa di diverso. C’è chi ama più il lato slasher, chi il lato action, chi il lato horror e chi il lato fantascientifico. Il bello è che la saga ha tutti questi elementi e ormai ogni prodotto deve avere un po’ tutte queste particolarità per non scontentare nessuno.

Ma Alien: Pianeta Terra prende una decisione drastica che può far discutere. Decide di espandere la mitologia e mettere come protagonisti non umani in pericolo su un astronave, ovvero la solita carne da macello. Ma androidi. E non androidi comuni, ma ibridi, estremizzando ancora di più le critiche alle corporazioni capitalistiche già ben presenti in ogni capitolo della saga. Hawley decide di incentrare tutto sulla terra e di mettere dei “bambini” come protagonisti. Si affronta il tema dello sguardo del fanciullo, tema fondamentale nell’arte e aggiungiamo anche nella fruizione di opere.

Questa serie affronta diversi temi tanto cari alla saga e ne affronterà altri nella seconda stagione, ma il discorso è semplice. La saga deve evolvere per sopravvivere. Non si poteva certo creare una serie tutta incentrata sul personale di una nave cargo che deve sopravvivere. Come Alien: Romulus era un mischione di tutte le influenze della saga, questa serie decide di far evolvere il discorso restando fedele ai temi e espandendo il più possibile. Ovviamente potrebbe deludere chi dalla saga non ama determinati discorsi e voleva solo il tema “slasher”. Legittimo, ma ciò non fa della serie un pessimo prodotto.

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Conclusioni

Alien: Pianeta Terra è una serie dal livello tecnico notevole e dalla regia creativa considerando il modello televisivo. FX tira fuori i muscoli e la terra futuristica è molto credibile e le ambientazioni fantascientifiche reggono eccome. Noah Hawley ha ormai un’esperienza consolidata come showrunner e ormai si è fatto un nome. I suoi prodotti sono sempre caratterizzati da un elemento grottesco e da una comicità tutta sua. Fargo e Legion sono due serie che hanno fatto scuola in tal senso.

Alien è il prodotto perfetto per metterci l’elemento grottesco e qui Hawley punta in alto (forse troppo?) con la scelta dei protagonisti. Androidi con la mente dei bambini, che impone agli attori un lavoro notevole da dover fare. La serie è prodotta da Scott e sappiamo quanto è legato al tema degli androidi. Considerando Blade Runner, il primo capitolo di Alien… persino in una serie Raised By Wolves. Serie che era a tema androidi e improvvisamente pare diventare un qualcosa legato a Alien.

Alien: Pianeta Terra decide di correre rischi e di trattare anche altre razze aliene oltre al solito xenomorfo. E ci sono molti semi interessanti da sviluppare nel futuro, perché tutte le altre razze proposte hanno caratteristiche proprie anche se invasive tanto quanto i già citati xenomorfi. Anche in Romulus dove gli antagonisti parevano essere i facehugger, poi arrivavano gli xenomorfi e infine un ibrido mezzo umano mezzo alieno sul finale. E il film era stato accolto positivamente a differenza che in passato. Vuol dire che forse il futuro della saga è nell’evoluzione del discorso e non nel “tornare indietro”. E dati i numeri e l’apprezzamento della serie negli Stati Uniti… forse è la strada giusta anche se azzardata.

La prima stagione è disponibile su Disney Plus.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Alien: Pianeta Terra è la prima serie tv legata al famoso brand ed è curata dallo showrunner Noah Hawley. La serie è inquietante, grottesca e dal livello tecnico notevole. Si richiede lo sforzo allo spettatore di accettare l'evoluzione della saga, ormai presente da tempo, ma forse qui si è trovata la chiave giusta.

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