Adrien Brody dopo aver conquistato a marzo il suo secondo Oscar, questa volta con The Brutalist. L’attore ha rivelato di non aver accettato nessun nuovo ruolo. Una decisione che ha sorpreso molti, visto che Brody è sempre stato un interpretato prolifico e curioso, capace di muoversi tra cinema indipendente e blockbuster senza esitazioni.
Nel corso di un incontro pubblico al Red Sea International Film Festival, l’attore ha spiegato che la sua pausa post-Oscar non è dettata dalla mancanza di opportunità, ma da una nuova esigenza di selezione artistica. “Non ho preso parte a nessun film dopo The Brutalist. Non perché mancassero progetti validi, ma perché nessuno mi è sembrato davvero giusto”, ha rivelato. Brody ha raccontato come la vittoria abbia ampliato il senso di responsabilità che sente nei confronti della propria carriera: “Dopo Il pianista pensavo di avere meno da dimostrare, ma capisci presto che ogni scelta definisce il tuo percorso.”

Adrien Brody: ” Ogni errore è un’esperienza, ai giovani dico di rischiare”
Nel dialogo con il pubblico, Brody ha dedicato molto spazio alla sua relazione con il lavoro sul set. Si è definito un performer estremamente concentrato, quasi monastico. Niente vita sociale durante le riprese, pochissimo riposo, a volte neanche la pausa pranzo per non perdere intensità. “Non sono una macchina, ma devo trovare il modo di superare ciò che mi distrae, ogni singolo giorno”, ha detto.
Ripensando a The Brutalist, ha sottolineato la durezza della produzione: un film di tre ore e mezza girato in soli 23 giorni con il sistema VistaVision, raro e complesso. “È stato magnifico e devastante allo stesso tempo. Nessun riposo, ritmo asfissiante.”
Poi il messaggio ai giovani attori: rischiare, sperimentare, buttarsi. “Ogni fallimento è una lezione professionale. È ciò che ti prepara ai veri ostacoli.” Per ora Brody rimane fermo. Non in attesa di qualunque ruolo, ma dell’unico in grado di rimetterlo in moto con l’intensità che lo ha consacrato.
