Recensioni FilmLotte That Silhouette Girl: Il Genio dell’Animazione prima di Disney

Lotte That Silhouette Girl: Il Genio dell’Animazione prima di Disney

Lotte That Silhouette Girl è un corto di genere documentario e d’animazione, scritto e diretto da Carla Patullo, Elisabeth Beecherl e Jennifer Maisel. La Patullo, cantante, cantautrice e compositrice, si è occupata anche delle musiche (non solo della regia e sceneggiatura).

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Il corto è stato presente nella selezione ufficiale agli Ann Arbor Film Festival e agli Hot Docs Canadian International Documentary Festival. In meno di dieci minuti, viene mostrata la vita di Lotte Reiniger dagli albori fino al successo, riconoscendo il genio della donna che ha influenzato gli altri “grandi” del mondo dell’animazione.

I protagonisti sono i pupazzi delle fiabe di Lotte. Il cortometraggio viene raccontato come una favola dalla voce della stessa Reiniger, come se fosse un’intervista senza domande in cui narra intimamente di sé stessa, senza filtri.

Lotte – Trama

Berlino 1907. Le parole narranti di Lotte Reiniger ricordano un’infanzia vissuta al cinema insieme alla nonna, fino all’incontro che le avrebbe stravolto la vita. Paul Wegener notò il suo talento e Lotte realizzò il primo film d’animazione nel 1919, insieme alla collaborazione tecnica del futuro marito Carl Koch.

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Lotte

Un noto banchiere del tempo le concesse un garage del suo appartamento come studio d’animazione. Da quel luogo nacquero Le Avventure del Principe Achmed fino a quando l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale sconvolse tutto…
Tra film di Méliès, passione per le Pantomime e amore per le storie greche, scorre velocemente la storia di Lotte, il genio che ha fatto la storia dell’animazione!

Lotte – Recensione

“Avevo talento nel tagliare le cose. Il mio primo teatrino l’ho creato a scuola. Stavo prendendo lezioni su Shakespeare. Intagliai una cornice con Romeo e Giulietta vicino ad una fiamma. Capii cosa si poteva fare con il movimento del burattino. Il mento di lei sulla mano, il braccio allungato di lui. In quel momento ebbi la sensazione di quanto fosse grandioso!”

Il tono intimo e confidenziale di Lotte mostra fin da subito quella che fu l’illuminazione su ciò a cui era destinata, la rivelazione del suo Daimon, una natura che non vedeva l’ora di prendere forma attraverso le sue figure.

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Lotte

Prima di esplodere nella sua sconfinata creatività, provò ad avvicinarsi ad una scuola di recitazione, ma, come lei stessa affermerà con umiltà, aveva una pessima voce. Fu proprio Wegener, grande attore e regista del suo tempo, il primo a solleticare e incoraggiare quel talento che non vedeva l’ora di esprimersi.

“Le sagome di quella ragazza invocano il movimento. Per l’amore del cielo, lasciatele fare un cartone animato!”. E così fu. La sua prima animazione, The Ornament of the Loving Heart, una danza tra due sagome, nacque dalla collaborazione con Carl Koch. I due si innamorarono proprio durante la creazione del film.

La voce del genio

“Non ho fatto di meglio, non sono migliorata affatto”. È incredibilmente piacevole ascoltare il linguaggio di una persona straordinaria che probabilmente non sapeva di esserlo, nonostante a parlare sia una Lotte ormai anziana, consapevole dei successi, ma anche di quei sogni mai portati a termine.

“Quanti sogni non realizzati”. È impressionante vedere/ascoltare come in pochi minuti le registe siano riuscite a condensare e rendere in maniera super efficace i vari stati d’animo di Lotte. Dall’entusiasmo iniziale all’ironia, passando poi da un’amara malinconia fino ad arrivare alla convinzione finale di aver fatto la scelta giusta. A dircelo è proprio il suo tono di voce, oltre alle immagini e le musiche che l’accompagnano.

Lotte

L’arrivo della Grande Guerra costrinse lei e il marito a chiudere lo studio e a fuggire dalla Germania. Avrebbe voluto dare vita alle storie greche, le grandi favole per eccellenza, ma Carl si ammalò. Non voleva farlo da sola. “Siamo stati insieme per 42 anni. È una bella cosa”.
La tenerezza percepita nelle sue corde vocali cede il passo a due potenti consapevolezze. All’amaro della prima segue la dolcezza conclusiva.

“C’è una certa verità nelle favole. Le fiabe dei fratelli Grimm sono troppo crudeli. Sono il folklore. Sono come la vita, che è crudele allo stesso modo”. Continua: “mi hanno dato la colpa di essere rimasta troppo legata alle mie povere piccole sagome. Dovrei fare cose molto più interessanti, ma io amo i miei pupazzi”. E ride, con quell’umanità di una creatura quasi sovrannaturale!

La tecnica della camera multipiano

Lotte ha inventato la camera multipiano nel 1923, mentre faceva Le Avventure del Principe Achmed, il più antico lungometraggio animato. La pellicola, inizialmente distrutta, fu poi ricostruita e oggi viene riconosciuta come fondamentale nell’innovazione della storia dei film.

La tecnica della camera multipiano e della costruzione delle silhouettes viene dettagliatamente descritta in un documentario del 1970 intitolato The Art of Lotte Reiniger. Le sue animazioni sono la degna conclusione del teatro delle ombre cinesi e il frutto di un lavoro accurato.

Lotte

Inizialmente disegna il personaggio e le varie scene con i movimenti. Riporta la sagoma del personaggio su cartoncino nero, ne ritaglia i vari pezzi e li assembla. Vengono applicati dei fori nei punti rilevanti, mentre gli arti sono uniti con piccole cerniere di filo. La figura viene appiattita e successivamente posizionata sul tavolo dell’animazione. La procedura è lunghissima e richiede un’attenzione certosina.

Tra i più noti personaggi ad averne fatto uso ricordiamo W. Disney (in Pinocchio, Fantasia, Bambi, Peter Pan e La Sirenetta, l’ultimo in cui viene utilizzata) e Michel Ocelot (Kirikù e la strega Karabà, Dililì a Parigi, Azur e Asmar), che imita anche lo stile della silhouette nera su sfondo colorato (altra innovazione nata dall’unione di Lotte e Carl). Lo vediamo in Principi e Principesse e Les Contes de la nuit.

Conclusioni

Il film si conclude con l’immagine di repertorio di Lotte mentre muove i suoi pupazzi con dei bastoncini. La figura mitica che dava vita alle altre figure! Regista e narratrice di storie indimenticabili. Con il suo genio, le sue invenzioni e le sue creazioni, Lotte Reiniger ha cambiato per sempre il mondo dell’animazione (e tutti le siamo infinitamente grati)!

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

L’incredibile vita di Lotte Reiniger narrata in meno di dieci minuti dalla sua stessa voce, a mo’ di intervista, mentre scorrono le immagini delle sue amate silhouettes, dirette e accompagnate dalla musica di Carla Patullo.
Carlotta Casale
Carlotta Casale
Viaggiatrice da zaino in spalla e macchinetta fotografica al collo, divoratrice di libri, appassionata di teatro e musica, disegnatrice improvvisata e soprattutto amante di cinema, dove ogni passione converge in armonia. Rotocalchi, Documentari, Animazioni e molto altro sono un nutrimento quotidiano. Vivo la Settima Arte come Necessità, una scelta di vita che va oltre il semplice interesse!

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