All’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, grazie ad Alice Nella Città, è stato presentato il film Una fottuta bugia, diretto da Gianluca Ansanelli. Abbiamo intervistato il regista e i due protagonisti, Emanuele Propizio e Antonia Fotaras. La pellicola è un dramedy che riesce a divertire e commuovere lo spettatore al tempo stesso. Pietro è un attore con un passato da ex-enfant prodige nel mondo della pubblicità ma che oggi, a quasi trent’anni, viene regolarmente scartato ai provini e sbarca il lunario insegnando teatro ai ragazzini della parrocchia. Vive in un modesto appartamento della diocesi con Nicolas (Giampaolo Morelli), infermiere dall’indole casinara e menefreghista, divorziato con moglie e figlio a carico. Quando i due rischiano di essere sfrattati dal prete, Nicolas inventa l’orrenda bugia che il suo inquilino è malato di cancro. Inizialmente Pietro subisce la cosa impotente ma poi, proprio quando decide di confessare tutto, conosce Claudia, che è veramente malata e, malgrado le gravi condizioni di salute, sprizza vitalità da tutti i pori. Tra i due ragazzi si crea un indissolubile legame a cui Pietro non vuole rinunciare.

Tra i tanti temi importanti trattati in questa pellicola, troviamo la condizione dell’attore, che spesso affronta un momento nella sua vita di stallo lavorativo. Abbiamo chiesto al cast se per caso anche loro avessero provato questa sensazione. “È il nostro lavoro e dal momento che uno poi prende la decisione di affrontare questa vita, di affrontare una carriera lo sa” afferma Emanuele Propizio, interprete di Pietro. “Anche iniziando molto presto e conoscendo subito le cose, ormai sono quasi 20 anni che lo faccio, non è più facile. Più facile non lo è mai. Però sono emozionato forse questa è la cosa che mi continua a far fare forse questo lavoro”. E la passione e l’emozione è anche ciò che spinge il personaggio di Pietro a non mollare, nonostante le difficoltà.
Tra le risate, Una fottuta bugia affronta il doloroso tema della malattia terminale
Nonostante Una fottuta bugia sia una commedia, la storia che vi sta alla base è drammatica. Claudia, interpretata da Antonia Fotaras, è una ragazza malata terminale, che però non vuole lasciarsi abbattere da questo. Abbiamo chiesto all’attrice come si è preparata per questo ruolo così complesso e potente. “Intanto sono molto grata a Gianluca per aver scritto un personaggio così complesso, che è una donna, che ha 25 anni e non ci sono così tanti personaggi femminili che hanno questo spazio”. Queste le parole della Fotaras che esprime la sua ammirazione per una pellicola che presenta un personaggio femminile così potente in una posizione così di rilievo. L’attrice continua poi parlando della sua preparazione: “Mi sono preparata con un’acting coach che si chiama Beatrice Pelliccia, che mi ha aiutata molto perchè avevo solo 10 giorni di preparazione per le prime due settimane di riprese”. “In quel periodo ho fatto tanta ricerca” continua Antonia “sono andata a parlare con pazienti terminali e a capire come funziona quanto stai così male da pensare all’eutanasia”.

Una fottuta bugia affronta temi forti e delicati, che vanno dalla mancata realizzazione personale, all’amore, alla morte. Tuttavia, lo fa sempre con una spiccata ironia e un lato comedy che dona libertà e leggerezza al tutto. Una pellicola che parla di cinema e lo fa soprattutto attraverso la citazione al capolavoro dei fratelli Coen, Il Grande Lebowski. “Il Grande Lebowski, diciamo, lo abbiamo citato consapevolmente perchè ora è diventata una religione ufficiale, del dudeismo”. Afferma il regista Gianluca Ansanelli. “Nicolas pratica questa visione della vita e quindi inizia proprio dicendo ‘Sai come la chiamerebbe questa roba il dude?’. Alla fine, non ti preoccupare, tanto se le cose le vuoi cambiare le cambierai. Insomma: alla fine il risultato è sempre quello: fatti una canna, stai tranquillo”. Nonostante la visione così ravvicinata della morte o dell’insuccesso, non ha senso preoccuparsi troppo, e questa toccante dramedy ne è la prova.
