Una di Famiglia: recensione del thriller con Sydney Sweeney

Una di Famiglia – The Housemaid è l’ultimo thriller dal grande successo al botteghino. Il film ha già superato quota 130 milioni a livello globale, a fronte di un budget di soli 35. Anche la critica lo ha descritto in maniera entusiasta. Con protagonista Sydney Sweeney, la pellicola ci vuole immergere all’interno della lussosissima casa Winchester, in cui nulla è come sembra. Amanda Seyfried e Brandon Sklenar sono i padroni di casa, una coppia dal passato tumultuoso.

Il regista del film è Paul Feig, già dietro la macchina da presa di commedie quali Last Christmas e Un altro piccolo favore.

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Casa Winchester nasconde diversi segreti e Millie non sembra essere pronta ad affrontare il mare di bugie e sotterfugi custoditi all’interno. Attenzione però, anche Millie nasconde più di qualche scheletro nell’armadio…

Una di Famiglia

Una di Famiglia – Trama

Millie, giovane ragazza senza casa e famiglia, riesce a ottenere un lavoro insperato, diventando la governante di Casa Winchester. A offrirle il lavoro è Nina, premurosa donna di casa. Ad accogliere la ragazza all’interno della dimora c’è anche Andrew, marito di Nina, e Cece, la bambina della coppia.

Millie deve scontare la propria pena per un crimine del passato e ha paura che vecchi scheletri nell’armadio riemergano e la danneggino. Andrew è più gentile e premuroso con lei e sin da subito nasce un feeling destinato a creare un pericoloso triangolo amoroso. Nina ha un comportamento bipolare: alterna gentilezza a durezza, comprensione a offese ingiustificate. La piccola Cece è una bambina fredda e antipatica, protagonista di un grande trauma che i Winchester vogliono tenere nascosto. Enzo, il giardiniere tuttofare, è una figura onnipresente e inquietante, che getta continui sguardi diffidenti su Millie.

Sulla base di questi presupposti, la pellicola ci immerge in un thriller sanguinoso in cui tutti indossano una maschera e nessuno è come sembra.

Una di Famiglia – Recensione

Una di Famiglia è un film che amalgama male le anime che la compongono. Sono tante le atmosfere nelle quali veniamo immersi. C’è la suspense, la parte più ansiogena, l’horror, e quindi la paura, la parte sentimentale e la parte ironica. La parte sentimentale che lega la protagonista e Andrew è inserita in maniera inaspettata, rapida e insensata rispetto al resto. La colonna sonora contribuisce in maniera quasi invadente e molto trash a cambiare mood alla pellicola, immergendoci in questa storia d’amore che stride e risulta di troppo.

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La caratterizzazione dei personaggi è scarna, insensata e stereotipata. Di fatto, si tratta di personaggi bipolari che oscillano tra azioni logiche e totalmente illogiche. Questo bipolarismo non è del tutto involuto, però è reso in modo superficiale e la presumibile astuzia che si cela dietro le azioni dei personaggi non viene valorizzata. I personaggi secondari non hanno caratterizzazione, sono semplici macchiette. Si pensi ad Enzo.

Le interpretazioni sono buone ma si perdono in una sceneggiatura confusa. Sweeney incarna bene una ragazza tormentata ma buona nell’animo. Seyfried è il volto principale della follia di questo film, l’impatto scenico della sua interpretazione è indiscutibile.

Il finale, che vuole essere l’apice di un climax folle e inaspettato, risulta goffo e inefficace. I colpi di scena che la pellicola vuole regalarci non funzionano. Mancano dei ganci narrativi efficaci.

I messaggi impliciti di questo film si perdono in una messa in scena che risulta involontariamente ironica.

Mancanza di ganci narrativi

Molte delle mancanze hanno a che fare con una sceneggiatura pigra. Il film ha degli elementi che vogliono risultare ambigui e riflessivi. In realtà, suscitano al massimo mistero ma sono per lo più vaghi. Il comportamento misterioso di Enzo è troppo poco presente per essere percepito come tale dal pubblico. La ”perfezione” di Andrew è più raccontata che mostrata e quindi non risulta strana. Il dettaglio dei capelli con la ricrescita poteva essere messo in risalto di più.

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È un’ambiguità che risulta troppo vaga e il plot twist di metà film non funziona proprio per questo.

La componente romantica dentro al thriller

Il film oscilla tra thriller e romantico in maniera non naturale.

La storia d’amore tra Andrew e Millie risulta disallineata perché regia e colonna sonora contribuiscono in maniera troppo invasiva a creare le atmosfere di un film d’amore. Il passaggio è troppo brusco. Peraltro, le premesse narrative che portano a questo flirt sono poco chiare: lei, più che una ragazza con delle mancanze affettive, sembra semplicemente arrapata; le motivazioni di lui arrivano a posteriori ma non c’è nessun gancio che permetta allo spettatore di comprendere come potrebbe esserci qualcosa di ”macabro” sotto.

Il risultato è trash e suscita ironia nello spettatore.

I personaggi non hanno profondità

Millie è un personaggio tormentato, con all’oscuro un grave segreto. È anche una ragazza che non riesce a resistere ai propri istinti relazionali. È anche una persona pazza, folle in fondo, dotata di un inquietante senso dell’umorismo. Ecco, il problema è proprio che queste tre anime si vedono a pezzi: prima una, poi l’altra, manca il collante.

Questo è un problema di tutti i personaggi di Una di Famiglia. Anche gli altri soffrono di una caratterizzazione spezzettata. Non c’è una reale evoluzione, bensì un’attivazione a blocchi.

L’evoluzione di Nina non funziona perché sin da subito risulta un personaggio piatto e stereotipato. Le premesse risultano interessanti ma non si va mai oltre, non c’è mai qualcosa di fuori dall’ordinario che faccia presupporre che ci sia qualcos’altro dietro le sue azioni. E poi, il ”colpo di scena” improvviso, al quale segue uno spiegone necessario perché non altrimenti comprensibile.

Discorso simile per Andrew. Il colpo di scena legato alla sua reale natura non funziona perché non ci sono ganci narrativi precedenti e perché il personaggio ha una caratterizzazione banale e stereotipata.

La regia di Paul Feig

Paul Feig mette in mostra una regia fredda, descrittiva, adeguata per l’inizio del film, in cui lo status quo è ancora calmo. Poi, si fa prendere la mano con una regia da ”50 sfumature di grigio” nella parte centrale, contribuendo ad un cambio di atmosfera troppo brusco. Nel finale, la macchina da presa non è abbastanza frenetica, in grado di aumentare la suspense. In generale, è una regia che non aggiunge molto al film, limitandosi a mostrare quanto accade.

Una di Famiglia – Il messaggio del film

Una di Famiglia ci parla di come tutti, in fondo, hanno una componente folle che può venire fuori in situazioni di emergenza e paura. Il finale, con un saguinoso scontro a tre, ci mostra vittime che non sono solo vittime e manipolatori che vengono manipolati. Lo status quo iniziale si ribalta. Seppure gli intenti siano apprezzabili, mancando la costruzione dei personaggi questi messaggi risultano troppo deboli.

Conclusioni

Una di Famiglia è un film che risulta trash e involontariamente comico. Nonostante un soggetto buono, la sceneggiatura e la messa in scena nel loro complesso risultano penalizzanti. La regia, nella sua costante staticità, si limita ad osservare e non dà nulla al film. Il montaggio è problematico: sembra che abbiano infilato a forza un film romantico dentro un thriller. Si salvano le interpretazioni delle due protagoniste. Seyfried è visivamente d’impatto e contribuisce a creare suspense.

PANORAMICA RECENSIONE

Sceneggiatura e soggetto
Regia
Interpretazioni
Emozioni

CONCLUSIONI

Una di Famiglia è una pellicola con una sceneggiatura pigra e dei plot twist inefficaci. I personaggi risultano caratterizzati in maniera superficiale e a blocchi, senza una reale evoluzione. La regia è troppo statica. Si salvano le interpreti che riescono a dare suspense a una storia poco brillante e una messa in scena poco coinvolgente.
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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