NewsTom Cruise rivela com'è davvero lavorare con lui sul set

Tom Cruise rivela com’è davvero lavorare con lui sul set

L’attore e produttore statunitense Tom Cruise torna a parlare del suo rapporto con il cinema e, questa volta, lo fa senza nascondere uno degli aspetti più discussi del suo modo di lavorare: la sua proverbiale intensità sul set. In una nuova intervista rilasciata a GQ, in occasione della copertina dedicata a Digger, il nuovo film diretto da Alejandro G. Iñárritu, l’attore ha confermato che le voci sul suo perfezionismo sono fondate.

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Cruise non sembra però considerare questa caratteristica un difetto. Al contrario, per lui l’intensità nasce dal desiderio di comprendere a fondo ciò che sta facendo, condividere un’esperienza con le persone coinvolte nella lavorazione e raggiungere insieme il risultato migliore possibile.

Tom Cruise: “Mi aspetto molto e lo dico apertamente”

Nel corso dell’intervista per GQ, Tom Cruise ha chiarito di non avere nulla contro la televisione o le piattaforme streaming, compresa Netflix. La sua preferenza per il cinema tradizionale nasce soprattutto dal tipo di esperienza collettiva che il grande schermo riesce a creare.

“Quindi i film sono… hanno a che fare con l’umanità. Non ho niente contro la TV via cavo, la televisione tradizionale o Netflix. Penso che siano fantastici. Creano posti di lavoro e tutto il resto. Ma quello che mi piace del cinema è che ci riuniamo tutti in una stanza e condividiamo un’esperienza”, ha spiegato Cruise.

L’attore ha poi affrontato direttamente le voci sulla sua personalità sul set, confermando di essere consapevole di poter apparire particolarmente esigente. “Quando lavoro con altre persone, non ho paura, mentre recito, di sembrare ridicolo, di farlo. È come dire: non è questo il punto. Si tratta di trovare il nostro tono, di trovare insieme questi strumenti e di vivere un’esperienza. E guardate, lavoro sodo, e le persone che lavorano con me lo sanno. Mi aspetto molto e lo dico apertamente”.

Secondo l’attore, chi decide di lavorare con lui sa quindi fin dall’inizio che dovrà confrontarsi con un professionista estremamente coinvolto.

Tom Cruise 2

Tom Cruise e il rapporto con la tecnologia

Un altro aspetto curioso emerso dall’intervista riguarda il rapporto dell’attore con il telefono. Cruise ha spiegato di cercare di tenere il dispositivo “il più lontano possibile da sé”, sia durante il lavoro sia nella vita privata.

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“Guardo e ascolto, e voglio dedicargli il minor tempo possibile”, ha raccontato a GQ. Anche il suo modo di comunicare con la troupe riflette questa filosofia: “Non mandatemi email dettagliate. Venite a parlarmi. Mi piace parlare con le persone”.

Un atteggiamento che sembra coerente con la sua idea di cinema come esperienza profondamente umana. Per Cruise, il contatto diretto con le persone rimane più importante di quello mediato dagli strumenti digitali.

Tom Cruise crede ancora nel futuro del cinema

Nonostante le profonde trasformazioni attraversate dall’industria cinematografica, Cruise si dice ottimista sul futuro del grande schermo. L’attore riconosce che Hollywood ha sempre vissuto momenti di grande successo alternati a periodi di crisi, ma considera queste oscillazioni parte della storia dell’industria.

“Hollywood ha sempre attraversato alti e bassi”, ha detto. “Se si studia Hollywood, si vedono periodi di successo, di prosperità e di totale bancarotta. Sono entusiasta. Sono molto entusiasta di dove si trova il cinema”.

Il motivo del suo entusiasmo è legato soprattutto al pubblico e alla sua capacità di continuare a cercare un’esperienza condivisa davanti a un film. “Se si guarda a quante persone vanno al cinema, a dove siamo arrivati e a cosa vogliono, ne sono davvero entusiasta”.

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Le parole di Tom Cruise raccontano così un attore ancora profondamente legato alla sala cinematografica, ma tutt’altro che ostile alle nuove forme di intrattenimento. Il suo vero obiettivo sembra essere un altro: continuare a creare esperienze capaci di coinvolgere il pubblico e, soprattutto, condividere il processo creativo con le persone che lavorano al suo fianco.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Se da un lato venero la perfezione visiva di Kubrick, la follia di Tarantino e il realismo amaro di Monicelli, dall'altro ho un lato decisamente più emotivo. Il mio punto debole? L'universo poetico di Ferzan Özpetek.

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