The Lowdown (2025) è una serie tv ideata da Sterlin Harjo che ha già creato per la stessa FX un’altra serie, Reservation Dogs. Acclamata dalla critica e ambientata anch’essa a Tulsa, Oklahoma. Harjo si riconferma uno showrunner da tenere sott’occhio e una delle voci più promettenti del panorama televisivo. Almeno, tenendo d’occhio il riscontro di entrambe le serie. La serie ha come protagonista assoluto Ethan Hawke, che è anche produttore esecutivo, ed è girata interamente fra le strade di Tulsa.
The Lowdown ha avuto un ampio consenso già a settembre quando è uscita negli Stati Uniti. Dal 26 dicembre è diventata disponibile su Disney Plus anche per noi italiani, con tutti gli otto episodi rilasciati. C’era attesa data la natura del prodotto che pareva promettere atmosfere pulp con un pizzico di noir e tanti personaggi variopinti. Un intrigo di fondo che smaschera il marciume dietro a una città tutt’altro che sicura. Un ottimo cast, un protagonista d’eccezione… tutti gli ingredienti per un’ottima serie, sulla carta. Scopriamo se ha rispettato le aspettative.

The Lowdown – Trama
Tulsa, Oklahoma. Il giornalista, scrittore, libraio e autodefinito “veristorico” Lee Raybon (Ethan Hawke) ha pubblicato da poco un’inchiesta sul Clan Washberg, una famiglia molto potente con alle spalle una storia ben intrecciata con la crescita della stessa Tulsa. Dale Washberg (Tim Blake Nelson), la pecora nera della famiglia, viene trovato morto suicida in casa sua. L’estrema sensibilità dell’uomo e la recente inchiesta parrebbero spiegare facilmente il suicidio. Eppure, Dale, lascia degli indizi per chiarire il mistero sulla sua famiglia tra le pagine di vari libri polizieschi di Jim Thompson. Indizi rivolti proprio a Lee.
Qui si apre l’indagine del nostro “veristorico” che è intenzionato a svelare a tutti la verità a ogni costo, mettendosi contro skinhead, inquietanti contrabbandieri di caviale, assassini e il futuro governatore dell’Oklahoma, Donald Washberg (Kyle MacLachlan). Donald è il fratello di Dale e pare avere un’intricata relazione con la vedova cognata, Betty Jo (Jeanne Tripplehorn). Su tutto questo sfondo di personaggi, Lee è pieno di problemi di ogni sorta. A corto di soldi e col rischio di perdere la sua libreria di libri usati, Lee dovrà far affidamento su amicizie scapestrate e improbabili per proteggersi dagli attacchi della famiglia Washberg e di altri personaggi pericolosi.
Oltre a tutto ciò, Lee rischia di perdere anche il rapporto con la piccola Francis (Ryan Kiera Armstrong), sua figlia. L’ex compagna del “veristorico”, Samantha (Kaniehtiio Horn), si sta per fidanzare con un uomo per bene, con un buon lavoro e che può garantire stabilità alla piccola Francis. Sua figlia lo aiuterà con le indagini, finendo in situazioni ben diverse da una tranquilla e spensierata gita padre-figlia. Il mistero di Tulsa è ben intricato e farà passare al protagonista ben più di un grattacapo.

The Lowdown – Cast
The Lowdown è una serie che si rifà molto agli stilemi del genere noir con tocchi più moderni e pulp, certo. E in questo tipo di storie il protagonista è fondamentale. Pare una banalità, ma è suo l’occhio da cui vediamo tutto. Il suo occhio grigio, cinico, e pieno di difetti. Il Lee Raybon di Ethan Hawke è fantastico. Caratterizzato davvero bene, sia nella scrittura solida che nella recitazione. Il personaggio è vero, sempre sporco, coi capelli scompigliati, lividi dappertutto che rimarranno e atteggiamenti molto umani. Il rapporto con la figlia interpretata da Ryan Kiera Armstrong è molto bello e naturale. Privo di tutti gli orpelli e smielati discorsi padre figlia.
Ma come ogni noir che si rispetti, la trama è arricchita di tanti personaggi che rendono Tulsa una città viva. C’è il nostro uomo al potere, Donald Washberg (Kyle MacLachlan), con i capelli tinti, sorriso smagliante e forse più di una faccia. Abbiamo la nostra femme fatale, Betty Jo (Jeanne Tripplehorn) che è difficile da incasellare, come è giusto che sia. La vittima, Dale, che percepiremo molto a schermo nonostante il trapasso iniziale. Tim Blake Nelson porta su schermo un uomo sensibile e difficile da mettere fuoco all’inizio. Ma più passano le puntate, e più capiamo la vittima e ciò che lo circonda.
I vari “amici” di Lee sono strambi e peculiari. C’è il suo amico da diverso tempo Wendell, con cui condivide un trauma e diverse sbronze divenute epiche, interpretato da Peter Dinklage. C’è un detective privato, Marty Brunner, che pare buono di cuore interpretato dall’attore caratterista Keith David. L’antiquario e amico di Lee, Ray, che lo aiuterà nelle indagini, ovvero l’eccentrico ed elegante inglese Michael Hitchcock. Il cast è ricco di volti perfetti per il ruolo, per lo più tutti caratteristi. Niente divi o grandi volti che possano oscurare gli altri. Tutti emergono e hanno il loro momento per brillare.

The Lowdown – Recensione
The Lowdown è una serie che si potrebbe anche definire neo-noir. Molto realismo e modernità che si mischia a stilemi classici formando un buon pasticcio di carne da mandare giù in un sol boccone, come ogni storia pulp dovrebbe fare. La scrittura porta solidità, struttura, ma soprattutto, ed è questa la forza della serie, creatività. Creatività nella messa in scena, nelle soluzioni visive, nella risoluzione di situazioni grottesche e senza via d’uscita… la scrittura è ingegnosa e ogni episodio è memorabile in modo diverso. È come se ogni puntata fosse un’avventura diversa del protagonista, con un inizio e una fine, ma che sia un ottimo pezzo del puzzle che si incastona perfettamente in una stagione televisiva che scorre con una facilità disarmante.
FX si conferma un’ottima casa di produzione televisiva che porta “dramedy” non indifferenti e con forte tono autoriale e spigliato, come l’acclamata The Bear. La serie ideata da Sterlin Harjo prende mani da un genere specifico, lo abbiamo capito. Ma guardandola non si può non pensare a un’altra serie “collega” sempre prodotta da FX. Stiamo parlando della serie antologica e capolavoro Fargo. Si può percepire la stessa cura e originalità di Noah Hawley alla scrittura. Ethan Hawke porta in scena un ottimo e magnetico Lee Raybon che porta avanti l’indagine in modo stravagante, tutto suo. Un po’ come farebbe il Doc Sportello di Joaquin Phoenix in Vizio di Forma o il Drugo ne Il Grande Lebowski.
I personaggi secondari sono così ben caratterizzati che un po’ ti dispiace che spariscano per episodi interi, ma questo è merito dell’ottima scrittura. La struttura è solida e dà spazio a tutti e cesella bene le apparizioni. Forse l’unico personaggio che davvero meritava più spazio anche se si capisce perfettamente il perché duri solo per una puntata è quello di Wendell, ovvero Peter Dinklage. Con lui, Ethan Hawke pare avere un’intesa ottima su schermo e formano una coppia investigativa sensazionale. Peccato averli visti per così poco, ma si spera di vederli insieme per altri prodotti.

Conclusioni
The Lowdown è una serie pulp da divorare tutta d’un fiato. Uscita al momento giusto durante le feste per accompagnare lo spettatore e godersi le ferie. Non proprio un prodotto natalizio, ma di certo regala un sorriso e una risata in ben più di un’occasione. Dopotutto era un film natalizio anche Kiss Kiss Bang Bang, e anche lì c’era un’indagine intricata e tanto humor. La serie ha un’ottima struttura, una scrittura creativa e una colonna sonora di tutto rispetto che accompagna bene le immagini.
Le interpretazioni sono ottime, mai eccessive o macchiettistiche. Grazie anche ad attori caratteristi di tutto rispetto e un’ottima chimica portata in scena dal cast. La voce fresca e consapevole della serie non si allontana così tanto dalle atmosfere Tarantiniane o dei Fratelli Coen. C’è più bisogno di serie di questo tipo, con un’autore dietro che sa bene quello che fa, una scrittura calibrata e un ottimo protagonista: l’intrepido, sbronzo e incauto “veristorico” di Tulsa, Lee Raybon.

Tutta la serie, composta da otto episodi è disponibile su Disney Plus dal 26 dicembre.
