NewsMarty Supreme: i segreti sull'interpretazione di Timothée Chalamet

Marty Supreme: i segreti sull’interpretazione di Timothée Chalamet

Marty Supreme, il nuovo film della star del cinema Timothée Chalamet (Wonka), è finalmente uscito nelle sale cinematografiche americane. Dopo una lunga campagna pubblicitaria in grande stile, la pellicola è uscita il giorno di Natale in Nord America, guadagnandosi il terzo posto con un incasso di 17 milioni di dollari nel primo fine settimana. In Italia dovremo aspettare il 22 gennaio per vedere Chalamet di nuovo sul grande schermo.

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L’attore, come affermato più volte, ha dedicato gran parte degli ultimi anni a dedicarsi a questo progetto, trasformandosi e immergendosi nei panni di un giovane ambizioso che vuole fare del tennis tavolo il suo futuro.

Marty Supreme

Marty Supreme: I segreti di Chalamet

Josh Safdie ha dedicato oltre sei anni alla scrittura del progetto. Per conferire autenticità alla performance, non si è limitato a far indossare a Chalamet semplici occhiali di scena; ha fatto un ulteriore passo avanti.

Parlando di fronte a un pubblico gremito all’inizio di questo mese durante un panel a Hollywood, Safdie ha raccontato: “All’epoca dicevamo che gli avremmo messo lenti a contatto +10 e, sopra, occhiali con lenti -10, così che, una volta caduti gli occhiali, non avrebbe visto assolutamente nulla”.

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Chalamet, determinato, ha accettato la sfida, sottoponendosi anche a una serie di ulteriori trasformazioni fisiche. L’artista prostetico Michael Fontaine gli ha applicato lentiggini e cicatrici sul volto. “Dai segni sul viso si capiva che aveva preso parte a risse e che veniva dalla strada”, ha spiegato Safdie. Il trucco era talmente realistico che persino la co-protagonista Gwyneth Paltrow, che interpreta la star del cinema in declino Kay Stone, era convinta fossero veri.

Questi dettagli, insieme al nuovo taglio di capelli, hanno completato la metamorfosi di Chalamet in Marty.

Anche sul piano interpretativo, l’attore ha puntato tutto sull’autenticità. Ha trascorso anni a prepararsi per il ruolo, cogliendo ogni occasione possibile per giocare a ping-pong, con l’obiettivo di apparire credibile come giocatore professionista fin dal primo giorno di riprese. Si è inoltre allenato con l’esperto Diego Schaaf, che lo ha aiutato a coordinare e coreografare le partite.

Cristian Bucolo
Cristian Bucolo
Adoro il cinema e la scrittura. Ho sempre sognato di innamorarmi ballando il tip-tap, fare viaggi interstellari, cercare tesori dell’Antico Egitto o viaggiare nel tempo. Ho pensato che non avrei mai provato l’emozione di queste esperienze, ma poi ho scoperto la settima arte e la recitazione. Adoro i film di Damien Chazelle, la comicità nelle sceneggiature di Billy Wilder e mi affascinano le pellicole di John Huston. Credo che il cinema possa farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e scrivendo vorrei poter contribuire a diffondere questa visione.

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