The Starling Girl (2023) è il film debutto della regista al lungometraggio, Laurel Parmet. Un dramma intimo e visivamente raffinato che scava profondamente nel conflitto tra identità, religione e desiderio femminile.
La pellicola ha avuto la sua prima mondiale al Sundance Film Festival e recentemente è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix.
The Starling Girl: La trama
The Starling Girl, diretto da Laurel Parmet, racconta la storia di Jem Starling, interpretata da Eliza Scanlen (Piccole donne, Le strade del male) una diciassettenne cresciuta in una comunità cristiana fondamentalista nel Kentucky. Jem è una ragazza devota con l’unico desiderio di compiacere la sua famiglia e la chiesa, ma ben presto sente dentro di sé una tensione crescente tra le imposizioni della religione e il proprio corpo, la sua vitalità, la sua curiosità verso il mondo che non conosce del tutto.
Le certezze che credeva incrollabili vengono scosse dal ritorno di Owen, interpretato da Lewis Pullman (Thunderbolts, Lezioni di chimica) un giovane pastore che ha trascorso del tempo come missionario. Jem si sente attratta da lui, e quello che inizia come un avvicinamento spirituale si trasforma presto in una relazione proibita. Attraverso questa storia, il film mette in discussione i codici morali di una società patriarcale dove le donne, anche quando sono vittime, sono spesso considerate le uniche colpevoli.

The Starling Girl: La recensione
Parmet costruisce un racconto intimo, scegliendo una narrazione sottile, fatta di silenzi, sguardi, dettagli. Un film dal ritmo lento, che non diventa mai noioso. Ogni scena è carica di tensione, anche quando apparentemente non succede nulla. La cinepresa si sofferma sui gesti minimi – una mano che si ritrae, un vestito che sfiora la pelle – e lascia che siano questi dettagli a raccontare il desiderio, la vergogna, la ribellione.
The Starling Girl non è sicuramente un film che urla. Con estrema delicatezza, riesce a restituire allo spettatore tutta l’instabilità emotiva che una diciassettenne può avere.
Uno dei punti di forza del film è sicuramente la fotografia curata da Brian Lannin. La luce naturale e le tonalità calde riflettono una famiglia che sembra serena e perfetta. Attraverso le inquadrature che, spesso in primi piani, lasciano Jem al centro della scena, lo spettatore riesce a entrare nel pieno della confusione dell’adolescente divisa tra scoperta e senso di colpa.
Il rapporto con Owen, pur essendo il motore del cambiamento, non è mai romantico né idealizzato: ma al contrario è complesso, problematico. Parmet non ha paura di mostrare come anche nelle relazioni che sono apparentemente consensuali possa esserci un grande squilibrio di potere, soprattutto quando la figura maschile è investita di autorità spirituale.

The Starling Girl: Il Cast
Al centro di The Starling Girl, oltre ai due protagonisti già citati, troviamo un cast intenso, capace di restituire la complessità emotiva e morale del racconto:
Jimmi Simpson – Paul Starling: il padre di Jem, figura autoritaria è un uomo schivo e silenziosamente oppressivo. Porta sulle spalle il peso della disciplina religiosa e del ruolo paterno all’interno di una famiglia devota. La sua figura riflette le contraddizioni del patriarcato religioso: affetto e rigidità convivono in un’autorità che non lascia spazio all’ascolto.
Wrenn Schmidt – Heidi Starling: Madre di Jem, profondamente ancorata ai valori della comunità. È la custode delle regole morali e spirituali della casa, incapace di vedere i turbamenti della figlia. La sua rigidità rappresenta il volto femminile della repressione, quello che si perpetua anche tra madri e figlie.
Austin Abrams – Ben Taylor: figlio del pastore, un personaggio che aiuta a disegnare le relazioni interne alla comunità. Ben è il simbolo della gioventù religiosa che accetta passivamente le regole del gioco e che al contrario di Jem sceglie di adattarsi.
Claire Elizabeth Green – Rebecca Starling: Sorella minore di Jem, osserva il mondo con gli occhi innocenti dell’infanzia. Attraverso di lei si coglie la ciclicità della trasmissione culturale e religiosa, e il potenziale per un futuro che, forse, può ancora cambiare.
Conclusioni
The Starling Girl esplora tematiche complesse come il fanatismo religioso, la sessualità femminile repressa, la vergogna, la manipolazione emotiva, il controllo patriarcale. Jem non vuole semplicemente ribellarsi: vuole capirsi, scoprire cosa significa essere libera, essere sé stessa e scrivere lei le regole della sua vita.
La regista non lascia alcun spazio per l’idealizzazione o il lieto fine scontato: ciò che The Starling Girl offre è un ritratto realistico di cosa significa crescere in un sistema che insegna alle donne a vergognarsi del proprio corpo, dei propri pensieri, del proprio desiderio e a giudicarsi loro stesse colpevoli. Il film non offre soluzioni facili. Laurel Parmet racconta un viaggio di formazione intimo, in cui il corpo, il desiderio e la coscienza diventano strumenti di scoperta e di resistenza. Eliza Scanlen regala un’interpretazione intensa e profondamente umana, confermandosi una delle attrici giovani più interessanti del panorama contemporaneo.
Un’opera delicata e potente allo stesso tempo, che si prende il tempo necessario per raccontare il viaggio difficile verso l’autonomia personale.
