Uscita a giugno la sua seconda stagione, The Politician è una serie di produzione Netflix, creata dal team ormai consolidato composto da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan, che lavorano insieme dai tempi di Glee e che recentemente, sempre a marchio Netflix, hanno prodotto la nuova serie ad ambientazione storica Hollywood, sugli scandali del mondo del cinema negli anni ’50.

the politician

Anche The Politician parla di scandali, in un setting molto diverso, ma dalle tematiche simili. In particolare, The politician si articola in due stagione molto differenti per tono e tenore, con una prima stagione rivolta a satirizzare con avvenimenti assurdi e sopra le righe il mondo parodicamente politico delle elezioni studentesche in un liceo di ultraricchi californiani. Già dalla premessa quindi, il contenuto è volutamente esagerato e ben poco interessato al realismo. Questa è la stagione che più sembra prendere le mosse e muovere sul modello del passato Glee.

The politician
I tre consiglieri di Payton, James (Theo Germaine), la fidanzata Alice e McAfee (Vittoria Bartolomei)

Con intrecci stile soap opera che allo stesso tempo ironizzano le soap e i teen drama, The politician sembra un Glee sotto steroidi, con finti rapimenti, tentati omicidi, scandali sessuali e finanziari. Tutto estremamente esagerato e grottesco, fin dai personaggi, volutamente ridicoli e interpretati ironicamente, vedi Gwyneth Paltrow che interpreta praticamente una versione più estrema e new age di sè stessa. Anche il personaggio della nonna di Infinity (Zoey Deutch), ragazzina malata di leucemia che il protagonista vuole usare nella sua campagna elettorale, è interpretato gustosamente da una vecchia conoscenza di Ryan Murphy, l’immortale Jessica Lange, che ha già lavorato con Murphy in American Horror Story (di cui è stata da poco anunciata una serie spin-off).

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La seconda stagione è dove il tono cambia drasticamente, pur mantenendo determinate dinamiche satiriche e intrecci scandalistici. La sceneggiatura si fa più puntuale e più stringente, e i fatti, spostati da un liceo di élite californiana a una verosimile corsa per il Senato di Stato di New York, assumono una connotazione più attuale e quasi urgente.

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Entrambe le stagioni seguono le ambizioni del giovane Payton (Ben Platt), figlio adottivo di un ereditiere californiano (Bob Balaban) e di sua moglie, Georgina (Gwyneth Paltrow). L’unico scopo della vita di Payton è quello un giorno di diventare presidente degli Stati Uniti, e da quando è piccolo fa di tutto per poterlo raggiungere. A detta sua, non ha scrupoli nel suo mestiere: farebbe di tutto per raggiungere i suoi obiettivi, anche se questo significa boicottare le sue relazioni personali, e, direttamente o indirettamente, fare del male a chi ha intorno.

River e Payton

E’ interessante notare, però, come Peyton non sia altro che una inconsapevole marionetta, sebbene invece lui sia convinto di guidare il gioco. Tutti attorno a lui sono un passo in avanti e raggiungono prima di lui i suoi stessi scopi. E quindi il disclaimer iniziale dell’episodio pilota che avvisa che la serie sia “una commedia che parla di sangue freddo, ambizione e prendersi ciò che si vuole” per quanto all’inizio sembri totalmente in linea con l’amoralità del suo protagonista, episodio dopo episodio si configura più adeguata a descrivere le persone attorno a Payton. Payton viene costantemente ingannato e manipolato, e si prova quasi compassione per questo ragazzo senza sentimenti che nonostante questo non riuscirebbe ad arrivare al vertice senza proficui aiuti esterni.

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In questo senso infatti, la prima e la seconda stagione seguono una struttura molto simile: in entrambe, la concorrenza di Payton lo ostacola e tenta di farlo fuori, non solo figurativamente, per poi porgergli una mano a raggiungere la vetta. Ma la seconda stagione acquista molto più significato se si entra nei meriti degli intrecci. Innanzitutto appunto, la seconda stagione si svolge a New York, durante una vera elezione politica. La sua rivale è la Senatrice in carica Dede Standish (Judith Light, la Claire Meade di Ugly Betty), che, assieme alla sua fedele direttrice di campagna Hadassah Gold (Bette Midler) ha maturato una esperienza trentennale nel settore e sa esattamente cosa vogliono i suoi sostenitori. Dall’altra parte c’è Payton, che entra in lizza solo perché, aiutato dalla fidanzata Alice (Julia Schlaepfer), scorge una nuova potenzialità di elettorato nei giovani, particolarmente preoccupati dal cambiamento climatico.

Il team

E quindi, da assurdo Glee sotto steroidi, The Politician diventa un vero e proprio dibattito politico tra due fronti allo stesso modo ragionevoli ma distinti da un modello antico di fare politica e da uno nuovo. Molto bello l’episodio Gli elettori, in cui appunto le due facce della medaglia vengono viste in modo schietto e senza filtri nei loro rispettivi difetti, dal punto di vista di due elettrici opposte. Inaspettatamente, The Politician prende quindi una posizione sul tema: ed è una posizione di estrema attualità insperata da una serie streaming e che dà allo stesso una rimbeccata verso modi giusti, ma obsoleti, di intendere la politica, e anche speranza per il futuro.

Una bella sorpresa insomma, che ha portato uno show a essere semplicemente ritmato e godibile a essere potenzialmente molto impegnato e utile. Le grandi stelle del cast femminile alzano ulteriormente di livello la narrazione: tutte brave, tutte in forma, specialmente il duo Judith Light e Bette Midler regalano dei brillanti duetti comici durante la seconda stagione.

Voto Autore 3 out of 5 stars

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