L’attrice Sydney Sweeney è al centro di una nuova polemica sui social network. L’attrice di Euphoria ha perso oltre 200.000 follower su Instagram dopo la pubblicazione di una controversa pubblicità per Novig, piattaforma di pronostici sportivi della quale è diventata partner strategica e azionista.
Lo spot, nel quale Sweeney appare nuda o parzialmente coperta da diversi oggetti legati allo sport, ha provocato numerose reazioni negative. Alcune atlete hanno infatti accusato la campagna di contribuire alla sessualizzazione delle donne nello sport, aprendo un acceso dibattito sui social.
Sydney Sweeney perde oltre 200mila follower
La dinamica sui social è particolarmente significativa. Nei primi tre giorni successivi alla pubblicazione della pubblicità, il profilo Instagram di Sydney Sweeney aveva guadagnato circa 50.000 follower. La situazione è però cambiata nei giorni successivi. Secondo i dati della società di analisi Social Blade, domenica 13 settembre circa 136.848 persone hanno smesso di seguire l’attrice, mentre lunedì si sono registrati altri 68.000 unfollow.
Nel complesso, la perdita supera quindi le 200.000 unità. Un numero rilevante in termini assoluti, ma che rappresenta comunque meno dell’1% dei follower complessivi di Sweeney, che sono oltre 25 milioni. La vicenda arriva pochi giorni dopo la pubblicazione dello spot di Novig, diventato rapidamente virale e capace di raccogliere milioni di interazioni online.
Lo spot Novig scatena le polemiche
Nel video promozionale della durata di circa un minuto, Sydney Sweeney posa senza vestiti, utilizzando palloni da football americano, basket e calcio, oltre ad altri elementi legati al mondo dello sport, per coprire alcune parti del corpo. Il concept della campagna punta proprio sull’idea di eliminare ogni elemento di distrazione e concentrarsi esclusivamente sull’attività sportiva.
Sweeney, durante lo spot, sottolinea inoltre che sulla piattaforma Novig «non si scommette su guerre o morti e non c’è politica», distinguendola così da altri mercati di previsione. «Solo tu, le tue opinioni e lo sport», afferma l’attrice nella pubblicità mentre posa con un pallone da calcio.
La campagna ha però prodotto una reazione molto diversa da quella probabilmente immaginata dai suoi autori. Diverse atlete hanno contestato il modo in cui lo spot presenta il corpo femminile e il rapporto tra donne e sport.

Ariarne Titmus critica la pubblicità
Tra le voci più dure c’è quella della nuotatrice australiana Ariarne Titmus, quattro volte medaglia d’oro olimpica. L’atleta ha espresso pubblicamente la propria contrarietà alla campagna, chiedendosi come sia ancora possibile utilizzare il corpo di una donna per promuovere un prodotto legato allo sport.
«Non riesco a descrivere quanto mi senta infuriata quando guardo questo spot», ha scritto Titmus. La nuotatrice ha poi aggiunto: «Come possiamo vivere in un mondo in cui monetizzare il corpo di una donna e sessualizzare lo sport femminile è ancora una cosa normale?». Anche altre sportive hanno condiviso contenuti sui social per mostrare una rappresentazione dello sport femminile molto diversa da quella proposta dalla pubblicità.
La britannica Amy Hunt, per esempio, ha commentato la vicenda dopo una gara, richiamando l’attenzione sul lavoro fisico, sulla fatica e sull’impegno che caratterizzano la vita di un’atleta.
La risposta di Sydney Sweeney
Prima dell’esplosione delle polemiche, Sweeney aveva difeso il concept della campagna attraverso una dichiarazione diffusa da Novig. «La campagna si basava su un’idea divertente. Il concetto è semplice: eliminare il rumore di fondo e concentrarsi interamente sullo sport», ha dichiarato l’attrice. Sweeney ha poi aggiunto: «La campagna dà vita a quest’idea con sicurezza, umorismo e un tocco giocoso».
Nei giorni successivi alla diffusione delle critiche, l’attrice non ha pubblicato una risposta diretta alle accuse. Ha però condiviso sulle Instagram Stories alcune copertine dell’ESPN Body Issue, storicamente dedicato a immagini di atleti ritratti nudi o poco vestiti. La scelta è stata interpretata da diversi utenti come una possibile risposta indiretta alle critiche, anche se Sweeney non ha esplicitamente spiegato il significato della pubblicazione.
