NewsSean Baker e il messaggio per i colleghi registi

Sean Baker e il messaggio per i colleghi registi

Impegnato in giuria al Red Sea International Film Festival, il regista premio Oscar Sean Baker ha detto la sua sulla notizia del momento. D’altronde, tutti i registi sono sollecitati in qualche modo a esprimersi su una questione che può cambiare la configurazione dell’industria cinematografica. Si parla, ovviamente, dell’acquisizione di Warner Bros da parte di Netflix. Il regista di Anoraha detto di aspettare ancora di conoscere i dettagli per commentare la bontà (o meno) dell’operazione. Ha comunque aggiunto che i registi dovrebbero fare fronte comune e spendersi riguardo alla finestra cinematografica dei film.

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Per Baker non sono sufficienti i circa tre mesi tra la distribuzione in sala e l’approdo sulle piattaforme di streaming. Un periodo che andrebbe incrementato nella durata, in quanto la volontà dei registi è che i film siano visti in sala, sul grande schermo. Per il suo prossimo film ha intenzione di richiedere, e di insistere, su una finestra cinematografica di almeno 100 giorni. Una valutazione forte anche del successo di Anora nel pubblico giovane. Un successo, in sala, che smentisce l’assenza di interesse della Gen-Z di andare al cinema.

Sean Baker, Nolan e i dubbi dei registi

Le parole di Sean Baker fanno il paio con la presa di posizione di Christopher Nolan. Infatti, il sindacato di cui il regista di Oppenheimer è capo, la Directors Guild of America, ha chiesto un incontro a Netflix. Una necessità che si spiega con la stessa preoccupazione espressa dal regista, tra gli altri, di Red Rocket. Netflix ha dimostrato di non vedere nella sala cinematografica il proprio obiettivo principale, e la cosa preoccupa i registi. Adesso che il potere dell’azienda di Sarandos è destinato a crescere, aumenta, in proporzione la preoccupazione. Warner è un grande gruppo del cinema tradizionale, il modo in cui Netflix deciderà di cambiarlo riguarda sicuramente gli spettatori, ma anche gli artisti.

Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

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