Scherzi Mortali, la recensione del film disponibile su Prime Video

Scherzi Mortali è un teen horror molto semplice, ma che funziona soprattutto grazie alla scelta di adoperare un unico e lungo piano sequenza che favorisce l'immedesimazione nella vicenda.

Scherzi Mortali, un teen horror come tanti?

Disponibile sul canale Midnight Factory di Prime Video, Let’s Scare Julie (banalmente tradotto in italiano con Scherzi Mortali), è un teen horror in apparenza uguale a molti altri. In effetti da una parte lo è davvero, perché al centro vi è un gruppetto di ragazzine che, per puro divertimento, “stuzzicano il cane che dorme”. Cosa significa? Diciamo che a volte bisognerebbe tenere a freno la curiosità e l’euforia di voler provare a tutti i costi un brivido di paura, ma di questo ne parleremo più avanti. Non mancano neanche le derive da ghost story né un velato riferimento allo slasher. C’è qualcosa, tuttavia, che lo differenzia dalla maggior parte dei teen horror nati spesso senza alcuna idea alle spalle e realizzati in modo confusionario. Scherzi Mortali ha una regia che raramente, al giorno d’oggi, si decide d’applicare soprattutto in un film horror. La durata del film, poco meno di un’ora e mezza, è un lungo e snervante piano sequenza e la scelta sicuramente non è casuale anche perché le difficoltà nell’utilizzare questa tecnica è nota a tutti. Per il resto è un teen horror molto semplice che però funziona più di quanto ci si possa aspettare. E’ l’esempio perfetto di come un solo elemento tra i tanti che compongono la realizzazione di un film possa fare la differenza nel risultato finale.

Scherzi Mortali: la trama

Taylor decide di invitare a casa le sue più care amiche per passare una serata in allegria e fare baldoria. Con lei vivono ormai da tempo le cugine Emma, all’incirca della sua stessa età, e la piccola Lily. Jess, Madison e Paige, le amiche di Taylor, vogliono conoscere Emma proprio quella sera e decidono di farle uno scherzo per spaventarla. Sono delle ragazze esuberanti e a volte inopportune, infatti Emma non sembra sentirsi a suo agio con loro. Tra uno scherzo e l’altro, Taylor racconta la misteriosa storia della sua vicina di casa che nessuno ha mai visto. Si dice che questa donna si interessasse all’occulto e che il figlio sia morto proprio tra le mura domestiche. Le ragazze, per aggiungere un po’ di pepe alla serata, decidono di fare uno scherzo ai nuovi abitanti della casa (presumibilmente un padre single con una figlia). Emma, naturalmente, non è d’accordo e decide di aspettarle guardando le loro malefatte dalla finestra. Il gruppo di amiche scoprirà a proprie spese che sarebbe stato meglio non entrare in quella casa.

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Tempo reale e tempo cinematografico

Rinfreschiamoci la memoria con una definizione prima di continuare a parlare di Scherzi Mortali. Nel cinema il piano sequenza è quella particolare tecnica di ripresa adoperata senza l’utilizzo del montaggio, una lunga scena quindi che di norma verrebbe girata con più inquadrature. Adoperandola si sovrappone il cosiddetto tempo reale a quello cinematografico. Il film in questione, diretto da Jud Cremata, vuole far vivere allo spettatore lo stesso tempo entro la quale le ragazze protagoniste si muovono. Tutto, quindi, risulta tremendamente reale e più vicino a noi. La scelta è probabilmente dettata da una maggiore aderenza al punto di vista del personaggio (in questo caso Emma) e risulta funzionale al raggiungimento degli obiettivi. Scherzi Mortali, infatti, funziona nella sua semplicità, poiché trasmette un più che adeguato senso di paura. Naturalmente, essendo una tecnica molto complicata da utilizzare, bisogna essere dei registi abili con la macchina da presa e Cremata dimostra di essere all’altezza del compito. Gli spazi sono angusti, molto spesso bui, ma l’abilità del regista sta, in questo caso, nell’essere riuscito ad evitare il senso di claustrofobia e a trasmettere inquietudine creando un’atmosfera giusta e mai sopra le righe.

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Un mix tra archetipi e generi

Scherzi Mortali è breve e conciso, un teen horror che si lascia tranquillamente guardare. Esclusa la regia che abbiamo detto essere la caratteristica più peculiare, è un mix tra archetipi e sottogeneri dell’horror. Abbiamo il gruppo di ragazze ognuna delle quali ha una personalità ben definita e un luogo principale entro cui la vicenda si svolge e procede. Emma è la più responsabile; Taylor la più influenzabile; Madison, Jess e Paige sono le più casiniste e sfrontate. Da lontano sembra quindi strizzare l’occhio allo slasher, ma non solo. Ha elementi soprannaturali lasciati nell’ambiguità che contribuiscono a ricreare un’atmosfera di confusione e terrore in cui le ragazze scopriranno terribili verità.

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Un finale “al buio”

Il finale del film è “al buio”, letteralmente. Nel momento in cui la situazione precipita e le ragazze capiranno che l’ex vicina di casa è ben più di una storiella da raccontare per spaventare gli amici, il buio comincerà a prendere il sopravvento nelle scene e non solo quello visivo. La mente delle protagoniste verrà annebbiata dalla paura e dalla sensazione di essere osservate. Grazie ad una piccola chicca registica in falsa soggettiva inserita sul finale, potremmo definire Scherzi Mortali come un film dal finale aperto. Per questi piccoli accorgimenti è un film decisamente da consigliare e sotto certi aspetti coraggioso.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Scherzi Mortali è un teen horror che all'apparenza sembra essere uguale a tanti altri ed effettivamente in parte lo è. La storia è semplice: un gruppo di adolescenti scatena per gioca forze che sembrano soprannaturali. Dove il film si prende la rivincita rispetto ai suoi simili è nella scelta registica, poiché viene adoperato un lungo piano sequenza (insolito in un film horror) per dare più veridicità alla vicenda e permettere una maggiore immedesimazione.
Tiziana Panettieri
Tiziana Panettieri
E’ un amore di lunga data quello tra me e il cinema, cominciato con cult come Halloween, IT e L’Esorcista e alimentato negli anni con il meglio dell’horror e del cinema di genere. Ammetto, però, d’aver subìto il fascino del cinema asiatico, mediorientale e sudamericano. Sono onnivora, non mi precludo nulla senza aver prima provato.

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